ROBERT McCAMMON.
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TENEBRE.
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Titolo originale: Swan Song. 1987.
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Parte 6.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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76.
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A fari spenti, tre file di veicoli dell'Esercito d'Eccellenza avanzarono
lentamente nel parcheggio, mentre il vento sibilava e soffiava turbini acce-
canti di neve. La visibilit non superava i tre metri, ma la bufera aveva da-
to all'EDE l'opportunit di togliere dal parcheggio una parte dei detriti, u-
sando due dei tre bulldozer. Le macchine avevano formato due muraglie di
cadaveri congelati e di lamiere contorte, ai lati di quella che i fanti dell'E-
DE chiamavano ora la "Valle della morte".
Roland era nella jeep al centro della prima fila, con il sergente McCo-
wan al volante. Sotto il cappotto portava la fondina ascellare con la .38 e al
fianco aveva l'M-16. Per terra, accanto al piede destro, c'era il lanciarazzi e
due razzi rossi.
Sarebbe stata una giornata magnifica.
I soldati sedevano sui cofani, sui portabagagli, sui paraurti dei veicoli
per favorire con il loro peso la trazione. Altri 1200 uomini dell'EDE se-
guivano le prime tre ondate. Il capitano Carr comandava il fianco sinistro;
il capitano Wilson, il destro. Tutt'e due, insieme con gli altri ufficiali im-
pegnati nell'operazione Crucifige, avevano ripassato varie volte il piano.
Non dovevano esserci esitazioni, ai segnali; e le manovre andavano esegui-
te nel modo esatto in cui Roland le aveva delineate. Non ci sarebbe stata ri-
tirata: il primo che avesse pronunciato quella parola, sarebbe stato fucilato
sul campo. E mentre si davano gli ordini e si ripassava il piano, il colon-
nello Macklin era rimasto seduto in silenzio dietro il tavolo.
Oh, s, pens Roland, delirante per l'acuto miscuglio d'eccitazione e di
paura; sar davvero una giornata magnifica!
I veicoli proseguirono l'avanzata, un passo alla volta; l'ululato del vento
copriva il rombo dei motori.
Roland ripul gli occhialoni dalla neve. Lungo la prima linea di camion e
di auto, i soldati scivolarono gi dai cofani e dai paraurti e avanzarono
carponi nella neve. Appartenevano alla brigata di ricognizione, organizzata
da Roland: uomini piccoli e veloci, che si sarebbero avvicinati senza farsi
scoprire alla linea difensiva. Roland si sporse dal sedile della jeep cercan-
do di scorgere i fal nemici. In quello stesso momento, i soldati della sua
brigata prendevano posizione sulle ali della linea difensiva e, al segnale,
sarebbero stati i primi ad aprire il fuoco. Se riuscivano ad attirare l'atten-
zione sulle ali, forse al centro ci sarebbe stata confusione... ed era l che
Roland contava di sfondare.
Una luce arancione tremol pi avanti: un fuoco della linea di difesa.
Roland si pul di nuovo gli occhialoni, vide il bagliore di un altro fal sulla
sinistra, forse a una trentina di metri. Raccolse il lanciarazzi e inser nella
culatta un bengala. Poi, reggendo nella sinistra il secondo razzo, si alz e
attese che l'onda d'assalto avanzasse ancora di cinque metri.
Ora!, decise Roland; punt il lanciarazzi proprio sopra i parabrezza dei
veicoli del fianco sinistro. Premette il grilletto. Il lanciarazzi toss, il vivido
bengala rosso stri il cielo: il primo segnale era partito. I veicoli del fianco
sinistro ruotarono e l'intera linea devi pi a sinistra. Roland ricaric in
fretta e lasci partire il secondo segnale. I veicoli del fianco destro rallenta-
rono e deviarono a destra.
Anche il sergente McCowan sterz a destra. Per qualche secondo le
gomme slittarono sulla neve, prima di fare presa. Roland cont: otto... set-
te... sei...
Dal fianco sinistro provennero i lampi della fucileria, a brevissima di-
stanza dalla linea difensiva: la brigata di ricognizione, da quella parte, ave-
va iniziato il lavoro.
... cinque... quattro...
Sul lato destro aprirono il fuoco. Roland vide le scintille provocate dai
proiettili che rimbalzavano sul metallo.
...tre... due...
Sul lato sinistro, i veicoli dell'EDE accesero di colpo i fari; le luci ac-
cecanti trafissero la neve e colpirono negli occhi le sentinelle, da meno di
dieci metri. Con una frazione di secondo d'intervallo, si accesero anche i
fari del fianco destro. Proiettili di mitragliatrice, sparati nel panico da una
sentinella, sollevarono schizzi di neve a un metro e mezzo dalla jeep di
Roland.
...uno, cont Roland.
E la cosa massiccia, met macchina e met costruzione uscita da un in-
cubo medievale, che seguiva a dieci metri la jeep di comando, mand un
rombo improvviso e avanz, con i cingoli che appiattivano cadaveri e de-
triti, con la pala di ferro sollevata come protezione dal fuoco di fucileria.
Roland guard la gigantesca macchina da guerra passargli davanti, acqui-
stare velocit, puntare al centro delle difese nemiche. Avanti! grid. A-
vanti! Avanti!
Il frutto dell'ingegno di Mangrim era mosso dal terzo bulldozer, guidato
da un uomo dentro la cabina corazzata; rimorchiata da cavi d'acciaio, die-
tro il bulldozer veniva un'ampia piattaforma di legno, con assali di camion
e ruote. Dalla piattaforma si alzava una complessa intelaiatura realizzata
con robusti pali del telefono imbullonati e legati per sorreggere una scala
centrale alta pi di venti metri. La scala era stata presa da case del distretto
residenziale intorno allo shopping center. In cima sporgeva leggermente e
terminava in una rampa che poteva essere sganciata e abbassata come il
ponte levatoio d'un castello. Filo spinato e pezzi di lamiera recuperati dalle
automobili distrutte ricoprivano la parte esterna, nella quale qua e l erano
praticate feritoie su diversi livelli. Per sostenere il peso, alcuni pali del te-
lefono erano stati conficcati in chiodi di ferro saldati al bulldozer e s'innal-
zavano per tenere dritta la macchina da guerra.
Roland sapeva che cos'era. Ne aveva visto il disegno nei libri.
Alvin Mangrim aveva costruito una torre d'assedio, come solevano fare
gli eserciti medievali per prendere d'assalto i castelli fortificati.
La pala del bulldozer urt violentemente un furgone postale corazzato,
coperto di graffiti come AMA IL SALVATORE e UCCIDI IN NOME
DELL'AMORE e cominci a spingerlo all'indietro, al di l della linea di
difesa. Il furgone sbatt contro un'automobile e quest'ultima fu schiacciata
contro un camioncino Toyota corazzato, mentre il bulldozer continuava
l'avanzata, con il motore che rombava e i cingoli che scagliavano in aria
scie di neve. La torre d'assedio vibr, scricchiol come ossa artritiche; ma
era costruita solidamente e resse.
La sparatoria divampava sul fianco sinistro e sul fianco destro della linea
di difesa, ma i soldati della parte centrale erano costretti ad arretrare nella
confusione; alcuni furono travolti, quando il bulldozer venne avanti a tutta
velocit. Nel varco sciam un'ondata di fanti dell'EDE che distribuivano
morte. I proiettili sibilavano e rimbalzavano traendo scintille dal metallo;
pi gi lungo la linea, un serbatoio di benzina esplose illuminando di luce
infernale il campo di battaglia.
Il bulldozer spinse da parte i rottami e continu l'avanzata. Quando la
pala di ferro urt contro il muro della roccaforte, il guidatore spense il mo-
tore e tir il freno. Un camion, con un carico di soldati e dieci bidoni di
benzina, romb nel varco aperto dal bulldozer e dalla torre d'assedio; si
ferm slittando a fianco della macchina da guerra. Mentre altri fanti forni-
vano il fuoco di copertura, alcuni soldati scaricarono i bidoni, mentre gli
altri, che portavano matasse di corda, corsero alla torre d'assedio e salirono
i gradini. In cima, sbloccarono la rampa e la spinsero avanti: la parte infe-
riore era munita di centinaia di lunghi chiodi che si conficcarono nella ne-
ve sul tetto del mall. Ora un ponte di legno lungo due metri collegava la
torre al tetto. A uno a uno, i soldati lo attraversarono di corsa; appena sul
tetto, calarono le funi ai compagni che spingevano contro il muro i bidoni
di benzina. Le funi terminavano in un nodo scorsoio; fu sufficiente infilare
ogni bidone in due cappi, perch i soldati sul tetto li tirassero su uno dopo
l'altro in rapida successione.
Altri soldati sciamarono su per la torre d'assedio, presero posizione alle
feritoie e aprirono il fuoco contro la fanteria nemica che, pi in basso, si ri-
tirava verso l'ingresso del mall. E poi i soldati sul tetto spinsero dal lucer-
nario centrale i bidoni di benzina nella fitta massa di uomini della Fedelt
Americana, parecchi dei quali si erano appena svegliati e non sapevano
ancora che cosa succedesse. Quando i bidoni toccarono terra, i soldati li
forarono a colpi di fucile, provocando getti di benzina. I proiettili causaro-
no scintille. Con un terribile whump! la benzina prese fuoco.
In piedi sulla jeep, Roland vide le fiamme guizzare nella notte dal lu-
cernario fracassato. Sono nostri! grid. Ora li abbiamo in pugno!
Sotto il lucernario, nell'atrio affollato dello shopping mall, uomini, don-
ne e bambini ballavano alla musica di Roland Croninger. Altri bidoni di
benzina caddero dal tetto ed esplosero come bombe al napalm. Nel giro di
due minuti, l'intero pavimento dell'atrio era coperto di benzina in fiamme.
Centinaia di corpi umani bruciavano, mentre centinaia di altri lottavano per
mettersi in salvo, calpestavano fratelli e sorelle, cercavano varchi per una
boccata d'aria in quella tempesta di fuoco.
Ora i restanti veicoli dell'Esercito d'Eccellenza assalivano la linea di di-
fesa della Fedelt Americana e l'aria bruciava di proiettili. Una figura in
fiamme oltrepass la jeep di Roland e fu travolta dalle ruote di un camion
in arrivo. I difensori, in preda al panico, non sapevano da che parte scappa-
re; coloro che cercarono di combattere furono massacrati. Dall'ingresso
principale del mall usciva fumo; gli uomini sul tetto continuavano a butta-
re gi bidoni di benzina. Le esplosioni superavano il frastuono delle grida
e della fucileria.
I soldati dell'Esercito d'Eccellenza penetravano nel mall. Roland afferr
l'M-16 e salt dalla jeep; corse nella confusione verso l'ingresso. Un
proiettile tracciante gli sfior il viso; Roland inciamp e cadde fra i corpi
martoriati, ma si rialz subito e riprese la corsa. I guanti gli erano diventati
cremisi e il sangue di qualcuno gli macchiava il davanti del cappotto. Quel
colore gli piacque: era il colore d'un soldato.
Dentro il mall, fu circondato da decine di fanti dell'EDE che sparavano
ai soldati nemici rifugiati dentro i negozi. Fumo grigio sconvolgeva l'aria;
gente in fiamme giungeva di corsa dal corridoio, ma la maggior parte crol-
lava dopo qualche metro. Il pavimento trem per l'esplosione degli ultimi
bidoni di benzina; Roland sent provenire dall'atrio una nauseante ondata
di calore e il lezzo inebriante di carne, capelli, stoffa bruciati. Altre esplo-
sioni scossero il pavimento; Roland ritenne che fossero le munizioni del
nemico che saltavano in aria. I soldati della Fedelt Americana comincia-
rono a gettare le armi e a uscire dai negozi supplicando piet. Non ne ot-
tennero.
Tu! Tu! E tu! grid Roland, segnando a dito tre soldati. Seguitemi!
Si precipit in direzione della libreria.
L'atrio era una muraglia di fiamme. Il tremendo calore liquefaceva le
centinaia di cadaveri. Folate di vento ardente urlavano intorno agli angoli.
Il cappotto di Roland mandava fumo, mentre lui superava di corsa l'atrio e
imboccava il corridoio in cui c'era la libreria. I tre soldati gli rimasero alle
calcagna.
All'improvviso Roland di ferm, con occhi sbarrati di terrore.
Un carro armato - il Virus dell'Amore - era fermo proprio davanti alla
libreria B. Dalton.
Il soldato dietro Roland disse: Oh Cri...
Il cannone del carro armato spar; un rombo assordante mand in fran-
tumi gli ultimi vetri delle vetrine. Ma l'alzo del cannone era eccessivo: il
proietto pass sopra la testa di Roland e dei tre uomini, ma l'aria calda del-
la scia li gett a terra. Il proietto for senza esplodere il tetto in fondo al
corridoio e scoppi con rumore di tuono a un'altezza di quindici metri, uc-
cidendo gran parte dei soldati che avevano gettato i bidoni di benzina.
Roland e i tre soldati aprirono il fuoco, ma i proiettili rimbalzarono inof-
fensivi sulla corazza. Il carro armato balz avanti, per schiacciarli sotto i
cingoli; si ferm, torn indietro, cominci a girare verso destra. La torretta
ruot e il cannone spar di nuovo; stavolta apr nella parete di mattoni un
foro grosso quanto un camion. Con fragore d'ingranaggi e un ritorno di
fiamma che sput fumo grigio, la macchina del costo di svariati milioni di
dollari vibr e s'immobilizz.
O il guidatore  una schiappa, pens Roland, oppure il carro armato  un
trabiccolo!
Il portello si spalanc. Ne emerse un uomo con le braccia alzate. Non
sparate! grid. Non spa...
Fu interrotto dalla forza dei proiettili che gli attraversarono il viso e il
collo; scivol all'interno del carro.
Due soldati armati di fucile comparvero all'ingresso della libreria e ini-
ziarono a sparare. Il fante dell'EDE alla destra di Roland rimase ucciso, ma
nel giro di un secondo i due caddero, crivellati di proiettili, e la sparatoria
cess. L'accesso al negozio era sgombro.
Roland si tuff nella libreria e lasci partire una raffica, subito seguita da
un'altra. Gli altri due uomini spararono a ripetizione nel buio in fondo al
negozio, ma non ci fu altra resistenza nemica.
Con un calcio Roland spalanc la porta del magazzino e salt di lato,
pronto a riempire di proiettili il locale, se altri soldati stavano a guardia del
Salvatore.
Ma niente si mosse.
Un unico lume a petrolio brillava nel magazzino. Con il fucile pronto,
Roland balz dentro e si acquatt a terra.
Il Salvatore, con indosso un cappotto verde tiglio e larghi calzoni beige
rattoppati alle ginocchia, sedeva sulla poltrona. Le mani stringevano i
braccioli. La testa era rovesciata all'indietro: nella bocca spalancata si ve-
devano le otturazioni dei molari.
Il sangue colava da un foro di proiettile in mezzo agli occhi. Un secondo
foro nero e bruciacchiato attraversava il cappotto verde tiglio, all'altezza
del cuore. Sotto gli occhi di Roland, le mani del Salvatore all'improvviso si
aprirono e si serrarono convulsamente. Ma l'uomo era morto. Roland sape-
va riconoscerli fin troppo bene.
Qualcosa si mosse, appena al di l del cerchio di luce.
Roland punt il fucile. Vieni fuori. Subito. Mani sopra la testa.
Ci fu una lunga pausa. Roland fu sul punto di sparare un paio di raffiche,
ma poi la figura venne avanti alla luce, con le mani alzate. Stringeva una
.45 automatica.
Era Fratello Timothy, cereo in viso. E Roland seppe d'avere avuto ragio-
ne: era certo che il Salvatore non avrebbe permesso a Fratello Timothy di
allontanarsi troppo da lui.
Getta la pistola ordin Roland.
Fratello Timothy sorrise lievemente. Abbass le mani, si port alla tem-
pia la canna della .45 e premette il grilletto.
No! grid Roland, lanciandosi a bloccarlo.
Ma la .45 scatt a vuoto.
Avevo il compito di ucciderlo disse Fratello Timothy, mentre la .45
continuava a scattare a vuoto. Me l'ha detto lui. Ha detto che i pagani
hanno vinto e che la mia ultima azione era quella di liberarlo dalle mani
pagane... e poi liberare me stesso. Questo, mi ha detto. Mi ha indicato dove
sparargli... in due posti.
Mettila gi disse Roland.
Fratello Timothy ridacchi. Ma nella pistola c'erano solo due proiettili.
Come potevo liberare anche me... se c'erano solo due colpi?
Continu a premere il grilletto, finch Roland non gli tolse la pistola; al-
lora scoppi a piangere e si accasci sulle ginocchia.
Il pavimento trem, mentre il tetto dell'atrio, indebolito dalle fiamme, da
sette anni d'incuria e dalle tonnellate d'acqua della neve disciolta, crollava
sui cadaveri in fiamme. La fucileria diminuiva. La battaglia era quasi con-
clusa e Roland aveva avuto il suo premio.
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Un pomeriggio, mentre la nuova neve cadeva su Mary's Rest, un camion
furgonato con una sospensione fuori uso entr da nord nel villaggio. Il ri-
torno di fiamma del motore richiam immediatamente l'attenzione di tutti,
anche se ormai quasi ogni giorno giungeva gente nuova, alcuni in vecchie
auto e camion ammaccati, altri in carri tirati da cavalli, la maggior parte a
piedi, portandosi dietro scatole di cartone o valigie con le loro cose. I fore-
stieri non attiravano la curiosit di un tempo.
Una scritta era dipinta a lettere rosse sulle fiancate del camion: IL RI-
GATTIERE. L'uomo al volante si chiamava Vulcevic; lui, sua moglie, i
due figli e la figlia avevano seguito lo schema di una nuova societ di no-
madi: si fermavano in un villaggio il tempo necessario a trovare cibo, ac-
qua e riposo, poi partivano alla ricerca di un posto migliore, da qualche al-
tra parte. Vulcevic era un ex autista di pullman di Milwaukee, a letto con
l'influenza il giorno in cui la sua citt era stata distrutta; e non era ancora
riuscito a stabilire se la circostanza fosse stata una fortuna o una disgrazia.
Nelle ultime due settimane aveva udito delle voci, da gente incontrata
per strada: pi avanti c'era un villaggio chiamato Mary's Rest, che aveva
una sorgente d'acqua pura come la Fonte della Giovinezza; c'era anche un
campo di granturco e le mele cadevano dal cielo e c'era un giornale e una
chiesa in costruzione.
E in quel villaggio, cos dicevano le voci, c'era una ragazza di nome
Swan, che aveva il potere della vita.
Vulcevic e la sua famiglia avevano i capelli neri, gli occhi e la carna-
gione olivastra di generazioni di zingari. La moglie era molto attraente: vi-
so orgoglioso dai tratti ben delineati, lunghi capelli neri striati di grigio,
occhi castano scuro che sembravano scintillare di vita. Meno d'una setti-
mana prima, il casco di escrescenze che le copriva la testa era caduto a
pezzi; e Vulcevic aveva lasciato, nel cuore d'un bosco ammantato di neve,
un lume acceso alle Vergine Maria.
Mentre s'inoltrava nel villaggio, Vulcevic vide davvero un pozzo d'ac-
qua, proprio nel centro della strada. Poco pi in l, ardeva un fuoco; ancora
pi avanti, la gente costruiva un edificio d'assi che poteva anche essere una
chiesa. Vulcevic cap che era il posto giusto e si comport come lui e la
sua famiglia avevano fatto in ogni altro villaggio: ferm il camion sul ci-
glio della strada e i suoi due figli aprirono il pannello scorrevole posteriore
e cominciarono a tirare fuori le scatole piene di oggetti da vendere o da ba-
rattare, fra i quali c'erano parecchie invenzioni fatte dal loro padre in per-
sona. Madre e figlia sistemarono dei tavoli su cui esporre la merce; intanto
Vulcevic aveva gi alle labbra un vecchio megafono e iniziava il suo im-
bonimento da venditore ambulante: Venite, gente, venite, non siate timi-
di! Guardate cosa vi ha portato il Rigattiere. Utili attrezzature, utensili e
marchingegni da tutto il paese! Giocattoli per i bambini, pezzi d'antiquaria-
to di un'epoca scomparsa, le mie personali invenzioni per aiutare e ralle-
grare quest'et moderna... e lo sa Iddio se non abbiamo bisogno d'aiuto e
d'allegria! Forza, venite! Avanti uno, avanti tutti!
Diverse persone si radunarono intorno ai tavoli e rimasero a bocca aperta
nel vedere che cosa il Rigattiere aveva portato: vistosi abiti femminili,
compresi vestiti da sera ornati di lustrini e costumi da bagno dai colori vi-
vaci; scarpe a tacco alto, mocassini, scarpe basse da passeggio e scarpe da
ginnastica; scatole intere di camicie estive a manica corta da uomo, la
maggior parte ancora con il talloncino del negozio; apriscatole, padelle, to-
stapane, frullatori, orologi, radio a transistor e apparecchi televisivi; lan-
terne, tubi di gomma, sedie da giardino, ombrelli e mangiatoie per uccelli;
yo-yo, hula-hoop, giochi da tavolo come Monopoli e Risiko, orsacchiotti
di pezza, modellini di auto e di camion, bambole e scatole di montaggio di
aeromodelli. Le invenzioni dello stesso Vulcevic comprendevano un ra-
soio che sfruttava l'energia di elastici arrotolati, occhiali con piccoli tergi-
cristalli azionati a elastico, un piccolo aspirapolvere a motore che funzio-
nava anch'esso a elastico.
Cosa vuoi per questa? domand una donna, prendendo una sciarpa
adorna di lustrini.
Hai elastici? rispose lui. La donna scosse la testa e Vulcevic le disse
d'andare a prendere quel che aveva da barattare e forse si sarebbero messi
d'accordo.
Cambio tutto ci che avete! dichiar alla gente radunata. Polli, cibo
in scatola, pettini, stivali, orologi da polso... portate qui e facciamo l'affa-
re! Colse nell'aria un profumo fragante e si rivolse alla moglie: Sono
impazzito, o sento profumo di mele?
Una mano femminile prese un oggetto, dal tavolo di fronte a Vulcevic.
Quello l  unico, signora! disse Vulcevic. S, non ne vedr mai pi, di
simili! Forza. Lo scuota!
La donna lo scosse. Minuscoli fiocchi di neve turbinarono sopra i tetti
del villaggio racchiuso nella boccia di vetro.
Bello, vero? disse Vulcevic.
S rispose la donna. Gli occhi celeste chiaro guardarono cadere i fioc-
chi lucenti. Quanto?
Oh, direi come minimo due scatolette di cibo. Ma... visto che le piace
cos tanto... S'interruppe, esaminando la potenziale cliente. La donna ave-
va le spalle quadrate, era robusta, sembrava il tipo che scopre una bugia
lontano un chilometro. Aveva capelli folti e grigi, tagliati all'altezza della
spalla e tirati all'indietro da un nastro. La pelle era liscia e priva di rughe,
come quella di un neonato; difficile giudicare quanti anni avesse. Forse i
capelli erano ingrigiti prematuramente... ma nei suoi occhi c'era una luce
vecchia, come se avesse visto e ricordasse una vita intera di lotta. Era una
donna bella, con lineamenti regolari e simpatici... aveva un'aria regale, de-
cise Vulcevic; e pens che prima del 17 luglio indossasse pellicce e bril-
lanti, e avesse la casa piena di servit. Ma c'era anche gentilezza, nel suo
viso; ripensandoci meglio, forse era stata un'insegnante, o un'assistente so-
ciale, o addirittura una missionaria. Sottobraccio teneva stretta una borsa.
Una donna d'affari, pens Vulcevic. S. Ecco cos'era stata. Forse era anche
padrona della ditta. Be' disse cosa pu darmi in cambio, signora? Ac-
cenn alla borsa.
Lei sorrise lievemente, guardandolo negli occhi. Chiamami pure Si-
ster disse. E, mi spiace, non posso darti quel che tengo qui dentro.
Non si possono tenere le cose per sempre comment Vulcevic, con u-
n'alzata di spalle. Bisogna farle girare. Il sistema di vita americano.
Pu darsi ammise Sister, ma non allent la stretta sulla borsa. Scosse
di nuovo la boccia di vetro e guard turbinare i fiocchi di neve. Poi la pos
al suo posto. Grazie disse. Guardavo soltanto.
Accidenti! Un uomo accanto a lei tolse da una scatola uno stetoscopio
ossidato. Quando si parla di cimeli! Hugh Ryan se lo mise al collo.
Come ti sembro?
Hai un'aria molto professionale.
L'immaginavo. Hugh non poteva fare a meno di fissare il nuovo viso
di Sister, anche se negli ultimi due giorni l'aveva visto di frequente. Robin
era tornato alla grotta e aveva condotto a Mary's Rest lui e gli altri bambi-
ni. Cosa vuoi, per questo? domand Hugh a Vulcevic.
Una cosa preziosa come questa... dipende. Sai, un giorno o l'altro potrei
imbattermi in un medico che ne abbia davvero bisogno. Non posso vender-
lo al primo che capita. Ah... con cosa lo scambieresti?
Credo di poterti procurare alcuni elastici.
Affare fatto.
Una figura gigantesca si accost a Sister; Vulcevic vide, mentre Hugh
s'allontanava, una faccia bitorzoluta e coperta di escrescenze. Trasal solo
un poco, perch era abituato a spettacoli del genere. Il gigante aveva un
braccio al collo e le dita rotte, fasciate e steccate grazie al nuovo medico
del villaggio.
Che te ne sembra, di questo? disse Josh a Sister, prendendo un abito
nero con lustrini. Credi che le piacerebbe?
Oh, certo. Farebbe un figurone, alla prossima prima teatrale.
Credo che a Glory piacer decise lui. Cio... anche se non le pia-
cesse, potrebbe usare la stoffa, no? Lo prendo disse a Vulcevic, posando
il vestito sul tavolo. E prendo anche questo aggiunse, indicando un trat-
tore di plastica verde.
Buona scelta. Ah... cos'hai da scambiare?
Josh esit. Aspetta un minuto, torno subito disse poi; e si diresse alla
baracca di Glory, zoppicando dalla gamba sinistra.
Sister lo segu con lo sguardo. Josh era forte come un bufalo, ma l'uomo
con l'occhio scarlatto l'aveva quasi ucciso. Il gigante aveva una brutta lus-
sazione alla spalla, un'ammaccatura alla rotula sinistra, tre dita rotte, una
costola fratturata, ed era pieno di graffi e di tagli ancora in via di guarigio-
ne. Era stato molto fortunato a restare vivo. Ma l'uomo con l'occhio scar-
latto aveva abbandonato la tana sotto la chiesa; quando Sister vi era arriva-
ta, con Paul, Anna e sei uomini armati di fucili e di doppiette, l'uomo era
gi andato via; avevano sorvegliato il buco per quattro giorni filati, ma lui
non era ricomparso. Allora l'avevano riempito e i lavori per la ricostruzio-
ne della chiesa erano in svolgimento.
Ma Sister non sapeva se il mostro avesse lasciato davvero Mary's Rest.
Ricordava il messaggio riferito da Josh: Far fare il lavoro da una mano
umana.
Altra gente si affollava a esaminare gli oggetti esposti, come se fossero
frammenti di una civilt aliena. Sister diede un'occhiata qua e l... quella
roba era paccottiglia, adesso, ma nessuna famiglia ne avrebbe fatto a me-
no, anni prima. Prese un timer per la cottura delle uova e lo rimise nella
scatola accanto a mattarelli, formine per dolci e utensili da cucina. Vide sul
tavolo un cubo multicolore, che un tempo chiamavano Cubo di Rubik.
Prese un calendario illustrato con il disegno di un pescatore con la pipa in
bocca che gettava la mosca in un torrente azzurro.
Ha soltanto otto anni disse Vulcevic. Puoi calcolare la data, se vai a
ritroso. A me piace tenere conto dei giorni. Oggi  l'11 di giugno. O il 12.
Be', uno dei due.
Dove prendi tutta questa roba?
Qua e l. Giriamo da un mucchio di tempo. Troppo, forse. Ehi! Ti inte-
ressa un grazioso medaglione d'argento? Guarda. Lo apr. Ma Sister si af-
frett a distogliere gli occhi dal contenuto, la foto ingiallita d'una bimbetta
sorridente. Oh disse Vulcevic: la sua abilit d'imbonitore gli aveva gio-
cato un brutto scherzo. Scusami. Chiuse il medaglione. Forse non do-
vrei venderlo, eh?
S, dovresti seppellirlo.
Gi. Lo mise via e guard le nubi basse e scure. Un mattino di giu-
gno, eh? Lasci vagare lo sguardo sulle baracche, mentre i suoi due figli
trattavano con i clienti. Quante persone ci vivono, qui?
Non so. Cinquecento, forse seicento. Arriva sempre gente nuova.
Mi pareva. Sembra che qui abbiate una buona fornitura d'acqua po-
tabile. Le abitazioni non sono poi cos brutte. Abbiamo visto di peggio. Sai
cosa abbiamo sentito dire, venendo qui? Sorrise. Che avete un grande
campo di granturco e che le mele piovono dal cielo. Non  la cosa pi buf-
fa che si sia mai sentita?
Sister sorrise.
E pare che ci sia una ragazza, una certa Swan o qualcosa di simile, che
sa far crescere le messi. Basta che tocchi la terra, e spuntano! Che ne dici?
Secondo me, tutto morirebbe, se mancasse la fantasia.
Conti di fermarti qui?
S, per qualche giorno, almeno. Sembra un buon posto. A nord non ci
tornerei pi... nossignora!
Perch? Cosa c' a nord?
Morte disse Vulcevic. Si accigli, scosse la testa. Certa gente ha per-
so le rotelle. Abbiamo sentito che si combatte, su a nord. C' una sorta di
maledetto esercito, lass, da questa parte del confine dello Iowa. O di
quello che era lo Iowa. Comunque,  assai pericoloso andare a nord, perci
puntiamo a sud.
Un esercito? Che genere d'esercito?
Il genere che uccide, signora mia! Sai, uomini e fucili. Pare che ci siano
due o tremila soldati in marcia, lass, in cerca di gente da ammazzare. Non
so che diavolo vogliono concludere. Piccoli bastardi di latta! Gentaglia
come loro ci ha cacciati in questa situazione!
Li hai visti?
La moglie di Vulcevic era stata ad ascoltare; venne a fianco del marito.
No disse a Sister. Ma una notte abbiamo scorto le luci dei loro fuochi.
Erano lontani, sembravano una citt in fiamme. Subito dopo, sulla strada
abbiamo trovato un uomo... pieno di ferite e mezzo morto. Si faceva chia-
mare Fratello David e ci raccont della battaglia. Disse che il peggio era
dalle parti di Lincoln, nel Nebraska, ma che davano ancora la caccia alla
gente del Salvatore... disse cos e mor prima che riuscissimo a capirci
qualcosa. Ma girammo a sud e ce ne andammo subito.
Vi conviene pregare che non vengano da queste parti disse Vulcevic.
Piccoli bastardi di latta!
Sister annu e Vulcevic pass a contrattare con un uomo che voleva un
orologio da polso. Se c'era davvero un esercito in marcia da questa parte
del confine dello Iowa, significava che forse era a centocinquanta chilome-
tri da Mary's Rest. Se due o tremila "soldati" invadevano Mary's Rest, l'a-
vrebbero rasa al suolo! Sister pens a quel che aveva visto di recente nel
cerchio di cristallo e si sent gelare il cuore.
Quasi nello stesso istante fu sommersa da un'ondata gelida di... s, di o-
dio; cap che il mostro era dietro di lei, o l accanto, o molto vicino, chiss
dove. Ne sent lo sguardo, come un artiglio sospeso a un millimetro dalla
nuca. Si gir di scatto, con i nervi che gridavano l'allarme.
Ma la gente intorno a lei sembrava interessata soltanto agli oggetti espo-
sti sui tavoli o nelle scatole. Nessuno la guardava; ora l'ondata di gelo
sembrava rifluire, come se l'uomo con l'occhio scarlatto si fosse mosso.
Tuttavia la presenza gelida permaneva nell'aria. Lui era vicino... chiss
dove, ma molto vicino, nascosto fra la folla.
Sister colse un movimento improvviso alla sua destra, una figura che al-
lungava la mano verso di lei. La mano le sfior il viso. Sister si gir, vide
un uomo con il cappotto scuro, tanto vicino da impedirle la fuga. Si ritras-
se... e il braccio magro dell'uomo le pass davanti agli occhi, con la rapidi-
t d'un serpente.
Quanto vuoi di questo? disse l'uomo a Vulcevic. In mano teneva una
scimmietta a molla che berciava e batteva due piccoli piatti metallici.
Cos'hai da darmi?
L'uomo trasse di tasca un coltellino e glielo porse. Vulcevic l'esamin
attentamente, poi annu. Il giocattolo  tuo, amico. L'altro sorrise e diede
la scimmietta al bambino fermo accanto a lui in paziente attesa.
Eccomi disse Josh Hutchins, accostandosi al tavolo. Nella mano buo-
na reggeva un involto di stoffa marrone. Che ne dici di queste? Pos sul
tavolo l'involto, accanto al vestito con i lustrini.
Vulcevic apr la stoffa. Guard attonito il contenuto. Oh... Dio mio
mormor.
Aveva davanti a s cinque pannocchie di granturco dorato.
Pensavo che vi sarebbe piaciuto averne una a testa disse Josh. Vanno
bene?
Vulcevic prese una pannocchia, mentre la moglie, senza parole, guarda-
va da sopra la sua spalla. L'annus e disse:  vera! Mio Dio,  vera! Cos
fresca che profuma ancora di terra!
Certo. Non lontano da qui abbiamo un campo intero di granturco.
Vulcevic sembrava uno sul punto di crollare stecchito.
Allora? disse Josh. Affare fatto, o no?
S. S. Certo. Prendi il vestito! Prendi quel che vuoi. Mio Dio! Grantur-
co fresco! Si rivolse all'uomo che voleva l'orologio da polso. Prendilo!
disse. Al diavolo, prendine una manciata! Ehi, signora! Vuoi la sciarpa?
 tua! Non... non posso crederci! Tocc il braccio di Josh, che piegava
con cura il vestito nuovo per Glory. Mostramelo! disse con aria suppli-
chevole. Per favore, mostrami il campo! Sono anni che non vedo crescere
una pianta! Per favore!
Va bene, ti ci accompagno. Con un gesto lo invit a seguirlo.
Ragazzi, state attenti alla merce! disse Vulcevic ai suoi figli. Gir lo
sguardo sulla folla, cambi idea. Al diavolo! Date loro quel che vogliono!
Che prendano pure liberamente! Con la moglie e la figlia segu Josh fino
al campo, dove c'erano tante pannocchie di granturco dorato e maturo da
raccoglierle a ceste.
Scossa e nervosa, Sister avvertiva ancora la presenza gelida. Si avvi al-
la baracca di Glory, tenendo stretta la borsa. Si sentiva osservata; se lui era
davvero da quelle parti, voleva rientrare in casa e stargli lontana.
Era quasi alla veranda, quando ud un grido NO!, e subito dopo il
rombo del motore del camioncino.
Si gir di scatto.
Il camion del Rigattiere, in retromarcia, passava sopra i tavoli e schiac-
ciava le scatole di mercanzia. La gente urlava e si toglieva di mezzo. I due
figli di Vulcevic cercavano di arrampicarsi per bloccare il guidatore, ma
uno inciamp e cadde, l'altro non fu abbastanza veloce. Le ruote del ca-
mion passarono sopra una donna caduta per terra e Sister ud la schiena
della sventurata spezzarsi. Un bambino, che si trovava sul percorso del
camion rombante, fu strappato via e tratto in salvo. Poi il camion ondeggi
e sterz, and a sbattere contro la facciata d'una casa e si gir. Le ruote
schizzarono neve e terriccio, mentre il veicolo scattava in avanti, aveva un
ritorno di fiamma, si lanciava a tutta velocit fuori da Mary's Rest e punta-
va a nord.
Sister si costrinse a muovere i piedi e corse ad aiutare i caduti che per un
pelo non erano stati travolti. Delizie, antichit e invenzioni del Rigattiere
erano sparpagliate per la via; alcuni oggetti volarono dal camion che si al-
lontanava a razzo, sbandava lungo la curva e scompariva alla vista.
Ha rubato il camion di pap! gridava, quasi isterico, uno dei due figli
di Vulcevic. Ha rubato il camion di pap! L'altro corse dal padre.
Sister prov un senso di terrore che la colp allo stomaco come un pu-
gno. Corse accanto al ragazzo, l'afferr per il braccio. Il ragazzo era ancora
stordito, dagli occhi scuri gli scendevano lacrime di rabbia. Chi era? gli
domand Sister. Che aspetto aveva?
Non so! La faccia... non so!
Ha detto qualcosa? Pensaci!
No. Il ragazzo scosse la testa. No. Era semplicemente l. Proprio di
fronte a me. E l'ho visto... l'ho visto sorridere! Poi le ha prese ed  corso al
camion.
Le ha prese? Ha preso cosa?
Le pannocchie disse il ragazzo. Ha rubato anche le pannocchie.
Sister gli lasci il braccio e rimase a fissare la strada. A fissare verso
nord.
L dove c'era l'esercito.
Oh, mio Dio! mormor con voce roca.
Resse a due mani la borsa e sent all'interno il cerchio di vetro. Nelle ul-
time due settimane aveva camminato nel sogno in una terra d'incubo dove i
fiumi scorrevano insanguinati, il cielo aveva il colore d'una ferita aperta e
uno scheletro in groppa a un cavallo d'ossa mieteva un campo d'esseri u-
mani.
Far fare il lavoro a una mano d'uomo, aveva promesso lui. A una mano
d'uomo.
Sister si gir a guardare la casa di Glory. Swan, ferma sulla veranda, av-
volta nel cappotto cucito con pezzi di stoffa di colori diversi, fissava anche
lei il nord. Sister si diresse verso di lei per raccontarle che cosa era accadu-
to e che cosa temeva che sarebbe accaduto, non appena l'uomo con l'oc-
chio scarlatto avesse raggiunto l'esercito e mostrato a tutti il granturco fre-
sco. Non appena avesse parlato di Swan e spiegato che una marcia di cen-
tocinquanta chilometri non era niente, per trovare una ragazza, in grado di
far crescere dalla terra morta le messi.
Messi e frutti sufficienti a sfamare un esercito.
78
Portatelo dentro ordin Roland Croninger.
Le due sentinelle scortarono lo straniero su per gli scalini della roulotte
del colonnello Macklin. Con la sinistra lo sconosciuto accarezz una delle
teste demoniache intagliate nella ringhiera; nella destra reggeva un involto
di stoffa marrone. Le due sentinelle gli tenevano la pistola puntata alla te-
sta, perch si era rifiutato di consegnare l'involto e aveva rotto il braccio al
soldato che aveva provato a strapparglielo. Due ore prima l'uomo era stato
fermato da una sentinella, al limitare meridionale del campo dell'EDE, e
subito condotto da Roland Croninger per l'interrogatorio. Con una sola oc-
chiata Roland aveva capito che lo straniero era un uomo straordinario; ma
lui si era rifiutato di rispondere alle domande, aveva detto che avrebbe par-
lato solo con il capo dell'esercito. Roland non era riuscito a togliergli l'in-
volto, n a impressionarlo con la minaccia di torture. Ma, a pensarci bene,
un uomo che in pieno inverno portava solo jeans sbiaditi, scarpe di tela e
una variopinta maglietta estiva a maniche corte, non si sarebbe preoccupa-
to troppo della tortura.
Roland si scost, mentre spingevano dentro lo sconosciuto. Nella stanza
c'erano altre guardie armate e Macklin aveva convocato i capitani Carr e
Wilson, il tenente Thatcher, il sergente Benning e il caporale Mangrim. Il
colonnello sedeva al tavolo; al centro della stanza c'era la sedia riservata
allo straniero. L accanto, sopra un tavolino, ardeva un lume a petrolio.
Siediti disse Roland. L'uomo ubbid. Penso che sia chiaro a tutti per-
ch ho voluto mostrarvi quest'uomo continu piano Roland. Indossa l'e-
satto abbigliamento che portava quando l'hanno trovato. Dice che parler
solo con il colonnello Macklin. Si rivolse allo straniero. Bene, amico.
Ecco la tua occasione.
Lo straniero fiss tutti i presenti, uno per uno. Si sofferm un po' di pi
su Alvin Mangrim.
Ehi! disse Mangrim. Mi pare d'averti gi visto, no?
Pu darsi. Lo straniero aveva una voce roca, stridula. La voce di chi
ha appena superato una malattia.
Macklin lo esamin. Sembrava giovane, sui venticinque, trenta. Aveva
capelli neri e ricci, viso piacevole, occhi azzurri, niente barba. La maglietta
era decorata con palme rosse e pappagalli verdi. Macklin non ne vedeva
una simile dal giorno in cui erano cadute le bombe. Era una maglietta fatta
per le spiagge tropicali, non per un pomeriggio con temperatura sotto zero.
Da dove diavolo vieni? gli domand.
Gli occhi del giovanotto si puntarono su quelli di Macklin. Oh, s dis-
se. Sei tu il comandante, giusto?
Ti ho fatto una domanda.
Ti ho portato una cosa. Con gesto improvviso il giovanotto gett il
suo dono sul tavolo di Macklin; nello stesso istante due guardie gli pun-
tarono il fucile alla testa. Macklin trasal, si vide fatto a pezzi da una bom-
ba, si mosse per buttarsi a terra... ma l'involto cadde sul piano del tavolo e
si apr.
Il contenuto rotol sulla cartina del Missouri.
Macklin, ammutolito, fiss le cinque pannocchie. Roland ne raccolse
una, un paio di ufficiali si avvicin a guardare.
Toglietemi quegli affari da davanti disse il giovanotto alle guardie,
che esitarono finch Roland non ordin loro di abbassare i fucili.
Dove le hai prese? domand Roland. Sentiva ancora l'odore di terra,
nella pannocchia che teneva in mano.
Hai gi fatto un mucchio di domande. Ora tocca a me. Quanti uomini ci
sono l fuori? Roland e il colonnello non risposero. Se avete voglia di
scherzare continu lui, con un sorrisino prendo i miei giocattoli e me ne
torno a casa. Ma voi non volete che me ne vada, vero?
Alla fine fu il colonnello Macklin a rompere il silenzio. Tremila circa.
Abbiamo perso un mucchio di soldati, nel Nebraska.
Tutti in buone condizioni?
Ma tu chi sei? domand Macklin. Aveva molto freddo e si accorse
che il capitano Carr si soffiava sulle mani per scaldarsele.
Tutti e tremila sono in grado di combattere?
No. Quattrocento sono ammalati o feriti. E abbiamo un migliaio fra
donne e bambini.
Allora hai solo milleseicento soldati. Il giovanotto strinse i braccioli
della seggiola. Macklin vide che in lui qualcosa cambiava, qualcosa di
quasi impercettibile... si rese conto che l'occhio sinistro del giovanotto di-
ventava castano. Credevo che fosse un esercito, non una squadra di bo-
yscout!
Parli a un ufficiale dell'Esercito d'Eccellenza disse Roland, in tono
basso, ma carico di minaccia. Non mi frega un cazzo di chi... Vide an-
che lui l'occhio castano. La frase gli mor in gola.
Ma che grande esercito! lo derise l'altro. Maledettamente grande! Il
suo colorito si arrossava, le mascelle sembravano gonfiarsi. Per quattro
fucili e quattro camion pensate d'essere soldati? Siete merda! Quasi lo
grid; e l'occhio azzurro sbiad in grigio chiaro. Tu che grado hai? do-
mand a Macklin.
Tutti rimasero in silenzio, perch anche loro avevano visto. Poi Alvin
Mangrim, sorridente, allegro, gi innamorato dello straniero, disse:  co-
lonnello!
Colonnello ripet l'altro. Bene, colonnello, penso che sia giunto il
momento che l'Esercito d'Eccellenza sia guidato da un generale a cinque
stelle. Una striscia nera s'incresp nei suoi capelli.
Alvin Mangrim rise e batt le mani.
Cosa dai da mangiare ai tuoi milleseicento soldati? Lo straniero si al-
z e gli uomini intorno al tavolo di Macklin si ritrassero, urtandosi l'un l'al-
tro. Lui schiocc le dita, quando Macklin non fu abbastanza pronto a ri-
spondere. Parla!
Macklin era sconvolto. Mai nessuno, tranne le guardie vietcong nel
campo di prigionia, una vita prima, aveva osato parlargli in quel modo.
Normalmente, avrebbe fatto a pezzi lo sciagurato, per la sua mancanza di
rispetto; ma non poteva discutere con un uomo che aveva il viso d'un ca-
maleonte e indossava solo una maglietta, quando gli altri rabbrividivano in
cappotti foderati di pelliccia. A un tratto si sent debole, come se il giova-
notto lo prosciugasse di ogni energia e forza di volont. Lo straniero do-
minava l'attenzione come un magnete; la sua presenza riempiva la stanza
di ondate di gelo che s'intersecavano come correnti fredde. Macklin si
guard intorno, alla ricerca d'aiuto, ma vide che anche gli altri erano ipno-
tizzati e impotenti... perfino Roland era arretrato e serrava i pugni lungo i
fianchi.
Il giovanotto abbass la testa. Rimase in quella posizione per una trenti-
na di secondi. Quando la sollev di nuovo, il viso era piacente, gli occhi
erano tornati azzurri. Ma nei capelli ricci e castani c'era ancora la striscia
nera. Scusa disse, con un sorriso disarmante. Oggi sono fuori di me.
Per davvero, mi piacerebbe sapere come sfami l'esercito.
Ci siamo... ci siamo impadroniti di un po' di cibo in scatola... pren-
dendolo alla Fedelt Americana disse infine Macklin. Cassette di spez-
zatino in scatola... verdura e frutta in scatola.
Quanto dureranno? Una settimana? Due?
Siamo in marcia verso est disse Roland, riprendendosi. Ci dirigiamo
nella Virginia occidentale. Strada facendo deprederemo altri villaggi.
Nella Virginia occidentale? Cosa c' nella Virgina occidentale?
Una montagna... dove vive Dio rispose Roland. La scatola nera e la
chiave d'argento. Fratello Timothy ci guider. Fratello Timothy era stato
duro, ma alla fine si era spezzato, sotto le attenzioni riservategli nella rou-
lotte nera. Secondo Fratello Timothy, Dio aveva inserito in una scatola ne-
ra una chiave d'argento e nella solida roccia si era spalancata una porta.
Nel cuore di monte Warwick - cos Fratello Timothy aveva detto - c'e-
rano corridoi e luci elettriche e macchine ronzanti che facevano girare bo-
bine di nastro; e le macchine avevano parlato a Dio, gli avevano letto cifre
e dati incomprensibili. Pi Roland pensava a quella storia, pi era propen-
so a credere che il cosiddetto Dio aveva mostrato a Fratello Timothy una
stanza piena di computer ancora collegati a una fonte d'energia.
E se c'erano davvero computer ancora in funzione nelle viscere di monte
Warwick, nella Virginia occidentale, Roland voleva scoprire perch erano
l, quali informazioni contenevano... e perch qualcuno si era assicurato
che funzionassero anche dopo un olocausto nucleare.
Una montagna dove vive Dio ripet lo straniero. Be', piacerebbe an-
che a me vedere questa montagna. Batt le palpebre. L'occhio destro era
verde.
Nessuno si mosse, neppure le guardie che impugnavano ancora i fucili.
Guardate il granturco li incit lo straniero. Annusatelo.  fresco,
staccato dalla pianta un paio di giorni fa. Io so dove cresce un campo inte-
ro di granturco... e fra non molto ci saranno anche alberi di mele. Centinaia
d'alberi. Da quanto tempo non assaggiate una mela? O pane di granturco?
O granturco fritto in padella? Lasci vagare lo sguardo sul cerchio d'uo-
mini. Da un mucchio di tempo, scommetto!
Dove? Macklin aveva l'acquolina in bocca. Dov' questo campo?
Oh... a circa duecento chilometri da qui, verso sud. In un villaggio che
si chiama Mary's Rest. Hanno anche una sorgente, l. Potrete riempire bot-
tiglie e barili, con acqua che ha sapore di sole. Gli occhi di diverso colore
scintillarono, mentre lui si accostava al bordo del tavolo di Macklin. Ci
vive una ragazza, in quel villaggio continu. Si chiama Swan. Vorrei
che tu la incontrassi. Perch  lei che ha fatto crescere il granturco dalla
terra morta,  lei che ha piantato i semi di mela; e anch'essi cresceranno.
Sogghign, ma era un ghigno di rabbia: un pigmento scuro gli si diffuse
sulla guancia, simile a una voglia. Lei sa far crescere le messi. L'ho visto.
E se tu avessi lei... allora potresti sfamare il tuo esercito, mentre tutti gli al-
tri morirebbero di fame. Capisci cosa voglio dire?
Macklin rabbrivid per il freddo che proveniva dallo straniero, ma non
riusc a staccare lo sguardo da quegli occhi scintillanti. Perch mi... mi
racconti tutto questo? Cosa te ne viene?
Ah... diciamo che mi piace stare dalla parte vincente. Il pigmento nero
scomparve.
Siamo diretti a monte Warwick replic Roland. Non possiamo fare
una deviazione di duecento chilometri...
La montagna aspetter replic lo straniero a bassa voce, continuando a
fissare Macklin. Prima ti porter dalla ragazza. Poi vai pure a trovare Dio,
o Sansone e Dalila, se ne hai voglia. Ma prima la ragazza... e il cibo.
S. Macklin annu, con occhi vitrei, la mascella cascante. S. Prima la
ragazza e il cibo.
Il giovanotto sorrise, mentre piano piano gli occhi acquistavano la stessa
sfumatura d'azzurro. Si sentiva molto meglio, ora, molto pi in forze. Sano
come un pesce, pens. Forse era dovuto al fatto di trovarsi l, fra gente che
aveva le idee giuste. S, la guerra era una buona cosa! Potava la popolazio-
ne e garantiva che sopravvivessero i pi robusti, in modo che la generazio-
ne seguente fosse migliore. Lui aveva sempre difeso la natura bellicosa
degli uomini. Forse si sentiva pi in forze anche perch era lontano dalla
ragazza. Quella puttanella maledetta tormentava le povere anime di Mary's
Rest, le convinceva che valesse di nuovo la pena di vivere. Non era possi-
bile tollerare illusioni del genere.
Con la sinistra prese la cartina del Missouri e la resse davanti a s, men-
tre di nascosto muoveva la destra dietro il foglio. Un filo di fumo azzurro-
gnolo si alz in aria; si sent odore di candela accesa. Un cerchio bruciac-
chiato comparve sulla cartina, in un punto a circa duecento chilometri a
sud della loro posizione. Quando il cerchio fu completo, lo straniero lasci
scivolare la cartina sul tavolo, davanti a Macklin; intorno alla destra stretta
a pugno si muoveva una nebbiolina di fumo.
Ecco dove andiamo disse.
Alvin Mangrim s'illumin come un bambino felice. Subito, fratello!
Per la prima volta in vita sua, Macklin si sent debole. Qualcosa era
sfuggito al suo controllo; gli ingranaggi della grande macchina da guerra
che era l'Esercito d'Eccellenza si erano messi in moto da soli. In quel mo-
mento Macklin cap che in realt non gli fregava niente del Marchio di
Caino, n di purificare la razza umana, n di ricostruire l'America per
combattere i russi. Tutte cose che aveva detto agli altri, per indurii a crede-
re che l'EDE avesse una causa pi nobile. E per indurre anche se stesso a
credervi.
Ora cap che aveva sempre voluto essere di nuovo temuto e rispettato,
come quand'era giovane e combatteva in territori stranieri, prima che i suoi
riflessi si appannassero. Voleva gente che lo chiamasse Signore, ma
senza quel lampo di derisione negli occhi. Voleva essere di nuovo qualcu-
no, non un parassita chiuso in un flaccido sacco d'ossa a sognare il passato.
Aveva oltrepassato il punto dal quale non si torna indietro, in qualche i-
stante della corrente di tempo che aveva spazzato da Casa Terra lui e Ro-
land Croninger. Non poteva pi tornare indietro... n ora, n mai.
Ma una parte di lui, nell'intimo, all'improvviso url e si rincantucci in
un buco buio, aspettando che qualcosa di terrificante venisse ad alzare il
coperchio e a offrirgli cibo.
Chi sei? domand in un sussurro.
Lo straniero si sporse fino ad avere il viso a qualche centimetro da quel-
lo di Macklin. Nel profondo degli occhi, Macklin credette di scorgere fes-
sure scarlatte.
Lo straniero disse: Puoi chiamarmi... Friend. Amico.
79
Arriveranno disse Sister. Lo so. La domanda : cosa faremo, quando
saranno qui?
Gli faremo saltare la maledetta testa! disse un nero inagrissimo, al-
zandosi dal banco rozzamente squadrato. Sissignore! Abbiamo i fucili
sufficienti a fargli mostrare la coda!
Giusto! convenne un altro, dalla parte opposta della navata. Non
permetteremo a quei bastardi di derubarci!
Un mormorio d'assenso percorse le cento e pi persone radunate nella
chiesa costruita per met; ma parecchi dissentirono. Se quel che lei dice 
vero obiett una donna, alzandosi e duemila soldati marciano su Mary's
Rest, siamo pazzi a pensare di resistere al loro attacco! Prendiamo tutto
quel che possiamo portare e...
No! tuon dal banco vicino un uomo dalla barba grigia, con il viso se-
gnato da ustioni scarlatte, livido di rabbia. No, perdio! Restiamo qui, do-
ve c' la nostra casa! Un tempo Mary's Rest non valeva una cicca, ma
guardatela ora! Diavolo, abbiamo una citt, qui. Abbiamo iniziato a rico-
struire. Si guard in giro, con occhi scuri e infuriati. A un metro e mezzo
sopra di lui, lumi a petrolio pendevano dai travetti scoperti e gettavano sul-
l'assembramento una pallida luce dorata; il fumo s'alzava nel cielo nottur-
no, perch il tetto mancava ancora. Il mio fucile mi dice che io e mia mo-
glie restiamo qui continu. E qui moriremo, se  necessario. Abbiamo
smesso di scappare.
Un momento! Aspettate un momento! Un uomo robusto, in giacca di
tela e calzoni cachi, si alz. Perch sembrate impazziti tutti? Questa don-
na appende un foglio e mostr un bollettino rozzamente stampato con la
dicitura "Stasera riunione d'emergenza! Venite tutti!" e noi ci mettiamo a
starnazzare come un branco d'oche! Lei ci viene a dire che un maledetto
esercito giunger qui entro... Diede un'occhiata a Sister. Fra quanto tem-
po hai detto?
Non so. Tre giorni, forse quattro. Hanno camion e automobili; si muo-
veranno in fretta, una volta partiti.
Ah-hah. Allora, vieni qui a dirci che un esercito arriva da questa parte e
tutti ce la facciamo sotto. E tu come lo sai? E cosa cercano? Insomma, se
vogliono fare guerra, troveranno certo un posto migliore! Qui siamo tutti
americani, mica russi! Come ti chiami? domand Sister.
Bud Royce. Anzi, capitano Bud Royce, ex Guardia Nazionale dell'Ar-
kansas. Vedi, anch'io m'intendo un poco d'eserciti.
Bene, capitano Royce, ti dico esattamente che cosa vogliono: il nostro
raccolto. E anche la nostra acqua, quasi certamente. Non posso spiegarti
come faccio a saperlo, ma so che stanno per arrivare e che raderanno al
suolo Mary's Rest. Strinse la borsa e guard Swan, seduta accanto a Josh
in prima fila; si rivolse di nuovo a Bud Royce. Credimi, arriveranno pre-
sto. Ed  meglio decidere subito cosa fare.
Combattiamo! grid un uomo in fondo.
E come? disse con voce querula un vecchio con il bastone. Non pos-
siamo affrontare un esercito. Saremmo pazzi anche solo a tentarlo.
Saremmo dei bei vigliacchi, se non tentassimo! sbott una donna, sul-
la sinistra.
Gi, ma  meglio un vigliacco vivo che un eroe morto replic un gio-
vane con la barba seduto dietro a Josh. Io me ne vado!
Hai detto una gran stronzata! tuon Anna McClay, alzandosi dal ban-
co. Mani sui fianchi, labbra arricciate in un ghigno di scherno, guard l'as-
semblea. Dio onnipotente, che viviamo a fare, se non combattiamo per le
cose pi care? Ci consumiamo il culo fino all'osso per ripulire il paese, ri-
costruire la chiesa... e alla prima vera difficolt ce la diamo a gambe?
Scosse la testa, con un brontolio di disgusto. Ricordo benissimo cos'era
Mary's Rest... e anche molti di voi lo ricordano. Ma vedo cos' ora, cosa
pu diventare! Se scappiamo, dove andiamo? In un'altra tana? E cosa suc-
ceder, quando quell'esercito decider di marciare di nuovo su di noi? Se
scappiamo una volta, ve lo dico io, siamo morti lo stesso. Perci tanto vale
morire combattendo!
S, la penso cos anch'io aggiunse il signor Polowsky.
Ho moglie e figli! disse Vulcevic, con il viso stravolto dalla paura.
Non voglio morire e non voglio neppure che muoiano loro! Io non so
niente di come si combatte!
Allora  il momento d'imparare! Paul Thorson si alz e percorse il
corridoio centrale fino alla prima fila. State a sentire disse, mettendosi a
fianco di Sister. Sappiamo tutti cosa c' in gioco, giusto? Sappiamo dove
stavamo una volta e dove stiamo ora. Se cediamo Mary's Rest senza com-
battere, saremo di nuovo dei vagabondi e sapremo di non avere avuto nep-
pure il coraggio di tentare! Io, da parte mia, sono un gran pigro. Non vo-
glio riprendere la strada... perci resto qui.
Mentre ciascuno gridava la sua opinione, Sister rivolse a Paul un debole
sorriso. Cos'? Un altro strato della torta di merda?
No rispose lui, con occhi d'acciaio. Credo che la mia torta sia gi
quasi nel forno, giusto?
S, direi di s. Sister amava Paul come un fratello e non era mai stata
tanto orgogliosa di lui. E aveva gi preso la decisione: sarebbe rimasta a
combattere, mentre Josh portava in salvo Swan... un piano di cui Swan era
ancora all'oscuro.
Swan ascoltava il tumulto di voci; avrebbe voluto dire una cosa, ma era
intimidita da tutta quella gente. Per sapeva che si trattava di una cosa im-
portante... e doveva parlare, prima che l'occasione passasse. Raccolse il co-
raggio e si alz. Scusatemi disse, ma la sua voce fu soffocata dal putife-
rio. And accanto a Paul e si rivolse alla folla. La voce le trem, mentre
diceva, solo un po' pi forte: Scusatemi, vorrei soltanto...
Subito la confusione scem. In un paio di secondi ci fu silenzio, rotto so-
lo dal gemito del vento e dal pianto d'un bimbo in fondo alla chiesa.
Swan guard la folla. Tutti aspettavano che lei parlasse. Era al centro
dell'attenzione e il fatto le provoc un formicolio lungo la schiena. In fon-
do alla chiesa, altra gente si accalc alla porta: forse duecento persone, ra-
dunate sulla strada, ascoltavano la discussione, riferita da quelli all'interno.
Swan per un attimo pens che non sarebbe riuscita a spiccicar parola.
Scusatemi riusc a ripetere ma vorrei dirvi una cosa. Esit, per riordi-
nare i pensieri. Secondo me cominci, titubante siamo tutti preoccupati
perch non sappiamo se riusciremo a respingere i soldati... ma  sbagliato.
Se li affrontiamo qui a Mary's Rest, perderemo. E se scappiamo e abban-
doniamo tutto, distruggeranno ogni cosa... perch questo fanno gli eserci-
ti. Per qualche istante incroci lo sguardo di Robin, nelle file di destra,
circondato da alcuni dei suoi piccoli banditi. Non possiamo vincere con-
tinu sia che combattiamo, sia che scappiamo. Perci dovremmo pensare
al modo d'impedire che vengano qui.
Bud Royce scoppi in una risata rauca. Come diavolo blocchiamo un
esercito, senza combattere?
Facciamo in modo che costi troppo, venire qui. Forse decideranno di
fare marcia indietro.
Giusto. Royce sorrise, sarcastico. E tu cosa proponi, signorina?
Di fortificare Mary's Rest. Come facevano i cowboy nei vecchi film,
quando stavano per arrivare gli indiani. Costruiamo un muro intorno a
Mary's Rest; usiamo terra, alberi, bastoni... il legname delle case diroccate.
Possiamo scavare fosse nella foresta e coprirle di arbusti, in modo che i
camion vi cadano dentro; e possiamo bloccare con tronchi le strade, per
costringerli a passare dai boschi.
Hai mai sentito parlare della fanteria? replic Royce. Anche se co-
struissimo trappole per i loro veicoli, i soldati striscerebbero sul muro,
no?
Forse no disse Swan. Se il muro fosse coperte di ghiaccio.
Ghiaccio? una donna dalla faccia olivastra e dai capelli arruffati si al-
z. Da dove lo fai comparire, il ghiaccio?
Abbiamo una sorgente. Abbiamo secchi, catini e bacinelle. Abbiamo
braccia per tirare i carri e tre o quattro giorni di tempo. Swan percorse il
corridoio centrale, guardando da uno all'altro. Era meno nervosa, adesso,
perch capiva che volevano darle retta. Se cominciamo a lavorare subito,
possiamo costruire un muro intorno a Mary's Rest e trovare il sistema per
portare l'acqua. Possiamo cominciare a versarla anche prima di terminarlo:
col freddo che fa, non ci vorr molto perch geli. Pi acqua usiamo, pi il
ghiaccio sar spesso. I soldati non riusciranno ad arrampicarsi.
Niente da fare! la derise Royce. Non c' tempo per un lavoro del ge-
nere!
Diavolo, proviamoci! disse il nero magrissimo. Non c' scelta.
Si alzarono altre voci, divamparono discussioni. Sister inizi a chiedere
silenzio, ma cap che quello era il momento di Swan: era Swan, che la gen-
te voleva sentir parlare.
Quando Swan riprese la parola, le discussioni cessarono. Tu saresti uti-
le pi di tutti disse a Bud Royce. Visto che eri capitano della Guardia
Nazionale, potresti studiare i posti migliori dove disporre trincee e trappo-
le.
Sarebbe la parte pi facile. Ma io non voglio essere utile. Me ne vado
di corsa alle prime luci dell'alba.
Swan annu, guardandolo serenamente. Se era questa la sua decisione,
facesse pure. D'accordo disse; guard di nuovo la folla. Chi vuole, do-
vrebbe andare via gi domattina. A ciascuno auguro buona fortuna, e di
trovare quel che cerca. Scocc un'occhiata a Robin; il giovane sent un
brivido d'eccitazione, perch gli occhi di Swan sembravano mandare
fiamme. Io resto qui continu lei. Far il possibile per impedire ai sol-
dati di distruggere quel che abbiamo realizzato... tutti noi, dal primo all'ul-
timo. Non sono stata solo io a far crescere il granturco: hanno collaborato
tutti. Io ho piantato i semi, ma altri hanno acceso i fal per mantenere tie-
pida l'aria e la terra. Altri hanno tenuto lontano le linci e i corvi, altri hanno
fatto il raccolto. E quanti hanno collaborato a scavare il pozzo? Quanti
hanno raccolto i torsoli di mela? Quanti hanno lavorato per ricostruire que-
sto edificio?
Swan vide che tutti ascoltavano, compreso Bud Royce, ed ebbe l'im-
pressione di trarre forza da loro. Prosegu, mossa dalla loro fede. Non so-
no stata soltanto io. Tutti hanno voluto ricostruire. Mary's Rest non  pi
un mucchio di vecchie baracche abitate da estranei: la gente si conosce,
s'interessa delle difficolt altrui, perch sa che nessuno  diverso dagli al-
tri. Sappiamo tutti quel che abbiamo perduto... e se scappiamo, lo perde-
remo di nuovo. Perci rester qui. Se vivo o muoio, fa lo stesso, perch ho
deciso di smettere di fuggire. Ci fu silenzio. Non ho altro da dire. Tor-
n a sedersi accanto a Josh. Il gigante le mise la mano sulla spalla e la sen-
t tremare.
Il silenzio si prolung. Bud Royce, sempre in piedi, aveva lo sguardo
meno duro di prima e sulla fronte rughe di riflessione.
Nemmeno Sister parl. Era orgogliosa di Swan, ma sapeva benissimo
che l'esercito non veniva solo per il raccolto e per l'acqua. Veniva anche
per Swan. L'uomo con l'occhio scarlatto guidava i soldati e avrebbe usato
una mano d'uomo per schiacciarla.
Un muro coperto di ghiaccio riflett Royce ad alta voce. La cosa pi
folle che abbia mai udito. Diamine...  cos pazzesca che potrebbe anche
funzionare. Potrebbe, dico. Il muro non fermer a lungo i soldati, se sono
veramente decisi a superarlo. Dipende dal tipo di armi che hanno. Se con
le trappole mettiamo fuori uso un bel po' di veicoli, forse ci penseranno
due volte.
Allora  fattibile? domand Sister.
Non ho detto questo, signora mia. Sarebbe un lavoraccio, e non so se
abbiamo gli uomini per farlo.
Uomini le palle! sbott Anna McClay. Ci sono anche le donne. E an-
che un mucchio di ragazzi che possono aiutarci. Il suo tono litigioso pro-
voc grida d'assenso.
Be', non occorreranno tanti uomini e fucili, per tenere il muro disse
Royce. Soprattutto se tagliamo i boschi e non lasciamo a quei bastardi dei
facili ripari. Cos non ci arriveranno addosso di nascosto.
A questo penseremo noi disse una vocetta. Un bambino dai capelli ca-
stani, di una decina d'anni, stava in piedi sul banco. Aveva messo un po' di
carne, dall'ultima volta che Sister l'aveva visto, e aveva le guance bruciate
dal vento. E, sotto il cappotto, una piccola cicatrice rotonda, appena sotto il
cuore. Bucky disse: Se sono a nord di qui, possiamo prendere una mac-
china e andarli a cercare. Dalle pieghe del cappotto trasse un coltello dal-
la lama molto lunga. Non ci vuole niente a nascondersi nei boschi e ta-
gliare un po' di gomme quando capita.
Certo farebbe comodo ammise Royce. Qualsiasi cosa che li rallenti
ci darebbe pi tempo per scavare ed erigere. E non sarebbe una cattiva idea
piazzare delle vedette a un'ottantina di chilometri lungo la strada.
Non credo che tu abbia molta esperienza al volante disse Paul a
Bucky. Se trovo un'auto che non barrisca come un elefante in calore, gui-
der io. Ho fatto un po' di pratica nella caccia ai lupi.
Io ho un'accetta! disse un altro. Non  tanto affilata, ma il lavoro lo
far.
Altri si offrirono volontari. Possiamo abbattere una parte delle baracche
vuote e usare il legname sugger un uomo d'origine latina, con una che-
loide viola in faccia.
D'accordo, dobbiamo radunare tutte le seghe e le scuri che troviamo
disse Bud Royce a Sister. Cristo, ho sempre pensato d'essere mezzo paz-
zo! Mi sa che lo sono tutto! Bisogna formare squadre di lavoro e tracciare
programmi. Ed  meglio iniziare subito!
Giusto disse Sister. E chi non intende partecipare, si tolga dai piedi,
a cominciare da ora.
Una quindicina di persone se ne and... ma fu subito rimpiazzata da altre
che stavano fuori.
Quando il movimento cess, Sister guard Swan: la ragazza era de-
terminata, aveva preso la decisione... e nessuno l'avrebbe convinta a scap-
pare da Mary's Rest e lasciare gli altri ad affrontare i soldati.
Cos, pens Sister, facciamo un passo alla volta. Un passo, e il passo se-
guente ti porta dove volevi andare.
Sappiamo cosa ci aspetta disse alla folla. Mettiamoci al lavoro e sal-
viamo la nostra citt.
80
Il suono di dolore echeggi nell'aria gelida. Swan trasal, tir la briglia di
corda e condusse al passo Mulo; il vapore si form intorno alle froge del
cavallo, come se anche lui avesse udito il suono e ne fosse stato disturbato.
Altri suoni di dolore giunsero a Swan, simili al gemito alto e rapido di chi-
tarra elettrica. Ma Swan sapeva che avrebbe dovuto sopportarli.
Erano i suoni degli alberi ancora vivi, abbattuti per essere aggiunti al
muro alto un metro e venti, fatto di tronchi, arbusti e terra, che racchiudeva
Mary's Rest e il campo di granturco.
Swan udiva anche i colpi sordi e continui di scuri al lavoro. Disse: A-
vanti, Mulo e guid il cavallo lungo il perimetro, dove decine di persone
ammucchiavano arbusti e legname. Tutti alzarono gli occhi e si fermarono
qualche istante a guardarla passare, poi ripresero il lavoro, con nuova lena.
Bud Royce aveva detto che il muro doveva essre alto almeno un metro
e ottanta, prima di versarvi sopra l'acqua... ma il tempo cominciava a man-
care. Erano occorse pi di venti ore di lavoro continuato . per arrivare al-
l'altezza e allo spessore attuali. Al limitare dei boschi, squadre di lavoro
capeggiate da Anna McClay, Royce e altri volontari, si affannavano a sca-
vare una rete di trincee e a nasconderle sotto graticci di rametti coperti di
neve.
Davanti a Swan, un gruppo di persone turava con pietre e terriccio le
crepe del muro. Fra di loro c'era anche Sister, sporca di terra, il viso ar-
rossato dal freddo. Con un pezzo di spago robusto si era legata a tracolla la
borsa di cuoio. L accanto, Robin svuotava una carriola. Avrebbe voluto
andare con Paul, Bucky e altri tre giovani banditi, che il giorno prima si
erano diretti a nord, in una Subaru grigia; ma Sister gli aveva detto che i
suoi muscoli erano pi utili alla costruzione del muro.
Swan ferm Mulo e scese. Sister si accigli. Cosa fai qui fuori? Non
t'avevo detto di restare in casa?
S. Swan raccolse una manata di terra e tur una fessura. Ma non ci
resto, mentre tutti lavorano.
Sister mostr le mani sporche di sangue e piene di tagli. Tu devi ri-
sparmiarle per cose migliori disse. E ora vattene!
Le tue guariranno. E le mie pure. Ammucchi altra terra nello spazio
fra due tronchi. A una ventina di metri, alcuni uomini mettevano in posi-
zione altri tronchi e arbusti, mentre il muro cresceva.
Robin diede un'occhiata al cielo, basso e brutto. Fra un'ora sar buio.
Se sono nelle vicinanze, forse scorgeremo i loro fuochi.
Paul ci far sapere se si avvicinano. Almeno, Sister se lo augurava.
Paul si era offerto volontario per un lavoro assai rischioso; se lui e i bam-
bini erano stati catturati, erano bell'e morti. Preoccupata per Paul, Sister
guard Swan. Vattene, Swan! disse. Non c' bisogno che tu stia qui a
rovinarti le mani!
Non sono diversa dagli altri, maledizione! sbott Swan, rossa in viso,
con occhi che lampeggiavano d'ira. Sono un essere umano, non... non un
soprammobile! Posso lavorare come tutti, non  giusto che mi tieni nella
bambagia!
Sister rimase sorpresa per la reazione di Swan e si accorse che anche gli
altri la guardavano.
Scusa riprese Swan, pi calma. Ma non devi tenermi in casa per pro-
teggermi. Posso badare a me stessa. Diede un'occhiata agli altri, a Robin,
poi si rivolse di nuovo a Sister. So perch vengono qui e so chi li guida.
Vogliono me! Per causa mia, l'intera citt  in pericolo. La voce le man-
c. Vorrei correre, scappare via! Ma i soldati verrebbero lo stesso, pren-
derebbero ugualmente il raccolto, non lascerebbero vivo nessuno. Non
serve fuggire... Ma se moriremo tutti, sar per causa mia. Mia. Quindi, per
favore, lascia lavorare anche me.
Sister cap che Swan aveva ragione: lei, Josh e gli altri avevano trattato
Swan come se fosse un fragile pezzo di porcellana... s, come una di quelle
sculture nel negozio di Steuben, nella Quinta Avenue. Tutti pensavano so-
lo che Swan aveva il dono di far nascere la vita dalla terra morta, e si erano
dimenticati che era solo una ragazza. Ma Swan era ostinata e decisa ben
pi di quanto l'et giustificasse, e pronta a lavorare.
Vorrei che tu avessi un paio di guanti disse Sister. Ma in giro non
devono essercene molti. Anche i suoi erano a brandelli. Bene, met-
tiamoci al lavoro, allora. Non sprechiamo tempo.
Un paio di lisi guanti di lana comparve davanti a Swan.
Prendili disse Robin, ora a mani nude. Posso sempre rubarne un altro
paio.
Swan lo guard negli occhi. Dietro la maschera di durezza c'era una
scintilla gentile, come se il sole fosse filtrato all'improvviso dalle nubi gon-
fie di neve. Swan indic Sister. Dalli a lei.
Robin annu. Il cuore gli galoppava. Pens che se si fosse comportato da
stupido anche questa volta, sarebbe andato a nascondersi nel primo buco
che trovava. Swan era cos bella! Occhio a quel che fai, si ammon. Sangue
freddo, amico! Sangue freddo!
Apr la bocca.
Ti amo disse.
Sister spalanc gli occhi. Interruppe il lavoro, si raddrizz, si gir verso
Robin e Swan.
Swan era ammutolita. Robin aveva una smorfia inorridita, quasi pensas-
se che le sue corde vocali si erano mosse di propria volont. Ma ormai le
due parole erano uscite e tutti le avevano udite.
Cosa... cos'hai detto? domand Swan.
La faccia di Robin sembr quella d'un ragazzo svezzato a ketchup.
Ah... devo andare a prendere dell'altra terra borbott. Nel campo. La
prendo da l, sai? Arretr verso la carriola e quasi vi fin dentro. Si gir e
si allontan in fretta.
Sister e Swan lo guardarono. Sister borbott: Quello l  pazzo!
Oh disse piano Swan. Mi auguro di no.
Sister la guard, cap tutto. Avr bisogno d'aiuto, per riempire la carrio-
la sugger. Insomma, qualcuno dovrebbe aiutarlo, sul serio. Si fa prima,
se si lavora in due, non ti pare?
S. Swan si trattenne e scroll le spalle. Pu darsi. Forse.
Giusto. Be', vai a dargli una mano, allora. Qui ci pensiamo noi.
Swan esit. Lo guard camminare verso il campo e si rese conto di sape-
re ben poco di lui. Probabilmente, se l'avesse conosciuto meglio, non a-
vrebbe provato alcun interesse per lui. No, proprio nessuno!
E ci pensava ancora, quando prese le redini di Mulo e si avvi dietro
Robin.
Un passo alla volta disse Sister sottovoce. Ma Swan si era gi in-
camminata.
Da otto ore filate Josh alzava tronchi; stava quasi per crollare, quando si
avvicin al pozzo a prendere un mestolo d'acqua. Gran parte dei bambini,
Aaron compreso, aveva il compito di portare secchi d'acqua e ramaioli alle
squadre di lavoro.
Josh bevve a volont; appese il mestolo al gancio fissato nel grosso bari-
le posto vicino al pozzo. Era stanco, la spalla lussata gli faceva un male
cane, quasi non ci vedeva pi dalla fessura della Maschera di Giobbe. La
testa era cos pesante che gli occorreva uno sforzo tremendo solo per non
farla ciondolare. Si era messo a caricare tronchi, nonostante le obiezioni di
Sister, di Swan e di Glory. Ora, per, voleva solo distendersi a riposare.
Anche solo per un'ora; poi sarebbe stato di nuovo in grado di lavorare...
perch c'era ancora parecchio da fare e il tempo mancava.
Aveva cercato di convincere Glory a prendere con s Aaron e andarsene,
magari nascondersi nei boschi finch non si fosse risolto tutto; ma la donna
era decisa a restare con lui. E anche Swan aveva deciso. Inutile provare a
farle cambiare idea. Ma i soldati volevano Swan e Josh sapeva che questa
volta non avrebbe potuto proteggerla.
Sotto la Maschera di Giobbe, il dolore gli percorse il viso come una
scossa elettrica. Josh si sent debolissimo, sul punto di svenire. Solo un'ora
di riposo, si disse; solo un'ora, poi torno a lavorare, e al diavolo le dita rot-
te e le costole fratturate. Quel bastardo che cambia faccia ha fatto bene ad
andarsene, altrimenti l'avrei ammazzato!
Si avvi alla baracca di Glory, con le gambe pesanti come pezzi di
piombo. Se i tifosi avessero visto ora il vecchio Frankestein Nero, quanto
avrebbero fischiato e schiamazzato!
Si sbotton il cappotto e il colletto della camicia bagnata di sudore. L'a-
ria diventa meno fredda, pens. Il sudore gli colava lungo i fianchi, la ca-
micia era appiccicata al petto e alla schiena. Cristo, pens, brucio di caldo!
Inciamp e quasi cadde, nel salire i gradini; ma riusc a entrare nella ba-
racca, si tolse il cappotto e lo lasci cadere a terra. Glory! chiam de-
bolmente, prima di ricordare che la donna era fuori a scavare trincee.
Glory mormor. Gli occhi d'ambra di Glory si erano accesi e il viso le
brillava come una lanterna nel buio, quando lui le aveva portato l'abito di
lustrini. Glory aveva passato le dita sui lustrini, si era accostata l'abito al
corpo; e quando aveva guardato di nuovo Josh, una lacrima le scivolava
lungo la guancia.
In quell'istante Josh aveva avuto voglia di baciarla. Voleva premere le
labbra contro le sue, strofinare la guancia contro la sua... ma non aveva po-
tuto farlo, con quella porcheria sul viso. L'aveva scrutata, dalla fessura
sempre pi stretta dell'occhio buono, e aveva capito di non ricordare pi
l'aspetto di Rose; la faccia dei ragazzi, naturalmente, gli era impressa nella
mente con la chiarezza d'una fotografia... ma quella di Rose si era affievo-
lita.
Josh aveva regalato a Glory il vestito perch voleva vederla sorridere. E
quando lei aveva sorriso davvero, era stata come un'occhiata fugace in un
mondo diverso, migliore.
Josh perdette l'equilibrio e urt il tavolo. Qualcosa svolazz per terra.
Lui si chin a raccoglierlo.
Ma all'improvviso si sent crollare come un castello di carte e cadde
bocconi. La baracca vibr per l'urto.
Brucio, pens Josh; oh, Dio... brucio...
Fra le dita stringeva l'oggetto caduto dal tavolo. Lo accost all'occhio e
scopr che cos'era.
La carta di tarocchi. La giovane donna seduta su uno sfondo di fiori,
grano, acqua corrente; con il leone e l'agnello accucciati ai suoi piedi, in
mano lo scudo con la fenice che risorgeva fiammeggiante dalle ceneri; sul-
la testa, una corona di vetro, brillante di luce.
L'Impe...ratrice lesse Josh.
Fiss i fiori, la corona di vetro, il viso della giovane donna. Guard con
intensit ed attenzione, mentre la febbre sembrava rifluirgli nella testa e
nel corpo come se si fossero aperte le chiuse di un vulcano.
Devo dirlo a Sister, pens; devo dire a Sister... che il suo cerchio di ve-
tro...  una corona. Devo mostrarle questa carta... perch Swan e l'Impera-
trice... hanno lo stesso viso.
E poi la febbre gli bruci ogni pensiero. Josh giacque immobile, con la
carta di tarocchi stretta in mano.
81
La quarta notte, il fuoco bruci nel cielo.
Robin lo vide mentre riempiva d'acqua secchi e barili da caricare sui car-
ri e da portare al muro. Utilizzavano tutti i contenitori disponibili, dai sec-
chi di plastica ai mastelli; al pozzo, la squadra non faceva in tempo a riem-
pire un carro, che gi un altro veniva avanti a caricare.
La luce riflessa dalle nuvole basse proveniva dalle torce e dai fal del-
l'accampamento di soldati, distante forse poco pi di venti chilometri. L'e-
sercito sarebbe giunto a Mary's Rest il giorno successivo; in quelle ultime
ore, con uno sforzo decisivo, bisognava rinforzare il rivestimento di ghiac-
cio che copriva i due metri e dieci di muro. Robin aveva le spalle indolen-
zite: ogni secchio, pentola o vaso che tuffava nel pozzo gli pareva pesante
venti chili; ma pensava a Swan, e continuava a lavorare. Quel giorno lei
l'aveva aiutato a raccogliere terra, come una qualsiasi normalissima perso-
na. Le loro mani si erano coperte di sangue e riempite di tagli allo stesso
modo. E, mentre lavoravano, Robin le aveva raccontato tutto di s, dell'or-
fanotrofio e degli anni alla macchia. Swan l'aveva ascoltato senza com-
menti; quando lui aveva terminato la sua storia, gli aveva raccontato la
propria.
Robin non bad al dolore, l'aveva messo da parte come una coperta vec-
chia. Gli bastava pensare al viso di Swan, per trovare energie nuove. Biso-
gnava proteggerla, come un bellissimo fiore: sarebbe morto per lei, se oc-
correva.
Glory, ferma sulla veranda, guardava verso nord; pos la mano sulla
spalla di Aaron.
Li prendo a bastonate giur Aaron, muovendo Crybaby come se fosse
una mazza.
Tu domani stai a casa disse Glory. Hai capito?
Voglio essere un soldato! protest lui.
Glory lo costrinse a girarsi. No! disse, con un lampo di furia negli oc-
chi d'ambra. Vuoi imparare a uccidere e a rubare? Vuoi che il tuo cuore
diventi di pietra, per calpestare la gente e pensare che  giusto? Figliolo, se
pensassi che crescerai cos, ti spaccherei la testa in questo istante! Perci
non dire mai pi, mai pi, che vuoi essere un soldato! Hai capito?
Il labbro inferiore di Aaron trem. Sissignora disse. Ma... se non ci
sono soldati buoni, allora i soldati cattivi vincono sempre!
Glory non seppe che cosa rispondere. Il bambino la guard negli occhi.
Possibile, si domand lei, che ci fossero sempre soldati in marcia, sotto
bandiere e generali diversi? Che la guerra non finisse mai, a prescindere da
chi vincesse? Suo figlio, l davanti a lei, le rivolgeva in pratica la stessa
domanda.
Ci penser rispose. E non riusc a dire di meglio.
Guard, lungo la strada, il punto dove poco prima sorgeva la chiesa, a-
desso vuoto, perch il legname era stato adoperato per fortificare il muro.
Tutte le armi da fuoco, le asce, le pale, i picconi, le zappe, i coltelli, tutto
ci che poteva servire da arma, era stato inventariato e distribuito. Pur-
troppo non c'era un quantitativo adeguato di munizioni. Il Rigattiere si era
offerto di costruire "fionde supersoniche" , se gli avessero fornito elastici
sufficienti.
Paul Thorson e i bambini non erano tornati: Glory non credeva che li a-
vrebbe rivisti.
Entr in casa, nella stanza in cui Josh giaceva sul letto, in uno stato di
febbre comatosa. Fiss la maschera bitorzoluta: sapeva che sotto c'era la
vera faccia di Josh.
Josh stringeva in mano un tarocco. Le sue dita serravano l'Imperatrice
con tanta forza che nessuno, neppure Anna, era riuscito ad aprirle. Glory si
sedette accanto a lui e attese.
Dal bordo settentrionale del muro, una delle vedette appollaiate su scale
di fortuna all'improvviso grid: Arriva gente!
Sister e Swan, che lavoravano insieme a versare acqua sopra una sezione
di muro, udirono l'allarme. Accorsero alla postazione della vedetta.
Quanti sono? domand Sister. Troppo presto! Non erano ancora pron-
ti!
Due. No, aspetta. Tre, mi pare. La vedetta arm il fucile, scrut nel
buio. Due a piedi. Credo che uno porti il terzo. Un uomo e due br nbini!
Oh, Dio! Sister si sent mancare il cuore. Porta una scala! grid alla
vedetta seguente, lontana qualche metro. Presto!
Calarono dall'altra parte la seconda scala. Il primo a salire fu Bucky, con
il viso sporco di sangue secco. Sister lo aiut a scendere; il bambino le get-
t le braccia al collo e la strinse forte.
Poi venne Paul Thorson, con uno squarcio di dieci centimetri sulla guan-
cia, gli occhi cerchiati e sconvolti. Portava in spalla uno dei tre bambini
che avevano aiutato lui e Sister ad arrivare a Mary's Rest. Il braccio destro
del bambino era coperto di sangue coagulato e una serie di fori di proiettile
gli ricamava la schiena.
Portalo a casa del medico! disse Sister a un'altra donna, affidandole
Bucker, che emise un fievole gemito e nient'altro.
Paul pos i piedi a terra; le ginocchia gli cedettero, ma Sister e Swan lo
afferrarono in tempo. Il signor Polowsky e Anna accorrevano dalla loro
parte, precedendo diversi altri.
Portate anche lui gracchi Paul. Aveva barba e capelli pieni di neve,
viso segnato e stanco. Polowsky e la vedetta gli tolsero di spalla il bambi-
no, quasi irrigidito di freddo. Si rimetter! disse Paul. Gli ho detto che
l'avrei riportato indietro! Tocc il visetto livido e freddo. Te l'avevo det-
to, vero?
Portarono via il bambino; Paul grid: Andateci piano! E lasciatelo
dormire, se ne ha voglia!
Un uomo stapp una fiasca di caff caldo e la diede a Paul. Lui bevve
con tanta avidit che Sister dovette trattenerlo; e Paul sobbalz, mentre il
liquido caldo gli diffondeva calore in tutto il corpo.
Cos' accaduto? domand Sister. E gli altri?
Morti. Paul rabbrivid, bevve altro caff. Tutti morti. Oddio, sono
gelato.
Portarono una coperta e Swan aiut ad avvolgerlo. Lo condussero al
fuoco pi vicino. Paul rimase un bel po' a scaldarsi le mani per riattivare la
circolazione del sangue.
Poi raccont l'intera storia: il secondo giorno avevano trovato il campo
dell'esercito, una novantina di chilometri a nord di Mary's Rest. I bambini
erano maestri nell'avanzare furtivamente, disse; erano riusciti a entrare nel
campo per dare un'occhiata; mentre c'erano, avevano tagliato le gomme di
alcuni camion. Ma c'erano moltissimi automezzi, per la maggior parte co-
perti di lamiere di protezione e muniti di torrette per le mitragliatrici. E
soldati dappertutto, armati di mitra, fucili, pistole. I bambini erano usciti
dal campo sani e salvi; con Paul, si erano mantenuti davanti all'esercito in
marcia.
Ma la sera qualcosa era andato storto. Nell'accampamento c'erano stati
lampi di bengala e spari. Solo Bucky e l'altro bambino erano tornati.
Abbiamo cercato di svignarcela in auto disse Paul, continuando a bat-
tere i denti. Siamo arrivati a una decina di chilometri da qui. A un tratto, i
boschi pullulavano di soldati. Forse ci avevano dato la caccia per tutto il
giorno, non so. Una mitragliatrice ha aperto il fuoco. I proiettili hanno col-
pito il motore. Ho cercato di togliermi dalla strada, ma l'auto era finita.
Siamo scappati a piedi. Non so per quanto ci hanno inseguiti. Fiss il
fuoco, per un momento mosse le labbra senza emettere suono. Ci hanno
inseguiti disse infine. Non so chi siano, ma conoscono il loro mestiere.
Batt con forza le palpebre, guard Sister. Hanno un mucchio di armi da
fuoco. E razzi, forse anche granate. Un mucchio di fucili. Digli di andarci
piano, con il bambino.  stanco. Gli ho detto che l'avrei riportato indietro.
L'hai riportato disse Sister, in tono gentile. Ora voglio che tu vada a
casa di Hugh a riposare. Con un gesto chiese aiuto ad Anna. Domani a-
vremo bisogno di te.
Non l'hanno presa disse Paul. Non gli ho dato la soddisfazione di uc-
cidermi e di prenderla.
Prendere cosa?
Con un sorriso esangue, Paul tocc la Magnum infilata nella cintola. La
mia vecchia amica.
Vai, ora. Riposa un poco, d'accordo?
Paul annu e si allontan barcollando, aiutato da Anna.
All'improvviso Sister si arrampic sulla scaletta; con il sangue agli oc-
chi, grid verso nord: Venite avanti, bastardi assassini! Venite avanti!
Abbiamo visto cosa sapete fare ai bambini! Venite, vigliacchi figli di put-
tana! La voce le manc. Rimase in cima al piolo, a mandare vapore dalla
bocca e dalle narici, con il corpo scosso come un parafulmine nella tempe-
sta.
Il vento gelido la colp in viso e lei credette di sentire l'acre odore di ce-
nere.
Non aveva senso stare lass a schiamazzare come una... come una vec-
chia accattona di New York, si disse; no, c'era ancora un mucchio di lavo-
ro da fare, perch i soldati sarebbero giunti molto presto.
Scese la scaletta. Swan le tocc il braccio. Sto bene disse Sister, con
voce rauca; tutt'e due avevano capito che la Morte era per strada, sogghi-
gnava come un teschio e abbatteva ogni cosa sul suo cammino.
Ritornarono al loro posto e ripresero a lavorare al completamento del
muro.
82
Spunt il giorno.
La luce fosca rivel il muro completato, rivestito di otto centimetri di
ghiaccio e munito qua e l di paletti acuminati, che racchiudeva Mary's
Rest e il campo di granturco. A parte l'occasionale latrato di un cane, il vil-
laggio era silenzioso; non c'erano movimenti, nella distesa di terreno pun-
teggiata di ceppi che separava il muro dal limitare della foresta, quaranta
metri pi avanti.
Un paio d'ore dopo l'alba echeggi un singolo sparo; una sentinella, sulla
sezione orientale del muro, cadde dalla scaletta, con un foro di proiettile in
fronte.
I difensori di Mary's Rest attesero il primo attacco... che per non venne.
Una donna di vedetta sulla sezione occidentale rifer la presenza di mo-
vimento nei boschi, ma non poteva determinare il numero di soldati, che
scivolarono di nuovo fra gli alberi, senza sparatorie.
Un'ora dopo questo episodio, un'altra vedetta sul lato orientale rifer che
si udiva in lontananza il rumore di veicoli pesanti in avvicinamento nella
foresta.
Arriva un camion! avvert una sentinella della sezione nord.
Paul Thorson si arrampic sulla scaletta a controllare. Ud il suono regi-
strato, stridulo e bizzarramente allegro, di uno strumento musicale simile
all'organo. Una sorta di camion Good Humor corazzato, con due altopar-
lanti montati sulla cabina, il parabrezza blindato e una torretta di lamiera,
romb lentamente lungo la strada, arrivando da nord.
La musica tacque; il camion continu l'avanzata, mentre dagli alto-
parlanti una voce tuonava: Cittadini di Mary's Rest! Ascoltate la legge
dell'Esercito d'Eccellenza! La voce echeggi sopra il villaggio, sopra il
campo in cui cresceva il granturco e i nuovi meli mettevano radici, sopra le
fondamenta della ex chiesa, sopra i fal, sopra la baracca in cui Josh dor-
miva. Non vogliamo uccidervi! Chi vuole unirsi a noi  il benvenuto!
Scavalcate il muro e unitevi all'Esercito d'Eccellenza! Portate con voi i fa-
miliari, le armi e il cibo! Non vogliamo uccidere nessuno!
Giusto! mormor Paul, sottovoce. Aveva armato il cane della Ma-
gnum e si teneva pronto.
Vogliamo il vostro raccolto ordin la voce amplificata, mentre il ca-
mion rombava pi vicino al muro nord. Vogliamo il vostro cibo e le vo-
stre scorte d'acqua. E vogliamo la ragazza. Portateci la ragazza di nome
Swan e vi lasceremo in pace. Portatecela e vi accoglieremo a braccia ape...
oh, merda!
In quell'istante le ruote anteriori del veicolo sprofondarono in una fossa
mimetizzata e, mentre quelle posteriori giravano a mezz'aria, il camion si
rovesci sul fianco e si abbatt nella fossa.
Le altre sentinelle mandarono un grido di vittoria. Un minuto dopo, due
uomini si arrampicarono fuori della fossa e si misero a correre nella dire-
zione da cui erano venuti. Uno dei due zoppicava e arrancava dietro l'altro;
Paul gli punt la Magnum al centro della spina dorsale.
Voleva premere il grilletto. Avrebbe dovuto uccidere quel bastardo, vi-
sto che ne aveva l'opportunit. Ma non spar e guard i due scomparire nei
boschi.
Una mitragliatrice crepit sulla destra. I proiettili zigzagarono sul muro,
penetrarono nel ghiaccio, si conficcarono nei tronchi e nella terra pressata.
Paul abbass la testa, ud le grida provenienti dalla sezione est, il rumore
di altri spari: il primo attacco era iniziato. Rischi un'occhiata: una quaran-
tina di soldati prese posizione al limitare dei boschi e apr subito il fuoco,
ma i proiettili non potevano attraversare il muro. Paul si tenne basso e non
rispose al fuoco, aspettando che avanzassero allo scoperto.
Sul lato orientale di Mary's Rest, un'ondata di duecento soldati usc dai
boschi. La fanteria dell'EDE mand grida di guerra, si lanci all'attacco... e
cominci a cadere nella ragnatela di fosse mimetizzate, dove parecchi sol-
dati si ruppero la gamba o la caviglia. Le sentinelle, tutte armate di fucile,
scelsero a caso il bersaglio. Due di esse furono colpite, ma subito altre pre-
sero il loro posto.
I soldati dell'EDE ruppero la formazione, mentre cadevano da tutte le
parti; girarono la schiena, corsero a ritirarsi al riparo dei boschi e precipita-
rono in altre fosse nascoste. I feriti furono calpestati dagli scarponi dei
compagni.
Nello stesso tempo, pi di cinquecento soldati balzarono fuori dai bo-
schi, sul lato ovest di Mary's Rest, insieme con decine di auto e di camion
corazzati e due bulldozer. Si lanciarono alla carica e le fosse si spalancaro-
no sotto i loro piedi. Un bulldozer si capovolse, l'auto seguente lo urt ed
esplose in una palla di fuoco. Altri veicoli rimasero impigliati nei ceppi e
non riuscirono n a proseguire, n a ritirarsi. Decine di soldati caddero nel-
le fosse, ferendosi gravemente. Le vedette sparavano non appena inqua-
dravano un bersaglio. I soldati dell'EDE caddero morti sulla neve.
Ma la maggior parte continu l'avanzata e assal la sezione ovest del mu-
ro; e dietro veniva una seconda ondata di duecento fanti. Proiettili di mi-
tragliatrice, di fucile, di pistola, scheggiarono il muro, ma non riuscivano
ad attraversarlo.
Salite! Fuoco! grid Bud Royce.
Una fila di uomini e di donne sal sul terrapieno alto sessanta centimetri
che correva lungo la base del muro, punt i fucili e apr il fuoco.
Anna McClay corse lungo il muro gridando: Su! Mandateli all'in-
ferno!
Un'esplosione di fucileria erutt dal muro ovest. La prima ondata di sol-
dati dell'EDE vacill. La seconda ondata and a sbattere contro la prima e i
veicoli travolsero gli uomini che si sparpagliavano. Nelle auto e nelle jeep
corazzate, gli ufficiali gridavano ordini, ma i soldati erano in preda al pa-
nico. Fuggirono verso i boschi. Nella sua jeep, il capitano Carr si alz per
spingerli di nuovo all'attacco, ma un proiettile gli trapass la gola e lo sbat-
t a terra.
Nel giro di alcuni minuti l'attacco fin e i soldati si ritirarono nei boschi.
Un grido di vittoria si alz dai difensori del muro ovest, ma una figura a
cavallo url: No! Smettetela! Smettetela!
Le lacrime scorrevano lungo le guance di Swan; la fucileria le echeg-
giava ancora nel cervello. Smettetela! grid, mentre Mulo s'impennava e
raspava l'aria. Si diresse verso Sister, ferma l vicino, con in pugno il fucile
a pompa. Falli smettere! Hanno appena ucciso altri esseri umani! Non
possono esserne felici!
Non sono felici perch hanno ucciso disse Sister. Sono felici perch
non sono stati uccisi. Indic un cadavere a tre metri da lei, colpito in pie-
no viso. Un altro gi gli toglieva pistola e proiettili. Ce ne saranno altri.
Se non sopporti la vista, fai meglio a chiuderti in casa.
Swan si guard intorno. Una donna, scompostamente distesa per terra,
gemeva mentre un uomo e un'altra donna le fasciavano il polso fracassato,
utilizzando strisce strappate dalla camicia. Poco lontano, un uomo dai ca-
pelli neri era rannicchiato per terra, moribondo; tossiva sangue, mentre al-
tri cercavano di confortarlo. Swan trasal d'orrore.
Sister ricaricava con calma il fucile. Vattene,  meglio sugger di nuo-
vo.
Swan era straziata; avrebbe dovuto stare vicino alla gente che com-
batteva per proteggerla, ma non sopportava di assistere alla morte. Il fra-
stuono della fucileria era mille volte peggio di tutti i suoni di dolore.
Ma prima che potesse decidere, ud un rombo cupo, al di l del muro.
Qualcuno grid: Gesummaria! guardate che roba!
Sister sal di corsa sul camminamento di terra battuta.
In quel momento, a una ventina di metri sulla sinistra, dai boschi sbuca-
va un carro armato. I larghi cingoli schiacciavano morti e feriti senza fare
differenza. Il cannoncino era puntato dritto contro il muro. E dal carro ar-
mato penzolavano, come grotteschi ornamenti, ossa umane legate con fil di
ferro: gambe, braccia, casse toraciclle, bacini, vertebre e teschi, alcuni an-
cora con lo scalpo. Il veicolo si ferm al limitare dei boschi; il rombo del
motore in folle parve il ringhio di una belva.
Il portello si spalanc. Ne usc una mano che sventolava un fazzoletto
bianco.
Non sparate! disse Sister agli altri. Sentiamo prima cosa vogliono.
Spunt una testa protetta dall'elmetto; il viso era tutto fasciato; gli occhi,
nascosti da un paio d'occhialoni. Chi comanda l? grid Roland Cronin-
ger, rivolto alla fila di teste che sporgevano, come prive di corpo, dalla
sommit del maledetto muro.
Alcuni guardarono Sister; lei non voleva la responsabilit, ma pens che
le toccasse prendersela. Io rispose. Cosa vuoi?
Pace rispose Roland. Gett un'occhiata ai cadaveri per terra. La tua
gente ha fatto un bel lavoro! Sogghign, anche se nell'intimo urlava di
rabbia. Friend non aveva parlato di trincee e di muro difensivo! Come a-
vevano fatto, i maledetti zappaterra, a erigere una simile barricata? Avete
un ottimo muro! disse. Sembra assai robusto! Lo  davvero?
Quanto basta.
Sul serio? Mi chiedo quanti colpi occorreranno per aprire una breccia e
mandarti all'inferno, signora mia.
Ah, non lo so! Sister manteneva sul viso un sorriso rigido, ma sudava
a profusione e sapeva che non avevano possibilit, contro quella macchina
mostruosa. Quanto tempo avete?
Un mucchio! Tutto il tempo del mondo! Roland batt qualche colpetto
sul cannone. Peccato che non avessero granate... ma anche se le avessero
avute, nessuno sapeva come caricare e sparare. Il secondo carro armato si
era bloccato un paio d'ore dopo Lincoln; e quello l doveva essere guidato
da un caporale che aveva fatto il camionista su e gi per le Montagne Roc-
ciose, ma perfino lui non sempre riusciva a tenere sotto controllo quel
grosso bastardo. Per a Roland piaceva viaggiare sul carro armato, perch
dentro c'era odore di metallo surriscaldato e di sudore, e lui non riusciva a
immaginare miglior destriero per un Cavaliere del Re. Ehi, signora!
chiam. Perch non ci date quel che vogliamo, cos nessun altro si far
male? D'accordo?
Mi sembra che siete stati voi a farvi male!
Oh, questa scaramuccia? Signora, non abbiamo ancora iniziato! Era so-
lo un'esercitazione! Vedi, ora sappiamo dove sono le vostre trincee. Dietro
di me c' un migliaio di soldati che ha davvero voglia d'incontrare la tua
brava gente. Ma forse mi sbaglio: forse sono sul fianco, o magari fanno il
giro per attaccare da sud. Potrebbero essere dovunque.
Sister si sent male. Impossibile combattere contro un carro armato! Si
accorse che Swan era accanto a lei e scrutava al di l del muro. Perch
non ve ne andate per i fatti vostri e non ci lasciate in pace?
I fatti nostri sono quel che siamo venuti a prendere! ribatt Roland.
Cibo, acqua e la ragazza! Le vostre armi e le munizioni. E vogliamo tutto
subito! Sono stato chiaro?
Chiarissimo rispose Sister. Alz il fucile e premette il grilletto.
La distanza era troppa, per un colpo preciso, ma i pallini rimbalzarono
contro l'elmetto, mentre Roland ritirava la testa. Il fazzoletto bianco era
tutto bucherellato; cinque o sei pallini erano penetrati nella mano di Ro-
land, che imprec, tremante di rabbia, e si lasci cadere nelle viscere del
carro armato.
Sister si sent rizzare i capelli sulla nuca, nell'attesa del primo colpo di
cannone... che non venne. Il motore del carro armato sal di giri e il veicolo
arretr sopra i cadaveri e i ceppi, ritirandosi nei boschi. I nervi di Sister
smisero di vibrare solo quando il veicolo scomparve fra i cespugli; allora
lei cap che qualcosa non andava nel carro armato: come mai non aveva
aperto una breccia nel muro?
Dai boschi a ovest, un bengala rosso sal nel cielo ed esplose sopra il
campo di granturco.
Ecco che tornano! grid Sister, in tono sinistro. Scocc un'occhiata a
Swan. Fila via, prima che cominci.
Swan guard gli altri pronti a combattere e cap dov'era il suo posto.
Resto qui disse.
Un altro bengala si alz dai boschi a est, simile a una chiazza di sangue
contro il grigio del cielo.
Le fucilate spazzarono il muro ovest; Sister tir Swan al coperto. I
proiettili si conficcarono nei tronchi, schegge di ghiaccio schizzarono in a-
ria. Venti secondi dopo l'inizio del fuoco di sbarramento, il soldati dell'E-
DE ammassati nei boschi sul lato est di Mary's Rest iniziarono a sparare,
senza provocare danni ma costringendo i difensori a tenersi bassi. Gli spari
continuarono e ben presto i proiettili scavarono fessure nel muro: alcuni si
persero nel terreno, altri trovarono il bersaglio.
Lungo il perimetro sud, altre auto e camion corazzati emersero dai bo-
schi, insieme con una sessantina di soldati. L'Esercito d'Eccellenza assal il
muro. Le trincee mimetizzate bloccarono parecchi veicoli ed eliminarono
una ventina o pi di soldati; ma i rimanenti continuarono ad avanzare. Due
camion, passati indenni nel labirinto di buche e di ceppi, si scagliarono
contro la barricata. L'intera sezione meridionale del muro trem, ma resi-
stette. Intanto i soldati avevano attraversato il tratto scoperto; arrivati alla
base del muro, cercarono di arrampicarsi, ma non trovarono appigli nello
strato di ghiaccio; mentre i soldati scivolavano a terra, i difensori spararo-
no a bruciapelo. Chi non aveva armi da fuoco usava asce, picconi, badili.
Il signor Polowsky, armato di pistola, sal sulla scaletta al posto di una
sentinella caduta, sparando con la rapidit con cui riusciva a mirare. Re-
spingeteli! grid. Punt un soldato nemico, ma non ebbe il tempo di pre-
mere il grilletto: un proiettile di fucile lo colp in pieno petto e un secondo
alla tempia. Polowsky cadde dalla scaletta e subito una donna gli tolse di
mano la pistola.
Indietro! Indietro! grid il tenente Thatcher, mentre i proiettili gli sibi-
lavano intorno alla testa e da ogni parte i suoi soldati cadevano feriti e uc-
cisi. Thatcher non attese che ubbidissero; si gir e si mise a correre, ma al
terzo passo un proiettile .38 lo colp alle reni e lo scagli in una buca, so-
pra altri quattro uomini.
La carica era stata respinta. I soldati si ritirarono e si lasciarono alle spal-
le i caduti.
Cessate il fuoco! grid Sister. Gli spari cessarono. Qualche minuto
dopo, smisero anche sul muro est.
Ho finito i colpi! disse una donna che impugnava un fucile; lungo la
linea, altri erano nella stessa condizione. Terminati i proiettili, non ne a-
vrebbe trovati altri. Ci tendono una trappola, pens Sister; ci inducono a
sprecare munizioni e quando le nostre armi saranno inutili, assaliranno il
muro in un'ondata di morte e distruzione. Lei stessa era rimasta con sei
cartucce in tutto.
Riusciranno a passare, cap; prima o poi passeranno il muro.
Negli occhi scuri di Swan lesse che la ragazza era giunta alla stessa con-
clusione.
Vogliono me disse Swan. Il vento le agit i capelli intorno al viso pal-
lido, come se fossero lingue di fiamma. Nessun altro. Solo me. Pos lo
sguardo su una scaletta appoggiata al muro.
Sister tese di scatto il braccio, prese Swan per il mento, la costrinse a gi-
rare la testa. Toglitelo dal cervello! disse in tono brusco. S, vogliono
te! Lui ti vuole! Ma non pensare nemmeno per un istante che sarebbe fini-
ta, se tu andassi da loro!
Ma... se andassi laggi, forse potrei...
Un bel niente! la interruppe Sister. Se oltrepassi quel muro, diresti
solo a tutti noi che non c' pi niente per cui combattere.
Non voglio... Swan scosse la testa, nauseata dalla vista, dal rumore,
dall'odore della guerra. Non voglio che altri muoiano.
Non puoi farci niente. Altri moriranno. Forse anch'io sar morta, prima
che finisca il giorno. Ma per alcune cose vale la pena combattere e morire.
Meglio che l'impari qui e subito, se dovrai guidare la gente.
Guidare la gente? Cosa vuoi dire?
Davvero non lo sai? Sister lasci il mento di Swan. Sei una leader
nata! Ce l'hai scritto negli occhi, nella voce, nel portamento... in ogni trat-
to. La gente ti ascolta, crede in quel che dici, vuole seguirti! Se tu dicessi a
tutti di posare le armi in questo istante, lo farebbero. Perch sanno che sei
una persona straordinaria, Swan... che tu lo creda o no. Sei una leader e fa-
rai meglio a imparare a comportarti di conseguenza.
Io? Una leader? No, sono solo... sono solo una ragazza.
Sei nata per guidare la gente e per insegnare, anche! afferm Sister.
 questo a dirlo! Tocc il contorno del cerchio di vetro nella borsa di
cuoio. Josh lo sa. E anche Robin. E anche lui lo sa, proprio come me.
Con un gesto indic il territorio al di l del muro, dove era certa che l'uo-
mo con l'occhio scarlatto si trovasse. Ormai  tempo che te ne convinca
anche tu.
Swan era perplessa e disorientata. La sua infanzia nel Kansas, prima del
17 luglio, sembrava la vita di un'altra persona di cent'anni fa. Insegnare
cosa? domand.
Cosa pu essere il futuro rispose Sister.
Swan pens a quel che aveva scorto nel cerchio di vetro: le foreste e i
prati verdeggianti, i campi dorati, gli odorosi frutteti di un mondo nuovo.
Ora monta a cavallo disse Sister e fai il giro del muro. Stai dritta e
orgogliosa, lascia che tutti ti vedano. Cavalca come una principessa ag-
giunse, raddrizzandosi anche lei e lascia che ciascuno sappia che c' an-
cora qualcosa per cui valga la pena morire, in questo mondo maledetto.
Swan guard di nuovo la scaletta. Sister aveva ragione. Volevano lei,
certo, ma non si sarebbero fermati, se l'avessero avuta; avrebbero con-
tinuato a uccidere, come cani rabbiosi, perch non capivano altro.
Si avvicin a Mulo, afferr le redini di corda e mont in groppa. Il ca-
vallo scalpit un poco, ancora innervosito dal frastuono, ma si calm al
tocco di Swan. Con un sussurro la ragazza lo spinse a muoversi e Mulo in-
cominci a percorrere al passo il perimetro interno del muro.
Sister guard Swan allontanarsi, con i capelli che le sventolavano alle
spalle come una bandiera di fuoco; anche gli altri si giravano a guardarla,
raddrizzavano un poco la schiena, controllavano le armi e le munizioni,
mentre Swan passava. C'era una fermezza nuova, nel loro viso... sarebbero
morti tutti, per Swan, e per il loro villaggio, se si giungeva a questo punto.
Sister si augur che non accadesse, ma era sicura che i soldati sarebbero
tornati pi torti che mai... e in quel momento almeno non c'erano vie d'u-
scita.
Caric il fucile e risal sul terrapieno, in attesa dell'attacco.
83
Il buio port il freddo che gelava le ossa. I fal divorarono legno tolto
alle pareti e al tetto delle baracche; i difensori di Mary's Rest si scaldarono,
mangiarono, riposarono a turni di un'ora, prima di tornare al ritiro.
Sister aveva ancora quattro cartucce. Il soldato da lei ucciso giaceva a tre
metri dal muro, con il sangue congelato e scuro intorno a quello che era
stato il suo torace. Lungo la sezione nord, Paul era rimasto con dodici
proiettili. Nel corso d'una breve scaramuccia poco prima del buio, i due
che combattevano ai suoi lati erano rimasti uccisi e lui era rimasto ferito
alla fronte e alla guancia destra dalle schegge di legno prodotte da un
proiettile di rimbalzo, ma per il resto stava bene.
Lungo la sezione est di Mary's Rest, Robin aveva ancora sei colpi per la
carabina. A guardia di quel tratto di muro, insieme con lui e una quarantina
d'altri, c'era anche Anna McClay, che aveva terminato da un pezzo le mu-
nizioni del fucile e ora impugnava una piccola .22 tolta a un morto.
Gli attacchi si erano susseguiti per tutto il giorno, con intervalli di una o
due ore: prima martellavano un lato della barricata, poi inondavano di
proiettili un altro lato. Il muro si manteneva ancora robusto e deviava gran
parte dei colpi, ma i proiettili scavavano fessure fra i tronchi e di tanto in
tanto colpivano qualcuno. Bud Royce ci aveva rimesso un ginocchio, ma
anche zoppicando, livido di dolore, continuava a presidiare il lato sud.
I difensori si erano passati parola di risparmiare i colpi, ma le munizioni
diminuivano rapidamente e pareva che il nemico ne avesse da buttare. Tut-
ti sapevano che prima o poi ci sarebbe stato un attacco in massa... ma la
domanda era: da quale parte sarebbero venuti?
Anche Swan se ne rendeva conto, mentre attraversava in groppa a Mulo
il campo di granturco. Gli steli carichi di pannocchie ondeggiavano nel
vento che sibilava fra le piante. Nello spiazzo attorno al fal pi grosso,
una sessantina di persone si riposava e mangiava minestra calda versata da
fumanti secchi di legno. Swan andava a dare un'occhiata al gran numero di
feriti ricoverati nelle baracche perch il dottor Ryan li aiutasse; mentre
passava davanti al fal, il silenzio scese sulla gente raccolta intorno al fuo-
co.
Swan non guard nessuno. Pur sapendo che Sister aveva ragione, si sen-
tiva come se avesse apposto la firma al loro decreto di morte. Per causa
sua, molte persone erano state uccise, ferite, storpiate: accollarsi un fardel-
lo del genere era troppo, anche per un leader. Non li guard, perch gran
parte di loro sarebbe morta, prima che spuntasse il giorno.
Un uomo le grid: Non preoccuparti! Non lasceremo entrare quei ba-
stardi!
Quando finisco i proiettili disse un altro user il coltello! E se si
spezzer, mi resteranno sempre i denti!
Li fermeremo! disse una donna. Li cacceremo via!
Ci furono altre grida d'incoraggiamento; quando alla fine Swan guard
verso il fal, vide che la gente la fissava, alcuni stagliati contro le fiamme,
altri in piena luce, con occhi scintillanti, faccia decisa e piena di speranza.
Non abbiamo paura di morire! disse un'altra donna. Arrendermi s
che mi spaventa; ma, perdio, non sono una che si arrende!
Swan ferm Mulo e rimase a guardarli, con occhi pieni di lacrime.
Il nero magrissimo che aveva mostrato tanta veemenza alla riunione, si
avvicin a Swan. Aveva il braccio sinistro avvolto in uno straccio insan-
guinato, ma negli occhi una luce fiera e coraggiosa. Non piangere ora! la
rimprover a bassa voce, quando fu abbastanza vicino. Non  da te, pian-
gere! Se non sei forte tu, chi vuoi che lo sia?
Con il dorso della mano Swan si asciug gli occhi. Grazie gli disse.
Ah-ha! Grazie a te!
Per cosa?
L'uomo sorrise malinconicamente. Perch mi hai fatto udire ancora
quella musica dolcissima rispose, accennando al campo di granturco.
Swan cap a quale musica si riferisse, perch anche lei la udiva: il fru-
scio del vento fra le file di steli, come corde d'arpa sfiorate dalle dita.
Sono nato vicino a un campo di granturco disse lui. Udivo questa
musica, di sera, prima di prendere sonno, e al mattino, appena sveglio.
Credevo che non l'avrei udita mai pi, dopo che quella gente ha rovinato il
mondo. Fiss Swan. Ora non ho paura di morire. Ah-ha! Vedi, ho sem-
pre pensato che  meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. Sono
pronto... e l'ho scelto io. Perci, non preoccuparti di niente. Ah-ha! Chiu-
se gli occhi per qualche secondo e il suo corpo fragile parve ondeggiare al
ritmo del granturco. Poi l'uomo riapr gli occhi e disse: Stai attenta, ades-
so, capito? Ritorn al fuoco e tese le mani al calore della fiamma.
Swan spinse avanti Mulo. Oltre ai feriti, Swan voleva dare un'occhiata a
Josh; l'ultima volta che l'aveva visto, sul far del giorno, il gigante era anco-
ra in stato comatoso.
Aveva quasi attraversato il campo, quando vividi lampi di luce guiz-
zarono sopra il muro orientale. Alle fiammate si mescolarono gli spari, con
un martellare simile a quello d'una macchina per cucire. Robin era da quel
lato del muro. Swan incit Mulo e il cavallo si lanci al galoppo.
Dall'altra parte, la fanteria e i mezzi corazzati dell'Esercito d'Eccellenza
sbucavano dai boschi. Aspettate a sparare! aveva ammonito Sister; ma
la gente intorno a lei aveva gi aperto il fuoco e sprecava munizioni. Poi
qualcosa colp il muro, a meno di quindici metri: le fiamme guizzarono e il
fuoco si propag sulla superficie di ghiaccio. Un altro oggetto si schiant
qualche metro pi vicino. Sister ud uno spicinio di vetro e sent odore di
benzina, un attimo prima d'essere abbagliata da fiamme arancione. Bombe,
pens; scagliano bombe contro il muro!
La gente urlava e sparava, in una confusione da manicomio. Bottiglie
piene di benzina, con uno stoppino ardente fatto di stracci, volavano sopra
il muro ed esplodevano fra i difensori. Una bottiglia scoppi quasi ai piedi
di Sister, che d'istinto si gett a terra, mentre una cortina di fiamma schiz-
zava da tutte le parti.
Sul lato orientale, decine di Molotov sorvolavano il muro. Un uomo ac-
canto a Robin url, colpito in pieno, coperto di fiamme. Un altro lo gett a
terra e cerc di spegnere il fuoco usando neve e terriccio. Poi, nel gorgo di
fiamme e d'esplosioni, proiettili di mitragliatrice, di pistola 'e di fucile col-
pirono il muro, con tanta forza da far sobbalzare i tronchi, e le pallottole
rimbalzarono attraverso le fenditure.
Picchiamo sodo! tuon Anna McClay. La luce arancione mostr cen-
tinaia di soldati fra il muro e i boschi: avanzavano strisciando, si ri-
paravano nelle trincee e dietro i rottami dei veicoli, sparavano o lanciavano
le loro bombe artigianali. Mentre altri intorno a lei arretravano per allonta-
narsi dalle fiamme, Anna grid: Rimanete al vostro posto! Non fuggite!
Alla sua sinistra, una donna barcoll e cadde; mentre Anna si girava a re-
cuperare il fucile, un proiettile di carabina sibil in una fenditura e la colp
al fianco, piegandola sulle ginocchia. Anna sent in bocca il sapore del
sangue e cap che questa volta la sua ora era suonata; ma si rialz, con un
fucile per mano, e si precipit di nuovo alla difesa del muro.
La tempesta di bombe e di pallottole crebbe d'intensit. Una sezione del
muro era in fiamme, il legno bagnato scoppiettava e fumava. Mentre le
bombe esplodevano e schegge di vetro schizzavano da tutte le parti, Robin
mantenne la posizione e continu a sparare. Colp due nemici, poi una
bomba esplose proprio di fronte a lui, dall'altra parte del muro. Il calore e
le schegge lo costrinsero ad arretrare. Inciamp in un cadavere.
Sul viso gli colava il sangue da un taglio all'attaccatura dei capelli, la
pelle sembrava ustionata. Robin si tolse il sangue dagli occhi; quel che vi-
de gli mozz il fiato per la paura.
Un artiglio di ferro, attaccato a una fune robusta, vol al di qua del mu-
ro. La fune si tese e i rebbi del rozzo rampino d'abbordaggio si con-
ficcarono fra i tronchi. Un alto rampino si conficc accanto al primo; un
terzo non trov appiglio e fu rapidamente ritirato per essere lanciato di
nuovo. In rapida successione, un quarto e un quinto fecero presa nel muro
e i soldati cominciarono a tirare le funi.
Robin cap subito che l'intero tratto di muro, gi indebolito dai proiettili
e dalle fiamme, stava per crollare. Altri grappini volavano in aria e si pian-
tavano solidamente fra i tronchi; sotto la tensione delle funi, il muro scric-
chiol come una gabbia toracica squarciata.
Robin si rialz, corse al muro, afferr un grappino e cerc di staccarlo.
Qualche metro pi in l, un uomo robusto, dalla barba grigia, menava colpi
d'ascia contro una fune; accanto a lui, una donna esile segava con un col-
tello da macellaio un'altra corda. Tuttavia le bombe Molotov continuavano
a esplodere e altri grappini facevano presa.
Alla destra di Robin, Anna McClay aveva esaurito le munizioni di en-
trambi i fucili e ora guardava grappini e funi sorvolare il muro. Si gir a
cercare un'altra arma, incurante del proiettile al fianco e di un secondo alla
spalla destra. Rivolt un cadavere e trov una pistola, ma scarica; poi vide
una mannaia abbandonata e se ne serv per attaccare le funi. Ne tagli una.
Era quasi riuscita a tagliarne un'altra, quando un metro di muro fu tirato
gi, in uno schianto di tronchi e di fiamme. Cinque o sei soldati si precipi-
tarono contro di lei. No! url Anna. Lanci la mannaia contro di loro.
Una raffica di mitragliatrice mand la donna a roteare in una macabra pi-
roetta. Mentre cadeva a terra, Anna ebbe come ultimo pensiero il Topo
Pazzo, un baraccone del luna park dove il vagoncino sferragliante percor-
reva una rotaia curva e decollava nel cielo notturno, su, su, con le luci
fiammeggianti degli altri baracconi che bruciavano sulla terra sotto di lei e
il vento che le sibilava nelle orecchie.
Era morta, prima di toccare il suolo.
Qualcuno grid: Hanno sfondato! Di fronte a Robin, il muro croll
con un gemito quasi umano e il giovane si trov allo scoperto in uno spa-
zio sufficiente al passaggio di un autotreno. Un'ondata di soldati puntava
dritto su di lui; Robin balz di lato un istante prima che i proiettili squar-
ciasserro l'aria.
Spar al primo soldato che super il varco. Gli altri si ritrassero o cadde-
ro sotto i suoi colpi... e poi il fucile fu scarico e lui non riusc pi a scorge-
re i soldati, a causa del fumo che turbinava dai tronchi in fiamme. Ud altri
scricchiolii e altri gemiti, mentre altre sezioni di muro venivano abbattute;
le fiamme s'innalzavano a ogni esplosione di Molotov. Delle sagome cor-
revano intorno a lui, alcune sparavano e cadevano. Ammazza i figli di
puttana! grid un uomo alla sua sinistra; poi dalla confusione emerse una
figura in uniforme grigioverde. Robin piant i piedi per terra, gir il fucile
per usarlo come bastone e, quando il soldato gli pass davanti, lo colp sul
cranio. L'uomo cadde e Robin gett via il fucile per prendere la .45 auto-
matica dell'altro.
Un proiettile gli sibil sopra la testa. Sei metri pi in l, una Molotov e-
splose; una donna con i capelli in fiamme, il viso ridotto a una maschera di
sangue, barcoll fuori del fumo, cadde prima di raggiungere Robin. Questi
mir alle sagome che superavano la breccia nel muro e svuot il caricatore
della .45. Proiettili di mitragliatrice ararono il terreno a qualche passo da
lui. Robin cap che l non poteva fare altro; doveva allontanarsi, trovare un
altro luogo difendibile; il muro sul lato orientale di Mary's Rest era ormai
distrutto e i soldati si riversavano dai varchi.
Robin corse verso il villaggio. Decine di altri correvano come lui nel
campo di battaglia disseminato di morti e di feriti. Gruppetti di uomini si
erano fermati a opporre l'ultima, disperata resistenza, ma venivano subito
abbattuti o dispersi. Due auto corazzate sbucarono dal fumo, con le torrette
che'mandavano lampi.
Robin! Robin! gridava qualcuno, al di sopra del caos. La voce era
quella di Swan: la ragazza doveva essere l intorno.
Swan! grid. Da questa parte!
Swan ud la voce di Robin, devi a sinistra, spinse Mulo nella direzione
da cui pensava provenisse la voce. Il fumo le punse gli occhi, le rese im-
possibile distinguere la faccia delle persone finch non erano a pochi passi.
Le esplosioni continuavano proprio davanti a lei e Swan cap che i soldati
avevano sfondato il muro orientale. I difensori, feriti e sanguinanti, si fer-
mavano ugualmente a sparare fino all'ultimo proiettile. Altri ancora, armati
solo di asce, coltelli, vanghe, si lanciavano a cercare il corpo a corpo.
Una Molotov esplose nei pressi, un uomo url. Mulo s'impenn sulle
zampe posteriori e rasp l'aria. Quando ricadde a quattro zampe, continu
a sbandare, come se met volesse andare da una parte e met dall'altra.
Robin! grid Swan. Dove sei?
Sono qua! Robin non la scorgeva ancora. Inciamp in un cadavere
con il petto crivellato di proiettili e un'ascia in pugno; perdette un prezioso
istante per impadronirsene.
Quando si rialz, si trov faccia a faccia con un cavallo... ed era difficile
dire chi fosse pi sorpreso. Mulo nitr e s'impenn di nuovo; cerc di darsi
alla fuga, ma Swan lo tenne sotto controllo. Vide Robin con la faccia mac-
chiata di sangue; gli tese la mano e grid: Monta! Svelto!
Robin le afferr la mano e salt in groppa dietro di lei. Swan spron
Mulo, lo gir verso il villaggio e lo lasci correre.
Uscirono dal fumo denso. Swan tir all'improvviso le redini e Mulo ub-
bid, piantando gli zoccoli nel terreno. Da quella posizione, Swan e Robin
videro che il combattimento si era esteso a tutto Mary's Rest; le fiamme
divampavano sul lato meridionale; da quello occidentale, i soldati si river-
savano dal muro abbattuto, seguiti da auto e camion corazzati. Il rumore di
fucileria, le grida e le urla venivano portati avanti e indietro dal vento... e
in quell'attimo Swan cap che Mary's Rest era caduto.
Doveva trovare Sister, e presto! Con il viso teso, i denti serrati di rabbia,
spron Mulo.
Il cavallo scatt al galoppo come un purosangue, testa bassa, orecchie
tese all'indietro.
Accompagnate da un tamburellare sordo, correnti d'aria calda parvero
investirli. Mulo rabbrivid e sbuff come se l'avessero preso a calci; poi le
zampe gli cedettero e cadde, sbalzando Robin ma imprigionando sotto di
s la gamba sinistra di Swan. La ragazza rimase stordita e senza fiato,
mentre Mulo cercava disperatamente d'alzarsi. Ma Robin aveva visto i fori
di proiettile nel ventre del cavallo e cap che Mulo era spacciato.
Un motore romb. Robin vide arrivare una Chevy Nova, con il para-
brezza corazzato e una torretta sul tetto. Si pieg accanto a Swan, cerc di
liberarle la gamba, senza riuscirci. Mulo, con occhi folli di terrore, lottava
ancora per alzarsi: a ogni ansito, schizzava dalle froge vapore e sangue.
Dalla torretta della Chevy, una mitragliatrice apr il fuoco e i proiettili si
conficcarono nel terreno, pericolosamente vicini a Swan. Robin cap, con
orribile certezza, di non avere la forza di liberarla. Il radiatore dell'auto co-
razzata sembrava una bocca ghignante piena di denti metallici. Robin
strinse il manico della scure.
Swan gli afferr la mano. Non lasciarmi disse, intontita, senza ren-
dersi conto che Mulo le moriva addosso.
Robin aveva gi deciso. Si liber la mano e scatt contro l'auto co-
razzata.
Robin! grid Swan.
Robin avanz a zigzag, mentre la mitragliatrice riprendeva a sgranare
colpi che lo sfiorarono e sollevarono schizzi di neve e di terriccio. La
Chevy sterz verso di lui allontanandosi da Swan, proprio come Robin si
augurava. Muovi il culo, si disse, tuffandosi; rotol e si rialz per impedire
al tiratore di prendere la mira. La Chevy aument velocit, ridusse la di-
stanza. Robin scart a destra e a sinistra, ud il canto della mitragliatrice,
vide nell'aria la scia dei traccianti. Merda, si disse, quando un dolore lanci-
nante gli attravers la coscia sinistra. Era stato colpito, ma non in modo
grave, gli parve; continu a correre. L'auto corazzata lo segu nel fumo.
Lungo il perimetro nord, Paul Thorson e altri quaranta fra uomini e don-
ne furono circondati. Paul aveva gli ultimi due colpi; quasi tutti gli altri
avevano esaurito le munizioni gi da un pezzo. Impugnando mazze, picco-
ni e vanghe sfidarono i soldati a venire alla carica.
Una jeep si arrest dietro la barriera protettiva della fanteria dell'EDE; il
colonnello Macklin si alz, con il cappotto drappeggiato sulle spalle, e
guard con occhi infossati nel viso da teschio il gruppo di difensori spinto
contro il muro. La ragazza  fra loro? domand all'uomo che occupava il
sedile posteriore.
Friend si alz. Indossava l'uniforme dell'Esercito d'Eccellenza e portava
un berretto grigio sui capelli sottili, castano scuro; questa volta la sua fac-
cia era piuttosto brutta e comune, priva d'anima e di carattere. Gli insipidi
occhi color nocciola scrutarono qua e l per qualche secondo. No disse
infine, con voce atona. Non  con loro. Torn a sedersi.
Uccideteli tutti ordin Macklin ai soldati. Poi disse all'autista di pro-
seguire, mentre i soldati dell'Esercito d'Eccellenza riversavano sugli uomi-
ni e le donne presi in trappola una grandine di proiettili. Paul spar un col-
po, vide un soldato barcollare... e poi fu colpito allo stomaco e alla clavi-
cola. Cadde bocconi, cerc di rialzarsi, sussult quando fu colpito anche al
fianco e al braccio. Si abbatt in avanti e giacque immobile.
Trecento metri pi in l, la Chevy Nova frugava nel fumo, sparando al
minimo segno di movimento. Le gomme schiacciavano cadaveri, ma uno
dei corpi distesi scompostamente al suolo ritrasse di colpo braccia e gam-
be, quando il veicolo pass proprio sopra di lui.
Evitate le ruote, Robin si alz a sedere e afferr l'ascia tenuta nascosta
sotto di s. Si alz in piedi, percorse tre passi e salt sul paraurti posteriore
della Nova. Avanz fin sul tettuccio, alz l'ascia e la cal con tutta la sua
forza sulla torretta di lamiera.
La torretta si accartocci. Il mitragliere cerc di girare l'arma, ma con lo
stivale Robin blocc la canna e colp ancora la torretta: l'ascia penetr nel-
la lamiera e trov il cranio del soldato. Al grido d'agonia, il guidatore acce-
ler. Per lo scatto in avanti della Chevy, Robin fu gettato a terra; mentre si
rialzava, vide il manico dell'ascia sporgere in aria: la lama era conficcata
per cinque centimetri almeno nel cranio del mitragliere. Il guidatore si era
fatto prendere dal panico: l'auto sband senza controllo, continu la corsa,
scomparve nel fumo.
Mulo, moribondo, mandava vapore dalle froge e dai fori di proiettile nel
ventre. Swan, un po' pi lucida, cap che cos'era accaduto, ma non poteva
fare niente. Mulo si dimenava ancora, come se cercasse d'alzarsi con la pu-
ra forza di volont. Swan vide arrivare altri soldati e cerc di liberare la
gamba, ma non ci riusc.
A un tratto una figura si pieg accanto a lei e infil le braccia sotto il
ventre di Mulo. I muscoli e i tendini si tesero, mentre alzavano il cavallo e
ne sostenevano parte del peso alleviando la terribile pressione sulla gamba
di Swan.
Tirati via! disse l'uomo, con voce roca per lo sforzo. Presto!
Swan tir la gamba e la spost di qualche centimetro verso la libert.
Mulo cambi posizione, come se usasse le ultime energie per aiutarla; con
uno sforzo doloroso Swan tir via la gamba. Serr i denti per resistere al
formicolio del sangue che riprendeva a circolare.
L'uomo ritrasse le braccia. Le mani erano chiazzate di bianco e di mar-
rone.
Swan guard in viso Josh.
La pelle era tornata dell'intenso color marrone scuro. La corta barba era
grigia, il casco di capelli quasi tutto bianco. Ma il naso, rotto tante volte e
cos deforme, era di nuovo dritto e robusto; e le vecchie cicatrici del foo-
tball e del wrestling erano scomparse. Gli zigomi erano alti e pronunciati,
come scolpiti in pietra nera; gli occhi, di una morbida tonalit di grigio,
avevano la limpidezza d'un bambino.
Swan pens che, dopo Robin, Josh era l'uomo pi bello che avesse mai
visto.
Josh not i soldati in arrivo. Sent una scarica di adrenalina: per cercare
Swan aveva lasciato Glory e Aaron nella baracca; adesso doveva portarli
tutti in salvo. Non sapeva dove fosse Sister, ma capiva benissimo che i
soldati avevano sfondato il muro su tutti i lati di Mary's Rest e presto a-
vrebbero invaso i vicoli e dato fuoco alle baracche. Prese in braccio Swan,
mentre la spalla lussata e le costole rotte gli dolevano da morire.
In quell'istante Mulo trem e mand uno sbuffo di vapore che si alz al
cielo come un'anima stanca finalmente libera... e Josh sapeva che nessun
animale da soma meritava il riposo quanto Mulo. Non ci sarebbe stato mai
cavallo altrettanto generoso e bello.
Robin sbuc di corsa dal fumo. Da questa parte! grid Josh. Robin
corse verso di loro, zoppicando un poco e tenendosi la coscia sinistra. Ma i
soldati li avevano visti e uno di loro inizi a sparare con la pistola. Un
proiettile ar il terriccio a un metro da Robin, un altro sibil sopra la testa
di Josh.
Forza! grid Josh, mettendosi a correre verso il villaggio, con Swan in
braccio e i polmoni che ansimavano come mantici di fucina. A sinistra
comparvero altri soldati. Uno grid: Alt!, ma Josh non si ferm. Gir la
testa per assicurarsi che Robin lo seguisse: il giovanotto gli era alle calca-
gna, nonostante la ferita alla gamba.
Avevano quasi raggiunto il dedalo di vicoli, quando quattro soldati sbu-
carono davanti a loro. Josh decise di travolgerli, ma due sollevarono il fu-
cile. Josh si blocc, scivol nel fango, cerc una via d'uscita, come volpe
braccata dai segugi. Robin gir di scatto a destra e si trov davanti tre sol-
dati, uno dei quali gi puntava un M-16. Altri soldati si avvicinavano da
sinistra. Josh cap che nel giro di un secondo il fuoco incrociato li avrebbe
fatti a pezzi.
Non c'era pi scampo. Esisteva una sola possibilit di salvare Swan... e
forse nemmeno quella. Josh non aveva scelta, n tempo per riflettere.
Non sparate! grid. E poi fu costretto a dirlo, per impedire che i solda-
ti sparassero ugualmente: Questa  Swan! La ragazza che cercate!
Fermi dove siete! ordin un soldato, puntando il fucile alla testa di
Josh. Gli altri formarono un cerchio intorno a Josh, Swan e Robin. Ci fu
una breve discussione, poi due soldati si allontanarono in direzioni oppo-
ste, chiaramente per andare a cercare qualcun altro.
Swan avrebbe voluto piangere, ma era decisa a non mostrare segni di
debolezza, non davanti a quegli uomini. Si mantenne calma e serena come
una statua di ghiaccio. Andr tutto bene disse Josh sotto voce, ma le pa-
role sembrarono vuote e stupide. Almeno, per il momento Swan era viva.
Vedrai. Ce la caveremo in qualche mo...
Chiudi il becco, sporco nerol grid un soldato, puntando una .38 in
faccia a Josh.
Lui rivolse all'uomo il suo miglior sorriso.
Il rumore di fucileria, di esplosioni, di urla, aleggiava ancora su Mary's
Rest come il residuo d'un incubo. Siamo fottuti, pens Robin, e non ci pos-
siamo fare un bel niente. Solo su di lui erano puntati due fucili e quattro
pistole. Diede un'occhiata verso il muro orientale in fiamme, poi verso o-
vest, al di l del campo di granturco, dove pareva che i mezzi corazzati si
radunassero per accamparsi.
Nel giro di cinque minuti uno dei due soldati torn facendo da guida a
un vecchio camioncino marrone dell'United Parcel Service. Josh ricevette
l'ordine di mettere a terra Swan, ma la ragazza aveva ancora difficolt a
reggersi in piedi e fu costretta ad appoggiarsi a lui. I soldati la perquisirono
accuratamente, senza la minima delicatezza. Soffermarono le mani sui seni
in boccio. Josh vide il viso di Robin imporporarsi di rabbia e lo ammon:
Resta calmo.
Cos' questa merda? Un uomo reggeva la carta di tarocchi che Josh si
era messo in tasca.
Solo una carta rispose Josh. Niente di speciale.
Giustissimo. L'uomo la strapp in mille pezzi e lasci cadere a terra
l'Imperatrice.
Il portello posteriore del camioncino dell'UPS si apr. Josh, Robin e
Swan furono spinti dentro, insieme con un'altra trentina di persone. Quan-
do la porta fu chiusa a catenaccio, i prigionieri rimasero nel buio assoluto.
Portali nella stia! ordin al guidatore il sergente in comando. Il ca-
mioncino dell'UPS port via il suo nuovo carico di pacchi.
84
Swan si tur le orecchie, ma continuava a udire i terribili suoni di dolo-
re: la testa le sarebbe scoppiata, prima che smettessero.
All'esterno della "stia" , un ampio cerchio di filo spinato in cui erano sta-
ti radunati i duecentosessantadue superstiti, i soldati distruggevano il cam-
po di granturco, tagliando le piante o strappandole dal terreno, radici com-
prese. Poi le ammucchiavano, come cadaveri, sul cassone dei camion.
Dentro il recinto non erano permessi fal e intorno al filo spinato le
guardie erano pronte a sparare colpi d'avvertimento per dissuadere i pri-
gionieri dal raggrupparsi. Parecchi feriti gelavano a morte.
Josh trasal nell'udire le risate e i canti dei soldati nel villaggio. Con oc-
chi stanchi guard in direzione delle baracche: un grosso fal bruciava in
mezzo alla strada, vicino al pozzo. Attorno a Mary's Rest erano parcheg-
giate decine di camion, di auto corazzate, di camioncini e di roulotte; altri
fal ardevano per mantenre al caldo i vincitori. I cadaveri, spogliati, veni-
vano abbandonati in macabre cataste. I camion giravano a raccogliere in-
dumenti e armi da fuoco.
Chiunque fossero quei bastardi, erano maestri d'efficienza: non but-
tavano via niente, tranne la vita umana.
Su Mary's Rest aleggiava un'aria da orgia maledetta, ma Josh si consol
pensando che Swan era ancora viva. L vicino, alla distanza minima con-
cessa dalle guardie, c'erano anche Glory e Aaron. Glory era sconvolta al
punto da non riuscire neppure a piangere. Aaron se ne stava rannicchiato
per terra, con gli occhi sbarrati, il pollice in bocca. I soldati gli avevano
strappato Crybaby e l'avevano gettata in un fal.
Robin camminava lungo il recinto come una tigre in gabbia. C'era solo
un passaggio per entrare e uscire: un cancello di filo spinato, fret-
tolosamente costruito. In lontananza si udirono altri spari in rapida suc-
cessione. Robin pens che i bastardi avevano certo trovato qualcuno anco-
ra vivo. Cont nel recinto solo sei dei suoi piccoli banditi, due dei quali fe-
riti in modo grave. Il dottor Ryan, sopravvissuto all'attacco contro l'ospe-
dale di fortuna, gli aveva gi detto che sarebbero morti. Bucky si era salva-
to, ma se ne stava imbronciato e non parlava. Non c'era traccia di Sister. E
questo procurava davvero a Robin un nodo allo stomaco.
Si ferm, fiss una guardia al di l del filo spinato. L'uomo arm la pi-
stola, lo prese di mira e disse: Muoviti, pezzo di merda.
Robin sogghign, sput per terra e si gir. Si sent accapponare lo scro-
to, aspettandosi una pallottola nella schiena. Aveva visto prigionieri colpiti
a morte per nessun motivo evidente tranne il divertimento delle guardie,
perci non torn a respirare finch non si fu allontanato dalla guardia. Ma
cammin a passi lenti: non si sarebbe messo a correre. Aveva terminato di
correre.
Swan si tolse le mani dalle orecchie. Gli ultimi suoni di dolore svani-
vano in lontananza. Il campo di granturco era un deserto di stoppie; i ca-
mion si allontanarono rombando, grassi e felici come scarafaggi.
Swan aveva la nausea per la paura e rimpiangeva lo scantinato in cui lei
e Josh erano rimasti intrappolati tanto tempo prima. Ma si costrinse a
guardare gli altri prigionieri e a rendersi conto della scena: i gemiti e i col-
pi di tosse dei feriti, il farneticare di chi era impazzito, i pianti e i lamenti
delle nenie funebri. In ogni faccia, gli occhi erano spenti, dopo la morte di
tutte le speranze.
Quella gente aveva combattuto e sofferto per lei; e ora lei se ne stava l
per terra come un insetto in attesa del tacco che lo schiacciasse. Serr i pu-
gni. In piedi, si disse; in piedi, maledizione! Si vergognava della propria
fragilit, della propria debolezza; una scintilla di rabbia la percorse, come
scagliata da una ruota di ferro che macinasse pietra focaia. Due guardie ri-
sero. In piedi, url Swan dentro di s; la rabbia crebbe, si diffuse, bruci la
nausea e la paura.
Sei una leader, aveva detto Sister, ed  meglio che impari a comportarti
da leader.
Ma Swan non voleva essere una leader. Non aveva chiesto di diventarlo.
Ud, poco lontano, il pianto d'un bimbo e cap che, se c'era un futuro per
quella gente, doveva iniziare proprio l... da lei.
Si alz, inspir a fondo per togliersi dal cervello le ultime ragnatele e
cammin fra gli altri prigionieri, incroci il loro sguardo, lasci loro l'im-
pressione di un'occhiata in una fornace incandescente.
Swan! la chiam Josh; ma lei non gli bad e continu a camminare.
Josh stava per seguirla, ma vide il suo portamento regale, pieno di fiducia
e di coraggio; e gli altri prigionieri si alzavano a sedere, quando passava, e
perfino i feriti cercavano di sollevarsi da terra. Josh non intervenne.
Anche Swan si rese conto d'infondere forza agli altri... ma non sapeva
che avrebbero giurato di sentire intorno a lei una radiazione che per un at-
timo scaldava l'aria.
Raggiunse il bimbo che piangeva. Era tenuto in braccio da un uomo
tremante con uno sguarcio gonfio e violaceo sulla tempia. Swan guard il
bimbo... e si tolse il cappotto dai molti colori. Si mise in ginocchio per po-
sarlo sulle spalle dell'uomo, in modo che anche il bimbo vi restasse avvol-
to.
Tu! grid una guardia. Via di l!
Swan trasal, ma continu.
Vattene! le disse una prigioniera. Ti uccideranno!
La guardia spar un colpo d'avvertimento. Swan aggiust le pieghe del
cappotto per tenere al caldo il bimbo. Solo allora si alz.
Torna dov'eri e mettiti seduta! ordin la guardia. Reggeva il fucile
contro l'anca.
Il tempo parve fermarsi. Swan sent che tutti la guardavano.
Dio m'aiuti, pens; deglut e avanz verso il filo spinato e la guardia con
il fucile. Subito l'uomo sollev l'arma in posizione di sparo.
Alt! ammon un'altra guardia, pi lontano sulla destra.
Swan prosegu, un passo dopo l'altro, senza staccare gli occhi dall'uomo
col fucile.
L'uomo premette il grilletto.
Il proiettile sibil sopra la testa di Swan, la manc di dieci centimetri o
anche meno. Swan si ferm, vacill... e avanz di un altro passo.
Swan! grid Josh, alzandosi. Swan, non farlo!
La guardia col fucile arretr, mentre Swan avanzava. Il prossimo ti ar-
riva fra gli occhi promise.
Swan si ferm. Questa gente ha bisogno di coperte e di cibo disse,
sorpresa dalla forza della sua stessa voce. Ne ha bisogno subito! Vai a di-
re a chi comanda che voglio parlargli.
Vaffanculo disse la guardia. Spar.
Ma il proiettile pass sopra la testa di Swan, perch una delle altre guar-
die aveva afferrato la canna del fucile spostandola verso l'alto. Non hai
sentito il suo nome, testa di cazzo? disse il secondo.  la ragazza che il
colonnello cerca. Vai a fare rapporto a un ufficiale.
L'altro era impallidito, rendendosi conto di quanto fosse andato vicino a
finire scorticato vivo. Si lanci di corsa verso il centro comando del colon-
nello Macklin.
Ho detto ripet con fermezza Swan che voglio parlare con chi co-
manda.
Non preoccuparti rispose l'uomo. Parlerai fin troppo presto al co-
lonnello Macklin.
Un altro camion si ferm davanti al cancello. Il portello posteriore fu
spalancato e altri quattordici prigionieri furono spinti dentro il recinto.
Swan li guard entrare: alcuni, gravemente feriti, camminavano a stento.
Si accost ad aiutarli e fu percorsa da una scossa elettrica.
Sister! esclam. Corse incontro alla donna tutta sporca di terra che a-
veva varcato barcollando il cancello.
Oh, sant'Iddio, sant'Iddio! singhiozz Sister, abbracciando Swan. Per
un attimo si tennero strette, senza parlare. Ti credevo morta disse infine
Sister, con la vista offuscata dalle lacrime. Oh, sant'Iddio, pensavo che
t'avessero uccisa!
No, sto bene. Josh  qui, e anche Robin, Glory e Aaron. Pensavamo che
avessero ucciso te! Swan si scost, per guardare in viso Sister. Sent un
nodo allo stomaco.
Sul lato sinistro del viso, Sister era stata schizzata di benzina in fiamme.
Il sopracciglio era tutto bruciato, l'occhio gonfio era quasi chiuso. Il mento
e il naso erano sfregiati dalle schegge di vetro. Il terriccio le imbrattava il
davanti del cappotto, la stoffa era bruciata e strappata. Sister cap l'espres-
sione di Swan e scroll le spalle. Non era destino che fossi bella, mi sa.
Swan l'abbracci di nuovo. Guarirai. Non so cos'avrei fatto, senza di
te.
Te la saresti cavata benissimo, come prima d'incontrare me e Paul. Gi-
r lo sguardo tutt'intorno. Dov'?
Swan cap a chi si riferiva, ma disse: Chi?
Lo sai, chi. Paul. La voce di Sister si tese.  qui anche lui, vero?
Swan esit.
Dov'? Dov' Paul?
Non so ammise Swan. Qui non c'.
Oh... mio Dio. Sister si port alla bocca la mano sporca di terra. Si
sentiva girare la testa e questo nuovo colpo rischi di metterla a tappeto;
era stanca, nauseata di combattere, le ossa le dolevano come se le avessero
staccato i vari pezzi del corpo e poi li avessero rimessi insieme. Si era riti-
rata dal muro ovest, quando i soldati avevano sfondato; aveva trovato un
coltello da macellaio e ne aveva ucciso uno nel corpo a corpo, poi era stata
costretta ad attraversare tutto il campo, davanti alla nuova ondata di assali-
tori. Si era nascosta sotto una baracca, ma quando l'avevano incendiata,
non aveva avuto altra scelta che arrendersi. Paul mormor.  morto. Lo
so.
Non puoi esserne sicura! Forse  fuggito! Forse  ancora nascosto!
Ehi, voi due! grid la guardia. Piantatela e andate avanti.
Swan disse: Reggiti a me e aiut Sister a raggiungere gli altri. Josh
veniva verso di loro, seguito da Robin. E a un tratto Swan si accorse che
Sister non aveva pi con s la borsa. Il cerchio di vetro! Che fine ha fat-
to?
Sister si mise il dito sulle labbra.
Una jeep rugg. I due passeggeri erano Roland Croninger, che portava
ancora l'elmetto e aveva le bende impiastrate di fango, e l'uomo che si fa-
ceva chiamare Friend. Sceser tutt'e due, mentre l'autista teneva acceso il
motore.
Friend si accost a passo deciso al reticolato; socchiuse gli occhi pas-
sando in rassegna i prigionieri. Poi vide la ragazza che sorreggeva una
donna ferita. L! disse, eccitato, indicandola.  lei!
Porta fuori la ragazza ordin Roland alla guardia pi vicina.
Friend si sofferm a fissare la donna che si reggeva a Swan. La faccia gli
risult sconosciuta: l'ultima volta che aveva visto Sister, la donna era sfi-
gurata. Gli pareva d'averla vista, il giorno in cui aveva ascoltato di nasco-
sto il Rigattiere parlare dell'Esercito d'Eccellenza, ma non le aveva badato.
In quel periodo stava male e i particolari gli erano sfuggiti. Ma ora cap
che, se quella donna era davvero Sister, non aveva pi la maledetta borsa
con il cerchio di vetro.
Un momento! disse alla guardia. Porta fuori anche la donna! Sbriga-
ti!
Con un cenno la guardia chiam in aiuto un altro soldato e insieme en-
trarono nel recinto, con i fucili pronti.
Josh stava per raggiungere Sister, quando le due guardie ordinarono a
Swan di fermarsi. Da sopra la spalla, Swan guard i due fucili. Forza
disse una guardia. Non volevi parlare al colonnello Macklin? Ora ne hai
l'occasione. Anche tu, signora.
 ferita! intervenne Josh. Non vedi che...
La guardia spar un colpo davanti ai piedi di Josh, che fu costretto ad ar-
retrare.
Andiamo. Con la canna del fucile la guardia diede a Swan una spinta.
Il colonnello aspetta.
Swan sorresse Sister e fu scortata al cancello.
Robin si mosse per seguirla, ma Josh lo afferr per il braccio. Non fare
lo stupido lo ammon.
Il ragazzo si liber con un gesto rabbioso. Vuoi lasciare che la pren-
dano? Mi pareva che tu fossi il suo guardiano!
Una volta lo ero. Adesso dovr cavarsela da sola.
Giusto! disse Robin, amaro. E noi cosa facciamo, aspettiamo?
Se hai un'idea migliore, che non porti alla morte un mucchio di gente,
compreso te stesso e Swan, sentiamola!
Robin rimase in silenzio. Guard i soldati spingere Swan e Sister verso
la jeep con i due uomini in attesa.
Mentre si avvicinavano, Swan e Sister si sentirono accapponare la pelle.
Sister riconobbe l'uomo con il viso fasciato: era quello che dal carro arma-
to aveva chiesto la loro resa... e riconobbe anche l'altro. Forse dagli occhi,
o dal sorriso, o dal modo in cui piegava la testa e teneva lungo i fianchi le
mani strette a pugno. O forse da come tremava d'eccitazione. Ma lo rico-
nobbe. E anche Swan lo riconobbe.
L'uomo non guard Swan. Invece, avanz di qualche passo e con un ge-
sto brusco scost il collo del cappotto di Sister.
Sulla pelle c'era la cicatrice scura a forma di crocifisso.
Il tuo viso  diverso disse l'uomo.
Anche il tuo.
Lui annu; per un attimo negli occhi gli pass un lampo rosso, simile a
uno sguardo fugace su qualcosa di mostruoso e di sconosciuto. Dov'?
Dov' cosa?
Il cerchio. La corona. O quel che diavolo . Dove si trova?
Non hai detto tu stesso che sai tutto?
Lui esit, dardeggi la lingua sul labbro inferiore. Non l'hai distrutto.
Ne sono sicuro, sicuro. L'hai nascosto chiss dove. Oh, credi d'essere fur-
ba, vero? Credi di cacare rose, proprio come... Quasi gir la testa, quasi la
guard, ma si trattenne in tempo. Proprio come lei concluse.
Quale corona? domand Roland.
Friend lo ignor. Lo trover promise a Sister. E se non riesco a con-
vincerti ad aiutarmi, il mio socio capitano Croninger  davvero in gamba
nell'uso di certi strumenti. Mi perdoni, ora?
Swan cap che l'uomo si rivolgeva a lei, anche se continuava a fissare Si-
ster.
Ho detto: mi perdoni, ora? Quando Swan non rispose, il sorriso del-
l'uomo si allarg. Non pi, lo sapevo. Ora hai assaggiato l'odio. Ti pia-
ce?
No.
Ah disse lui, senza fidarsi a scoccarle neppure un'occhiata. Imparerai
ad apprezzarne il gusto. Vogliamo andare, care signore?
Salirono sulla jeep. Andarono dritti alla roulotte del colonnello Macklin.
Accanto al muro nord, ormai abbattuto, dove le fiamme ardevano ancora
e i camion rombavano avanti e indietro con il loro carico d'armi da fuoco,
indumenti e scarpe, una figura solitria trov un gruppo di cadaveri che la
brigata sciacalli non aveva ancora ripulito.
Alvin Mangrim gir il cadavere d'un uomo ed esamin le orecchie e il
naso. Il naso era troppo piccolo, decise, ma le orecchie andavano bene. Dal
fodero di pelle agganciato alla cintura estrasse un coltello da macellaio,
macchiato di sangue, e si dedic a tranciare le orecchie; le lasci cadere in
un sacchetto di tela che portava a tracolla. Il sacchetto, dal fondo inzuppato
di sangue, conteneva altre orecchie, nasi e alcune dita che lui aveva gi
"liberato" da altri cadaveri. Aveva intenzione di far seccare i macabri resti
e confezionare collane. Sapeva che al colonnello Macklin sarebbe piaciuto
averne una: sarebbe stato un buon sistema per ottenere in cambio razioni
supplementari. In giorni come questi, bisognava aguzzare l'ingegno!
Ricord un motivetto di tanto tempo prima, parte d'un mondo d'ombre.
Ricord di tenere fra le sue una mano di donna - una mano rozza, dura,
detestabile, piena di calli - e di andare al cinema a vedere un film di car-
toni animati che parlava di una principessa che si scopava sette nani. Gli
era sempre piaciuto il motivetto che fischiettavano i nani quando andavano
a lavorare in miniera; si mise a fischiettarlo, mentre staccava a una donna
il naso e lo riponeva nel sacchetto. Gran parte della musica che fischiettava
usc dal foro dove aveva avuto il naso; gli venne in mente che, se ne avesse
trovato uno del formato giusto, poteva essiccarlo e usarlo per tappare il fo-
ro.
Pass al cadavere seguente, che giaceva bocconi. Probabilmente, si disse
Alvin, il naso era fracassato. Ma afferr la spalla del cadavere e lo gir u-
gualmente.
Era un uomo con la barba brizzolata.
All'improvviso il cadavere spalanc gli occhi, azzurro vivo e iniettati di
sangue contro la carne grigiastra.
Oh... merda! disse Alvin Mangrim.
Paul alz la Magnum, premette la canna contro il cranio dell'altro e con
l'ultimo proiettile gli fece saltare le cervella.
Il morto cadde addosso a Paul e lo scald. Ma Paul stava per morire e lo
sapeva; adesso era felice di non avere avuto il coraggio di spararsi quell'ul-
timo colpo e scegliere la via pi facile per farla finita. Non sapeva chi fos-
se il morto, ma il bastardo ormai non contava pi.
Attese. Aveva vissuto da solo gran parte della vita e non aveva paura di
morire da solo. No, non aveva affatto paura... d'ora in poi erano rose e fio-
ri. Rimpiangeva solo di non sapere che cos'era accaduto alla ragazza... ma
Sister era una pellaccia dura: se era sopravvissuta, non avrebbe permesso a
nessuno di fare del male a Swan.
Swan, pens; Swan. Non lasciarti spezzare. Sputagli negli occhi e pren-
dili a calci in culo... e pensa qualche volta al Buon Samaritano, d'accordo?
Era stanchissimo. Si sarebbe riposato. Forse, al risveglio, sarebbe stato
giorno. Sarebbe stato magnifico guardare il sole.
Paul si addorment.

QUATTORDICI:
preghiera per l'ora finale

Il mastro ladro / Tesoro sepolto / Prodezza magica / La via d'uscita / Il
massimo potere / La buona, lunga occhiata di Roland / Il regno di Dio / La mac-
china /Il rintocco funebre di Swan / Un luogo dove riposare / La promessa
85
La luce giallastra della lampada cadde sul viso della Morte. Swan, dritta
e rigida, incroci lo sguardo del colonnello Macklin senza trasalire. Era
lui, cap, lo scheletro a cavallo. S. Lo riconobbe, seppe che cos'era, cap
l'energia famelica che lo spingeva. Lo scheletro aveva mietuto Mary's
Rest, ma nei suoi occhi c'era ancora fame.
Sul tavolo davanti al colonnello c'era un foglio di carta. Macklin sollev
la destra e la batt sul tavolo, trapassando con i chiodi il rapporto delle
perdite. Stacc i chiodi dal piano tutto segnato e tese la mano verso Swan.
Oggi l'Esercito d'Eccellenza ha perduto 468 soldati. E forse il numero
aumenter, appena i rapporti saranno aggiornati. Lanci un'occhiata alla
donna ferma accanto a Swan, poi fiss di nuovo la ragazza. Alle loro spal-
le c'erano Roland e due guardie; alla destra di Macklin, l'uomo che si face-
va chiamare Friend. Tieni disse Macklin. Guarda da te. Dimmi se vali
468 soldati.
La gente che ha ucciso quei soldati ne era convinta intervenne Sister.
Se avessimo avuto pi munizioni, sareste ancora al di l del muro a pren-
dervi calci in culo.
Macklin spost l'attenzione su di lei. Come ti chiami?
Si chiama Sister intervenne Friend. Ha una cosa che voglio.
Credevo che tu volessi la ragazza.
No. La ragazza per me non ha valore. Ma tu hai bisogno di lei. Hai vi-
sto con i tuoi occhi il campo di granturco:  opera sua. Con aria assente
rivolse a Sister un sorriso. Questa donna ha nascosto un grazioso pezzo di
vetro che deve essere mio. Oh, s! Lo trover, credimi.
Trapass con lo sguardo gli occhi di Sister, penetr nella carne e nelle
ossa, fino al magazzino dei ricordi. Nella mente della donna le ombre delle
sue esperienze svolazzarono come uccelli sorpresi. Friend vide le rovine di
Manhattan, le mani che per la prima volta portavano alla luce il cerchio di
vetro, l'inferno d'acqua nell'Holland Tunnel, la statale innevata che si sno-
dava nella Pannsylvania, il branco di lupi in cerca di preda; e, nello spazio
di secondi, migliaia d'altre fuggevoli immagini. Dov'? le domand. E
subito vide l'immagine di un piccone sollevato, come se fosse illuminata
dal lampo.
Sister lo sent frugare nella sua mente, come un mastro ladro alle prese
con la cassaforte: doveva confondere la combinazione, prima che lui en-
trasse. Serr con forza gli occhi e inizi a sollevare il coperchio dell'espe-
rienza pi orribile, quella che l'aveva spinta urlando fin sull'orlo della fol-
lia, che l'aveva fatta diventare Sister Creep. Il coperchio aveva cardini ar-
rugginiti, perch da molto tempo non lo apriva per guardare dentro; ma ora
Sister lo sollev e si costrinse a guardare quel giorno piovoso sull'autostra-
da.
L'uomo con l'occhio scarlatto fu accecato dalla luce azzurra che roteava,
ud una voce maschile dire: La dia a me, signora. Su, la dia a me. L'im-
magine divenne pi distinta; a un tratto lui si ritrov a reggere fra le brac-
cia il cadaverino di una bimba con il viso maciullato; l accanto, una mac-
china capovolta mandava fumo sibilante dal radiatore. Pi in l, sull'asfalto
insanguinato c'erano schegge di vetro e minuscoli frammenti scintillanti.
La dia a me, signora. Ce ne prenderemo cura noi, adesso diceva un gio-
vanotto in impermeabile giallo allungando la mano verso la bambina.
No disse Sister, piano, dolorosamente, sprofondata appieno in quel-
l'attimo spaventoso. Non... gliela... dar. Era una voce confusa, ubriaca.
Friend si ritrasse dalla mente e dai ricordi di Sister. Resistette all'impulso
di torcerle il collo. O Sister era pi forte di quanto aveva creduto... oppure
era crollata subito. E intanto lui sentiva su di s lo sguardo dell'altra picco-
la puttana! Qualcosa, in lei... la sua stessa presenza... lo prosciugava d'ogni
potere! S, la maligna aggressivit della ragazza lo indeboliva. Sarebbe ba-
stato un solo colpo. Un rapido colpo sul cranio ed era tutto finito. Strinse il
pugno e os guardarla in viso. Cos'hai da fissarmi?
Swan non rispose. La faccia dell'uomo era orribile, ma anche coperta da
un sottile velo umido e lucente. Allora, con tutta la calma di cui disponeva,
Swan disse: Perch hai cos paura di me?
Non ho paura! rugg lui. Dalla bocca gli caddero mosche morte. Le
guance gli si arrossarono. Un occhio castano divenne nero come il giaietto,
sotto la pelle del viso le ossa mutarono posizione come fondamenta marce
di una casa di cartapesta. Rughe e crepe si allargarono dagli angoli della
bocca, la faccia invecchi di vent'anni in un istante. Il collo rosso e rugoso
trem, mentre Friend riportava lo sguardo su Sister. Croninger! disse.
Porta qui Fratello Timothy.
Senza esitare, Roland usc dalla roulotte.
Potrei uccidere una persona al minuto, finch non mi dirai dov'.
Friend si sporse verso Sister. Da chi potrei iniziare? Dal nero grande e
grosso? O dal ragazzo? E se scegliessi fior da fiore? O vi facessi tirare la
paglia pi corta, o estrarre i nomi dal cappello? Non me ne frega niente.
Dove l'hai nascosto?
Di nuovo vide solo il faro girevole azzurro e il luogo dell'incidente. Un
piccone, pens; un piccone. Guard i vestiti e le mani della donna, sporchi
di terra. L'hai sotterrato, vero?
Il viso di Sister rimase impassibile; gli occhi, strettamente serrati.
L'hai... sotterrato mormor lui, sogghignando.
Swan tent di distrarlo. Guard il colonnello Macklin, Cosa vuoi da
me? domand. Ti ascolto.
Hai fatto crescere il granturco.  vero?
La terra fa crescere il granturco.
 stata lei! disse Friend, lasciando un attimo Sister. Lei ha messo i
semi nella terra, lei li ha fatti crescere! Nessun altro ci sarebbe riuscito. La
terra  morta... e lei  l'unica che pu riportarla in vita. Se la tieni con te,
l'Esercito d'Eccellenza avr il cibo che gli occorre! Da una sola pannocchia
lei pu far crescere un campo di granturco.
Macklin fiss Swan. Non aveva mai visto una ragazza cos bella... con
un viso forte, molto forte.  vero? ripet.
S rispose Swan. Ma non far crescere cibo per te. Non far crescere
cibo per un esercito. Non puoi costringermi.
S che puoi! sibil Friend a Macklin, da sopra la spalla. Ha degli a-
mici, l fuori. Uno sporco nero e un ragazzo. Li ho visti io stesso, poco
tempo fa. Quando ci metteremo in marcia, li porteremo con noi; e lei far
crescere le messi per salvarli.
Josh e Robin preferirebbero la morte!
Ma tu preferiresti che morissero? Friend scosse la testa e l'altro occhio
gli divenne verde mare. No, non credo proprio.
Swan lo sapeva. Non poteva rifiutare di aiutarli, se c'era in ballo la vita
di Josh e di Robin. Dove siete diretti? domand, con voce atona.
Ecco qui il nostro Fratello Timothy disse Friend. Te lo dir lui!
Roland e Fratello Timothy erano appena entrati nella roulotte; Roland
teneva saldamente per il braccio l'uomo emaciato, che camminava come in
stato di trance, strisciando i piedi.
Swan si gir verso i due e trasal. Gli occhi del nuovo arrivato erano
sbarrati e sconvolti, cerchiati di viola. La bocca era socchiusa; le labbra,
grigie e cascanti.
Friend batt le mani. Parla Simon! Di' alla piccola puttana dove an-
diamo, Fratello Timothy!
L'uomo emise un gemito confuso. Rabbrivid, poi disse: Sul... monte
Warwick. A trovare Dio.
Ottimo. Parla Simon! Di' dove si trova monte Warwick.
Nella Virginia occidentale. Ci sono stato. Ho vissuto con Dio... per set-
te giorni... e sette notti.
Parla Simon! Cosa combina Dio su monte Warwick?
Fratello Timothy batt le palpebre. Una lacrima gli rotol sulla guancia
destra.
Simon s'arrabbia, Fratello Timothy disse Friend, in tono amabile.
L'uomo uggiol, apr la bocca, agit la testa. La scatola nera... e la
chiave d'argento! disse. Le parole gli uscivano in fretta, ingarbugliate.
La preghiera per l'ora finale. Temete la morte per acqua! Temete la morte
per acqua!
Ottimo. Ora conta fino a dieci.
Fratello Timothy cominci a contare sulle dita. Uno... due... tre... quat-
tro... cinque... sei... Si ferm, perplesso.
Swan si era gi accorta che all'uomo avevano mozzato le altre quattro di-
ta della destra.
Non ho detto: "Parla Simon!" precis Friend.
Le vene sporsero in rilievo sul collo di Fratello Timothy e una rapida
pulsazione gli batt sulla tempia. Lacrime di terrore gli riempirono gli oc-
chi. Fratello Timothy cerc di arretrare, ma Roland aument la stretta sul
braccio. Vi prego mormor Fratello Timothy con voce rauca. Non fa-
temi... altro male. Vi porter da lui, lo giuro! Ma non fatemi... pi male...
La voce si ruppe in singhiozzi e l'uomo si fece piccolo piccolo, mentre
Friend gli si accostava.
Non ti faremo male. Friend gli accarezz i capelli madidi. Non ce lo
sogneremmo neppure. Volevamo solo mostrare alle signore cosa pu fare
il potere di persuasione. Sarebbero davvero stupide, se non facessero quel
che diciamo, vero?
Stupide conferm Fratello Timothy, con un ghigno da zombie. Mol-
to stupide.
Bravo cane. Friend gli batt dei colpetti sulla testa. Poi torn a fianco
di Sister, le afferr la nuca, le gir la testa verso Fratello Timothy; con l'al-
tra mano le apr a forza un occhio. Guardalo! grid e prese a scuoterla.
Il suo tocco diffuse nel corpo di Sister un gelo insopportabile, un dolore
alle ossa; la donna non ebbe altra scelta che guardare l'uomo storpiato,
fermo davanti a lei.
Il capitano Croninger ha una graziosa stanza da gioco. La bocca di
Friend le sfiorava l'orecchio, Ti concedo fino all'alba per ricordare dove
hai nascosto quella robetta. Se non ti torna la memoria, il buon capitano
comincer a scegliere persone dal recinto e a giocarci. E tu guarderai, per-
ch il primo gioco sar quello di tagliarti le palpebre. Strinse la mano
come un cappio.
Sister rimase muta. Il faro blu continu a girare nella sua mente, il gio-
vanotto in impermeabile giallo continu ad allungare la mano verso la
bambina morta che lei teneva fra le braccia.
Chiunque fosse mormor Friend spero che sia morta odiandoti.
Friend sent che Swan lo fissava, che gli occhi della ragazza gli scava-
vano nell'anima; ritrasse la mano, prima che la furia cieca gli facesse spez-
zare l'osso del collo di Sister. Poi non riusc pi a sopportare lo sguardo e
si gir di scatto verso Swan. Il viso della ragazza distava venti centimetri
dal suo. Ti uccider, puttana! rugg Friend.
Swan us fino all'ultima briciola di forza di volont per non ritrarsi. So-
stenne il suo sguardo, come una mano di ferro che imprigioni un serpente.
No, non mi ucciderai replic. Hai detto che per te non ho alcun valore.
Ma mentivi.
Pigmento scuro stri la faccia pallida di Friend. La mascella si allung,
sulla fronte si apr una falsa bocca, simile a una ferita slabbrata. Un occhio
rimase castano, mentre l'altro diventava cremisi, come se si fosse riempito
di sangue. Schiacciala, pens Friend; schiaccia a morte la puttana!
Ma non la schiacci. Non poteva! Sapeva, anche nell'abietto groviglio
del proprio odio, che in lei c'era un potere superiore alla sua stessa com-
prensione e che qualcosa, nel suo intimo, lo bramava come un cuore mala-
to. La disprezzava, voleva romperle le ossa... ma nello stesso tempo non
osava toccarla, perch il fuoco in lei avrebbe potuto ridurlo in cenere.
Si tir indietro; assunse la faccia da latino, poi da orientale, infine si
blocc a met di un cambiamento. Verrai con noi, quando ci metteremo
in marcia promise. La voce, aspra e acuta, passava da un'estremit all'al-
tra delle ottave. Prima andremo nella Virginia occidentale... a trovare
Dio. Pronunci la parola con tono di scherno. Poi ti troveremo una gra-
ziosa fattoria con tanto terreno. E ti procureremo i semi. Troveremo quel
che ti occorre, nei silos e nei fienili lungo la strada. Costruiremo un altis-
simo muro intorno alla fattoria e lasceremo anche alcuni soldati a tenerti
compagnia. La bocca sulla fronte sorrise, poi fu riassorbita. E per il re-
sto della tua vita produrrai cibo per l'Esercito d'Eccellenza. Avrai trattori,
mietitrebbia, macchinali di tutti i tipi! E schiavi! Sono sicuro che quello
sporco nero sar in gamba, a tirare l'aratro. Lanci un'occhiata alle due
guardie. Andate a prendere quel bastardo nero. E anche un ragazzo di
nome Robin. Divideranno l'alloggio di Fratello Timothy. A te non importa,
vero?
Fratello Timothy sorrise timidamente. Simon non ha detto: parla Si-
mon!
Dove possiamo sistemare queste due signore? domand Friend al co-
lonnello Macklin.
Non so. In una tenda, penso.
Oh, no! Offriamo alle signore almeno un materasso! Devono star co-
mode, mentre riflettono! Non ci sarebbe una roulotte?
Quella di Sheila sugger Roland. Cos lei le terr d'occhio.
Portatele l ordin Friend. Ma voglio due guardie armate davanti alla
porta. Non devono esserci errori. Chiaro?
Signors. Roland impugn la pistola. Dopo di voi disse. Mentre u-
scivano e scendevano la scaletta intagliata, Swan strinse la mano di Sister.
Friend, fermo sulla soglia, le guard allontanarsi. Quanto manca al-
l'alba? domand.
Tre, quattro ore rispose Macklin. Il viso di Swan gli era rimasto im-
presso nella mente, con la chiarezza di una fotografia. Stacc dai chiodi
della mano finta il rapporto sulle perdite, con le cifre suddivise per brigata.
Cerc di concentrarsi sui conteggi, ma non riusciva a dimenticare il viso
della ragazza. Da moltissimo tempo non vedeva una simile bellezza: tra-
scendeva il sesso... era pulita, potente e nuova. Si ritrov a fissare i chiodi
sporgenti dal palmo e le fasce luride che gli circondavano il polso. Per un
istante sent il proprio odore: il lezzo a momenti lo spinse a vomitare.
Alz gli occhi su Fratello Timothy, fermo sulla soglia; all'improvviso il
cervello gli si schiar, come nubi spazzate da un vento ardente.
Oddio, pens, sono in lega con...
Friend gir leggermente la testa. A cosa pensi? domand.
Oh, niente. Riflettevo, tutto qui.
Pensare inguaia la gente. Parla Simon! Non  vero, Fratello Timothy?
Verissimo! rispose l'altro, con voce stridula. E batt le mani mutilate.
86
Sono l'ospite disse a un tratto la donna seduta nell'angolo, sopra un
mucchio di guanciali sporchi.
Erano le sue prime parole, da quando, pi di un'ora prima, avevano spin-
to le due donne nella lurida roulotte. Era rimasta l seduta e si era limitata a
guardarle, mentre Swan si stendeva su un materasso privo di lenzuola e Si-
ster camminava avanti e indietro.
La festa  di vostro gradimento?
Sister smise di camminare nervosamente e la fiss, incredula, per qual-
che secondo, prima di ricominciare. C'erano nove passi, da una parete al-
l'altra.
Be' disse la donna, scrollando le spalle se dobbiamo dormire sotto lo
stesso tetto, almeno presentiamoci. Mi chiamo Sheila Fontana.
Tanto piacere brontol Sister.
Swan si alz a sedere, esamin attentamente la donna dai capelli neri, al-
la luce dell'unica lampada a cherosene. Sheila Fontana era magra, quasi
emaciata, con la pelle giallastra e il viso tirato. I capelli neri, sporchi e
smorti, lasciavano intravedere il cuoio capelluto alla sommit del cranio.
Per terra, intorno a lei, erano disseminate lattine vuote, bottiglie, altri rifiu-
ti. La donna indossava indumenti macchiati e sporchi sotto il pesante cap-
potto di velluto a coste; ma le unghie, per quanto spezzate e rosicchiate fi-
no alla carne, erano meticolosamente smaltate di rosso vivo. Entrando nel-
la roulotte, Swan aveva notato la toeletta coperta di boccette di cosmetici,
tubetti di rossetto e simili; ora diede un'occhiata allo specchio sul quale e-
rano attaccati ritagli di riviste con foto di giovani modelle dal viso fresco.
Riport l'attenzione su Sheila. E tu cosa fai, qui?
Un po' di tutto, mia cara. Sheila sorrise, mostrando gengive grigie e
rinsecchite. Sono una DDC.
DDC? Cosa significa?
Dama di compagnia. In questo momento, dovrei essere fuori a battere.
Dopo una battaglia, una brava DDC trova clienti finch non ne pu pi.
Gli scontri fanno venire agli uomini la voglia di chiavare.
Eh?
Vuol dire che  una puttana spieg Sister. Cristo, si sente dall'odore,
qui dentro.
Scusami, ma ho appena terminato il deodorante. Se vuoi, spargi pure in
aria un po' di profumo. Indic i resti secchi e gommosi nelle boccette sul-
la toeletta.
No, grazie. Sister and alla porta; gir la maniglia, apr e si trov fac-
cia a faccia con due guardie, ferme subito fuori.
Tutt'e due erano armate di fucile. Una disse: Torna dentro.
Voglio solo una boccata d'aria pura. Ti dispiace?
La canna del fucile le tocc il petto. Torna dentro! ordin la guardia,
dandole una spinta. Sister sbatt la porta.
Gli uomini sono bestie disse Sheila. Non capiscono che una donna
ha bisogno della sua intimit.
Dobbiamo andarcene di qui! La voce di Sister trem, sull'orlo del pa-
nico. Se lui lo trova, lo distrugger... e se non gli dico dov', si metter a
uccidere la gente!
Se trova cosa? Sheila si strinse al petto le ginocchia.
Prest sar l'alba continu Sister. Oh, mio Dio! Si appoggi alla pa-
rete, incapace di reggersi in piedi. Lo trover! Non posso impedirgli di
trovarlo!
Ehi, donna! disse Sheila. Nessuno t'ha mai detto che sei pazza?
Sister era vicinissima a crollare, cap Swan. Anche lei era nella stessa si-
tuazione, ma evitava di pensare all'immediato futuro. Da quanto tempo
sei con loro? domand a Sheila.
Sheila sorrise appena... un sorriso orribile, in quel volto smunto e smor-
to. Da sempre rispose. Oh, Cristo, quanto vorrei avere un po' di coca!
O un paio di pillole. Se avessi una sola Bellezza Nera, farei a fettine quel
bastardo e starei in paradiso per una maledetta settimana! Non avete per
caso un po' di droga, no?
No.
Mi pareva. Nessuno ne ha pi. L'avranno fumata, sniffata, ingollata tut-
ta. Merda. Scosse tristemente la testa, come se piangesse la morte di una
civilt perduta. Come ti chiami, tesoro?
Swan.
Sheila ripet il nome. Grazioso. E insolito. Conoscevo una ragazza che
si chiamava Colomba. Faceva l'autostop vicino a El Cerrito. Rudy e io ci
siamo fermati... Si blocc. Ascoltate! mormor in tono pressante. Non
lo udite?
Swan ud alcuni uomini ridere nei pressi e in lontananza il rumore di
spari.
Il bambino! Sheila si port la mano alla bocca. I suoi occhi erano poz-
zi di tenebra. Non udite piangere il bambino?
Swan scosse la testa.
Oh... Gesummio! Sheila quasi soffocava di terrore. Il bambino pian-
ge! Fatelo smettere, per favore! Si tur le orecchie, si raggomitol in po-
sizione fetale. Oh, Dio, ti prego, fallo smettere!
 pazza disse Sister. Ma Swan si alz dal materasso e si accost alla
donna. Meglio lasciarla in pace l'ammon Sister. Sembra fuori di s.
Fatelo smettere... fatelo smettere... oh, Cristo, fatelo smettere farneti-
cava Sheila, rannicchiata nell'angolo. Il viso luccicava di sudore; il puzzo
era opprimente. Ma Swan non si ritrasse. Si sedette accanto a lei, esit, al-
lung la mano a toccarla. La mano di Sheila trov quella di Swan e la
strinse dolorosamente.
Per favore... fai smettere il pianto del bambino supplic Sheila.
Non ci sono bambini, qui. Ci siamo solo noi.
Lo sento piangere! Lo sento!
Swan non sapeva quale tormento vivesse la donna, ma non sopportava di
vederla soffrire. Strinse la mano di Sheila e si chin su di lei. S disse
piano anch'io sento piangere. Un pianto di bimbo. Giusto?
S! S! Fallo smettere, prima che sia troppo tardi!
Troppo tardi? Troppo tardi per cosa?
Troppo tardi per vivere! Le dita si Sheila si conficcarono nella mano
di Swan. Lui lo uccider, se non smette di piangere!
Capisco disse Swan. Un momento, un momento. Il bambino ora
smette di piangere. Il suono svanisce.
No, non smette! Lo sento ancora...
Il suono svanisce ripet Swan, con il viso a qualche centimetro da
quello di Sheila. Il bimbo si cheta. Si cheta. Non lo sento pi. Qualcuno si
prende cura di lui. Ora c' silenzio. Il pianto  cessato.
Sheila trasse un respiro rumoroso, improvviso. Lo trattenne per qualche
secondo, lo lasci uscire in un fievole gemito.  cessato? domand.
S rispose Swan. Il bimbo ha smesso di piangere. Tutto passato.
...  ancora vivo?
Sembrava importantissimo, per lei. Swan annu. Ancora vivo.
Dalla bocca socchiusa di Sheila un filo di saliva col sul labbro e le goc-
ciol in grembo. Swan cerc di liberare la mano, ma Sheila non la lasci
andare.
Ti serve aiuto? disse Sister, ma Swan scosse la testa.
Lentamente Sheila sollev la mano e con la punta delle dita tocc la
guancia di Swan. Gli occhi della donna erano solo due crateri tenebrosi
nella carne cerea. Tu chi sei? mormor Sheila.
Swan. Mi chiamo Swan. Ricordi?
Swan ripet Sheila, con voce gentile, in tono di timore reverenziale.
Il bimbo... non aveva mai smesso di piangere, prima d'ora. Mai smesso di
piangere... finch non moriva. Non so neppure se era un maschietto o una
femminuccia. Non ha mai smesso di piangere, prima. Oh... sei cos bella.
Le dita sporche si mossero sul viso di Swan. Cos bella. Gli uomini sono
bestie, sai. Prendono le cose belle... e le fanno diventare brutte. La voce le
manc. Si mise a piangere piano, la guancia contro la mano di Swan. So-
no stufa d'essere brutta mormor. Oh... cos stufa...
Swan lasci che piangesse, le accarezz la testa. Le dita toccarono croste
e piaghe.
Dopo un poco, Sheila alz la testa. Posso... posso chiederti una cosa?
Certo.
Sheila si asciug gli occhi, si soffi il naso. Mi permetti di... di spaz-
zolarti i capelli?
Swan si alz e aiut Sheila a mettersi in piedi; and alla toeletta e si se-
dette davanti allo specchio. Sheila si mosse, con passo esitante. Dalla toe-
letta prese una spazzola piena di capelli aggrovigliati. Lisci la chioma di
Swan e prese a spazzolarla, a colpi lenti e regolari.
Perch sei qui? le domand. Cosa vogliono da te?
Il tono era basso e reverente. Sister l'aveva gi udito, a Mary's Rest,
quando le persone si rivolgevano a Swan. Prima che la ragazza rispon-
desse, Sister intervenne: Ci terranno chiuse qui dentro. Costringeranno
Swan a lavorare per loro.
Sheila si blocc. Lavorare per loro? Come... come DDC?
In un certo senso.
Lei esit per qualche secondo, poi riprese a spazzolare i capelli di Swan.
Una creatura cos bella mormor. Batt con forza le palpebre, come se
cercasse di cimentarsi con pensieri che avrebbe preferito scacciare.
Sister non sapeva niente di quella donna, ma vide il modo gentile con
cui muoveva la spazzola, l'aria sognante con cui le dita districavano i ca-
pelli arruffati, la maniera con cui continuava ad ammirare nello specchio
l'immagine di Swan per poi passare esitando a guardare i propri lineamenti
grinzosi e sciupati... e decise di correre il rischio.  una vergogna disse
piano che debbano farla diventare brutta.
La spazzola si ferm.
Sister lanci una rapida occhiata a Swan, che cominciava a capire le sue
intenzioni. And a mettersi accanto a Sheila. Non tutti gli uomini sono
bestie disse. Ma questi qui fuori lo sono davvero. Sfrutteranno Swan e la
renderanno brutta. La schiacceranno, la distruggeranno.
Sheila guard nello specchio l'immagine di Swan, poi la propria. Rimase
impietrita.
Tu puoi aiutarci disse Sister. Puoi impedire che la rendano brutta.
No. La sua voce era debole e fiacca, come quella di una bambina
stanca. No, non posso... Sono nessuno.
Puoi aiutarci a uscire di qui. Ti baster parlare alle guardie. Distrarre la
loro attenzione e farle allontanare per un solo minuto. Nient'altro.
No... no...
Sister pos la mano sulle spalle della donna. Guardala. Forza. E ora
guardati. Gli occhi di Sheila si spostarono. Guarda come ti hanno ri-
dotta.
Brutta mormor Sheila. Brutta. Brutta. Brutta...
Per favore, aiutaci ad andarcene.
Per un minuto Sheila non rispose. Sister temette d'averla perduta. A un
tratto Sheila riprese a spazzolare i capelli di Swan. Non posso disse. Ci
uccideranno. Se ne fregano, a loro piace usare i fucili.
Non ci uccideranno. Il colonnello non vuole che moriamo.
Uccideranno me! E poi, dove andiamo? Il mondo  a puttane. Non c'
posto in cui nascondersi.
Dentro di s, Sister imprec, ma Sheila aveva ragione. Anche se fossero
riuscite a fuggire dalla roulotte, sarebbe stata solo questione di tempo pri-
ma che i soldati le riprendessero. Guard l'immagine nello specchio. Swan
mosse d'un millimetro la testa, per farle capire che era inutile continuare
con quella tattica. Sister not le boccette di profumo sul piano della toelet-
ta. Ormai aveva ben poco da perdere. Sheila disse a te piacciono le co-
se belle, vero?
S.
Per il momento, tutto bene. E ora, l'asso. Ti piacerebbe vedere una cosa
veramente bella?
Sheila alz gli occhi. Cosa?
... un segreto. Un tesoro sepolto. Ti piacerebbe vederlo?
So tutto di tesori sepolti. Roland seppell la droga. Uccise il Grassone,
anche.
Sister non bad ai vaneggiameti della donna e continu con ostinazione.
Sheila disse, in tono da cospiratrice io so dov' sotterrato un tesoro. Un
tesoro che potrebbe aiutarci. Se sei una pu... si corresse in fretta una
DDC, le guardie ti lasceranno uscire. L'hai detto tu stessa, dovresti essere
fuori a lavorare. Ma non hai mai visto niente di pi bello di questo tesoro.
Se tu andassi dove ti dir, a prenderlo e a portarlo qui, aiuteresti Swan.
Non  vero, Swan?
S,  vero.
Dovr essere un segreto solo nostro, per riprese Sister, osservando
con attenzione il viso cascante e impassibile di Sheila. Non devi dire a
nessuno dove vai... e non devi farti vedere, mentre lo dissotterri e lo riporti
qui. Devi nasconderlo sotto il cappotto. Te la senti di farlo?
No... non so. Mi sono appena smaltata le unghie.
Il tesoro sepolto pu impedire che la facciano diventare brutta disse
Sister; e vide che a poco a poco l'idea penetrava nel cervello della donna.
Ma sar il nostro segreto. Un segreto fra noi compagne di stanza. D'ac-
cordo? Sheila ancora non rispose. Sister aggiunse: Aiutaci, per favore.
Sheila fiss la sua immagine nello specchio. Quasi non riconobbe il mo-
stro che le restitu lo sguardo. Il colonnello non aveva bisogno di lei, cap.
Non aveva mai avuto bisogno di lei, se non per sfruttarla e maltrattarla. Gli
uomini sono bestie, pens. E ricord la mappa del colonnello, la cartina
della nuova America, con la zona grigia adibita a campi di prigionia.
Non era un paese in cui le sarebbe piaciuto vivere.
Pos la spazzola. Sent che Swan la guardava dallo specchio e cap che
non poteva... non doveva... permettere che facessero diventare brutta come
lei stessa una creatura cos bella.
S disse. Ti aiuter.
87
Alt! grid; e mentre la jeep sbandava sul fango gelido e arato del cam-
po di granturco in rovina, l'uomo dall'occhio scarlatto salt gi dal veicolo
e corse fra le stoppie.
L'ho trovato, pens;  mio! Qualsiasi cosa sia... cerchio di luce, dono
mistico, corona... lo far a pezzi davanti a lei!
Il fango gli s'incollava agli stivali. Inciamp nelle stoppie e quasi cadde,
per la smania di fare ih fretta.
Una luce grigia e fosca tinteggiava le nubi. Nel vento sentiva l'odore di
fumo e di sangue. Calpest i cadaveri nudi che incontrava.
Pensava di essere furba, si disse con rabbia. Furba! Bene, ora avrebbe
capito che lui non era tipo da lasciarsi prendere per il bavero; avrebbe capi-
to che questa era ancora la sua festa, quando, svanito il fumo, avrebbero
contato i cadaveri.
Alle prime luci, le guardie avevano condotto Sister nella roulotte del co-
lonnello e l'avevano fatta sedere al centro della stanza. Si era seduto da-
vanti a lei, mentre Roland e Macklin guardavano. Aveva chinato il suo vi-
so da orientale su quello di Sister e aveva detto, con la strascicata cadenza
meridionale: Dove l'hai sotterrato?
Lei gli aveva sputato in faccia... ma andava bene cos. Certo! Andava
benissimo. Voleva che lei lottasse, che non bloccasse la memoria sulla ma-
ledetta luce girevole azzurra, in modo da poterle premere le mani sulle
guance fino a farle schizzare il sangue dalle narici. E allora, fra la nebbia
del dolore, aveva visto di nuovo il piccone che si alzava e calava nel terre-
no. Sister aveva cercato di barricarsi di nuovo dietro la luce azzurra e di
accecarlo, ma lui era troppo veloce, le era scivolato con facilit nella men-
te, perch la piccola puttana non era l a distrarlo.
Ed eccola l. Era l. L'asse di legno su cui era intagliato un nome:
RUSTY WEATHERS.
Aveva sotterrato il cerchio di vetro nella tomba del cowboy.
Quasi l'aveva uccisa, vedendolo; ma la voleva viva, perch assistesse al-
la distruzione del cerchio di vetro. La tomba era poco pi avanti, nella ra-
dura delimitata dalle stoppie e dalle file di pianticelle di melo, ormai estir-
pate e caricate su un altro camion. Il terreno era stato schiacciato dalle
gomme dei camion e dagli stivali dei soldati; il fango continuava a cercare
di afferrarlo e di trattenerlo.
Arriv nella radura e si guard intorno alla ricerca della lapide di fortuna
che segnava la tomba.
Non c'era.
I segni di pneumatici s'incrociavano nella radura come i quadri del cap-
potto dell'uomo che aveva fatto a pezzi. Guard in tutte le direzioni, riten-
ne di non essere nel punto esatto. Corse ancora una trentina di metri verso
ovest, si ferm ed esamin di nuovo il terreno.
Cadaveri denudati ingombravano la radura. Li scagli lontano, come
bambole rotte, mentre cercava segni della tomba.
Dopo dieci minuti di ricerche frenetiche, trov la lapide... ma giaceva
per terra ed era coperta di fango. Si mise in ginocchio a scavare, usando le
dita e gettandosi alle spalle manciate di terriccio, come un cane che cerchi
l'osso sotterrato di cui non ricorda pi la posizione. Trov solo terra.
Ud delle voci, alz lo sguardo. Quattro soldati setacciavano il campo al-
la ricerca di oggetti sfuggiti alla brigata sciacalli. Voi! Scavate qui! gri-
d; e loro lo fissarono stupidamente, finch lui non si rese conto d'avere
parlato in russo. Scavate! ordin, ritrovando l'inglese. Mettetevi in gi-
nocchio e scavate tutto il maledetto campo!
Uno dei quattro scapp. Gli altri tre esitarono; uno domand: Cosa cer-
chiamo?
Una borsa! Una borsa di pelle!  qui da qualche parte! ... Di colpo si
blocc e gir lo sguardo sulla radura fangosa e devastata. Auto e camion
corazzati vi erano passati sopra per tutta la notte. Centinaia di soldati ave-
vano marciato nella radura e nel campo di granturco. La lapide poteva es-
sere stata abbattuta un'ora, tre ore, sei ore prima. Forse era stata spostata
dalle ruote d'un camion, presa a calci dagli stivali di cinquanta uomini. Im-
possibile dire il posto esatto della tomba. Fu colto da una rabbia frenetica.
Alz la testa e url.
I tre soldati fuggirono, urtandosi nella fretta d'allontanarsi.
L'uomo con l'occhio scarlatto sollev, afferrandolo per il collo e per il
braccio teso e rigido, un cadavere ignudo. Lo gett lontano. Prese a calci la
testa di un altro cadavere, come se fosse pallone da football. S'imbatt in
un terzo cadavere e gli torse il collo finch non sent la spina spezzarsi con
uno schiocco, come corda di chitarra scordata. Poi, sempre cercando con
rabbia, si mise a quattro zampe come un animale e cerc un essere vivente
da uccidere.
Ma era da solo con i morti.
Un momento, pens. Un momento!
Si alz a sedere, con gli abiti sporchi di terriccio e il viso mutevole
schizzato di fango nero. Sogghign. Cominci a sorridere, a ridacchiare,
poi scoppi a ridere con tanta forza che gli ultimi cani rimasti ad aggirarsi
nei vicoli lo udirono e ulularono in risposta.
Se  perduto, pens, nessun altro potr averlo! La terra l'aveva in-
ghiottito e nessuno l'avrebbe mai ritrovato!
Continu a ridere, dandosi dello stupido. Il cerchio di vetro era perduto
per sempre. Ed era stata la stessa Sister a buttarlo via nel fango!
Si sent molto meglio, pi forte e pi lucido. Le cose erano andate come
dovevano. Era sempre la sua festa: la piccola puttana apparteneva a Ma-
cklin, mani umane avevano distrutto Mary's Rest, Sister aveva ceduto il
suo tesoro alla terra nera e inesorabile... e l sarebbe rimasto per sempre,
accanto alle ossa carbonizzate del cowboy.
Si alz, soddisfatto che la tomba fosse perduta; a passo deciso attravers
il campo, diretto al punto in cui l'autista lo aspettava a bordo della jeep. Si
gir per l'ultima occhiata. I denti luccicarono, bianchi nella faccia sporca
di fango. Sarebbe occorsa una prodezza magica, riflett, per far ricompari-
re quel maledetto cerchio di vetro... e l'unico mago di cui conoscesse l'esi-
stenza era lui stesso.
E ora ci rimettiamo in marcia, pens. Portiamo con noi la piccola putta-
na, e portiamo anche Sister, lo sporco nero e il ragazzo, per farla rigare
dritta. Gli altri cani vivano pure in queste miserabili baracche finch non
marciranno... e non ci vorr certo molto.
Adesso andiamo nella Virginia occidentale e su monte Warwick. A tro-
vare Dio. Sorrise. E l'autista, che lo aspettava a poca distanza, vide l'orribi-
le smorfia inumana e rabbrivid. L'uomo con l'occhio scarlatto era ansioso
d'incontrare "Dio", davvero ansioso. Dopo, la piccola puttana sarebbe stata
rinchiusa nella fattoria-prigione e poi... chiss.
Gli piaceva, essere generale a cinque stelle. Un compito per il quale
sembrava particolamente tagliato. Mentre lasciava vagare lo sguardo sulla
distesa di cadaveri ammucchiati, si sent il re di tutto quel che vedeva: era
veramente a casa sua.
88
Al rimbombo che annunciava la cena, Josh sent l'acquolina in bocca
come un animale.
La guardia batteva il calcio del fucile contro il portello posteriore del
camion, segnalando ai tre prigionieri di muoversi in fondo alla loro pri-
gione su ruote. Josh, Robin e Fratello Timothy conoscevano bene il ru-
more. Robin aveva resistito pi di tutti, rifiutando per quattro giorni di
mangiare la brodaglia... finch Josh non gliel'aveva cacciata in gola a for-
za. Dopo, quando Robin aveva voluto prenderlo a pugni, con uno spintone
Josh l'aveva mandato lungo e disteso. Gli aveva detto che l'avrebbe co-
stretto a vivere, gli piacesse o meno.
A quale scopo? aveva domandato Robin, ansioso di fare a pugni, ma
troppo furbo per assalire di nuovo il gigante nero. Tanto, ci uccideranno
comunque!
Non m'importa una cicca se vivi o muori, teppista da strapazzo! aveva
risposto Josh, cercando di farlo arrabbiare perch ritrovasse la voglia di vi-
vere. Se fossi stato un uomo, avresti protetto Swan! Per oggi non ci am-
mazzeranno. Altrimenti non sprecherebbero cibo. Non pensi a Swan? Vuoi
piantare tutto e lasciarla in pasto ai lupi?
Amico, sei pazzo da legare! Swan sar ormai morta, e Sister pure!
Mai pi! Le tengono in vita... come noi. Perci, d'ora in avanti, mangia
la tua razione o, perdio!, ti metto la faccia nella scodella e te la faccio suc-
chiare dal naso! Chiaro?
Sei grande lo aveva schernito Robin, strisciando nel suo solito angolo
e avvolgendosi nella coperta lisa. Ma da allora aveva mangiato il cibo sen-
za esitazioni.
Il portello posteriore del camion era forato da trentasette piccoli buchi -
Josh e Robin li avevano contati molte volte, ne avevano fatto una sorta di
gioco mentale, del tipo "unite con un tratto i puntini" - che lasciavano en-
trare l'aria e la luce fioca e grigia. Servivano anche da spioncini, per guar-
dare che cosa accadeva nell'accampamento e la zona che attraversavano.
Ma ora il portello si alz rotolando sui rulli. La guardia con il fucile - un
sergente che Robin chiamava senza tanta simpatia "lo Smerdato" - ab-
bai: Fuori i secchi!
Accanto a lui, altre due guardie li tennero di mira, pronte a sparare, men-
tre prima Josh, poi Robin e infine Fratello Timothy portavano fuori il pro-
prio secchio dei rifiuti.
Gi! ordin lo Smerdato. In fila per uno! Scattare!
Josh socchiuse gli occhi nella luce nebbiosa del mattino. Il campo si
preparava a muoversi; i soldati smontavano le tende, controllavano gli au-
tomezzi, facevano il pieno da bidoni di benzina posti sui camion delle
provviste. Josh aveva notato che il numero dei bidoni calava rapidamente e
che l'Esercito d'Eccellenza si era lasciato alle spalle parecchi veicoli. Diede
un'occhiata al territorio, mentre si allontanava di una decina di metri a ver-
sare il secchio in un burrone. Sul lato opposto c'erano fitti cespugli e alberi
spogli; in lontananza, montagne aspre e coperte di neve.
Percorrevano una strada statale che portava fra quelle montagne, ma
Josh non sapeva con esattezza dove si trovassero. Aveva perso la nozione
del tempo; pensava che fossero trascorse due settimane dalla partenza da
Mary's Rest, ma non ne era certo. Forse erano tre settimane. Comunque, a
quest'ora si erano lasciati il Missouri molto indietro.
E anche Glory e Aaron. Quando i soldati erano venuti a prendere lui e
Robin, Josh aveva avuto solo il tempo di abbracciare Glory e dirle: Tor-
ner. La donna l'aveva fissato senza vederlo. Ascoltami aveva detto
lui, scuotendola... e finalmente lei era tornata in s e aveva messo a fuoco
il viso del bel gigante nero. Torner. Cerca solo di resistere, capito? E
prenditi cura del bambino, meglio che puoi.
Non tornerai pi. No. Non tornerai.
Torner, ti dico! Non ti ho ancora vista con il vestito di lustrini. Vale la
pena tornare per vederti, no?
Glory gli aveva toccato gentilmente il viso e Josh aveva capito che desi-
derava disperatamente credergli. Poi un soldato gli aveva piantato fra le
costole incrinate la canna del fucile; Josh si era quasi piegato in due per il
dolore... ma si era costretto a restare dritto e a uscire con dignit dal recin-
to.
Quando i camion, le auto e le roulotte dell'Esercito d'Eccellenza avevano
finalmente abbandonato Mary's Rest, una quarantina di persone avevano
seguito il convoglio, gridando il nome di Swan, piangendo e gemendo. I
soldati avevano usato quella gente come bersagli da tirassegno, finch gli
ultimi non aveva girato la schiena e si erano allontanati.
Riportare i secchi! tuon lo Smerdato, quando Robin e Fratello Ti-
mothy abbero vuotato i loro. I tre prigionieri riportarono nel camion i sec-
chi e il sergente ordin: Scodelle pronte!
I tre presero le piccole scodelle di legno avute in dotazione; quasi nello
stesso istante, dalla cucina da campo arriv un pentolone di ghisa. La mi-
nestra acquosa di pomodori in scatola e di gallette sbriciolate fu versata
nelle ciotole; il men dei pasti distribuiti due volte al giorno cambiava di
rado; a volte, nella brodaglia galleggiava una fettina di carne di maiale in
scatola.
Bicchieri!
I prigionieri presentarono il bicchiere di stagno; un soldato li riemp
d'acqua da una borraccia. Il liquido salmastro e oleoso... non proveniva
certo dal pozzo... era ottenuto sciogliendo la neve e lasciava in bocca una
patina, provocava dolori alla gola e ulcere alle gengive. Josh sapeva che
nei camion della sussistenza c'erano grosse botti d'acqua pura, ma a loro
non ne sarebbe toccata neppure una goccia.
Sul camion! ordin lo Smerdato. Quando i prigionieri ubbidirono, il
portello a serranda del camioncino postale fu abbassato e chiuso a ca-
tenaccio: il momento del pasto era terminato.
Dentro il camioncino, ciascuno and al suo solito posto, per consumare
il pasto: Robin in un angolo, Fratello Timothy nell'altro, Josh in mezzo. Al
termine, Josh si avvolse nella coperta sbrindellata, perch l'interno del ca-
mioncino era sempre freddo, e si distese a dormire di nuovo. Robin and
avanti e indietro, per consumare le energie nervose.
Fai meglio a risparmiarti disse Josh, con voce rauca a causa dell'acqua
contaminata.
Per cosa? Oh, s, oggi faremo il tentativo di fuga, eh? Certo! Meglio ri-
sparmiare energie! Si sentiva debole e intorpidito, la testa gli doleva al
punto da rendergli difficile pensare. Era la reazione all'acqua, dopo che a
Mary's Rest quella del pozzo gli aveva purificato l'organismo. Ma per non
impazzire poteva solo camminare avanti e indietro.
Lascia perdere i tentativi di fuga gli disse Josh, forse per la cin-
quantesima volta. Dobbiamo restare accanto a Swan.
Non l'abbiamo pi vista da quando ci hanno chiusi qui dentro! Amico,
chiss cosa le hanno fatto, quei bastardi! Dobbiamo uscire, ti dico... e allo-
ra aiuteremo Swan a scappare!
L'accampamento  grande. Anche se usciamo di qui, come la troviamo?
No, meglio aspettare, tenerci bassi e vedere che intenzioni hanno.
Tenerci bassi? rise Robin, incredulo. Se ci teniamo ancora pi bassi,
avremo la terra sugli occhi! So io che intenzioni hanno. Ci terranno qui
finch non marciremo, oppure ci spareranno lungo la strada. La testa gli
pulsava dolorosamente; fu costretto a mettersi in ginocchio e a stringersi le
tempie, finch il dolore non si calm. Siamo morti disse infine, rauco.
Solo, ancora non ce ne rendiamo conto.
Fratello Timothy lecc la ciotola fino all'ultima goccia; ora aveva in viso
chiazze di barba nera e la pelle bianca come la striscia a zigzag che gli cor-
reva nei capelli unti. L'ho vista disse in tono prosaico... le prime parole
pronunciate in tre giorni. Josh e Robin, sorpresi, rimasero in silenzio. Fra-
tello Timothy alz la testa; gli occhiali avevano una lente incrinata ed era-
no tenuti insieme da un pezzo di nastro adesivo. Swan disse. L'ho vi-
sta.
Josh si alz a sedere. Dove? Dove l'hai vista?
L fuori. Girava intorno a una roulotte. L'altra donna, Sister, era l an-
che lei. Le guardie le seguivano. Sar stata l'ora d'aria. Prese il gavettino
di stagno e sorseggi l'acqua come se fosse oro liquido. Le ho viste... ieri
l'altro, credo. S. Ieri l'altro. Quando sono uscito a leggere le carte topogra-
fiche.
Josh e Robin gli si avvicinarono, lo fissarono con interesse nuovo. Negli
ultimi giorni, i soldati venivano a prendere Fratello Timothy e lo portavano
al centro di comando del colonnello Macklin, dove alle pareti erano appese
carte topografiche del Kentucky e della Virginia occidentale. Fratello Ti-
mothy rispondeva alle domande del capitano Croninger, di Macklin e del-
l'uomo che si faceva chiamare Friend; sulla cartina aveva indicato la sta-
zione sciistica di monte Warwick, nella contea di Pocahontas, subito a o-
vest del confine della Virginia e delle macchie scure degli Allegheny. Ma
quello non era il luogo in cui aveva trovato Dio, aveva detto; la stazione
sciistica era ai piedi del lato orientale di monte Warwick, ma Dio viveva in
alto, sul lato opposto, dove c'erano le miniere di carbone.
Dai discorsi confusi e spesso incoerenti di Fratello Timothy Josh riusc
solo a stabilire che molto tempo prima l'uomo si era trovato in un pulmino,
o con la famiglia o con un altro gruppo di superstiti, diretto a ovest, in un
punto imprecisato della Virginia. Qualcuno li inseguiva: gente in motoci-
cletta che aveva dato loro la caccia per sessanta chilometri. Il pulmino era
uscito di strada o aveva fuso il motore, ma loro erano arrivati a piedi al-
l'Hotel Monte Warwick, chiuso... e l erano stati bloccati dai motociclisti,
che li avevano assaliti con machete, coltelli da macellaio e mannaie.
Fratello Timothy ricordava di essere rimasto disteso bocconi in un cu-
mulo di neve. Aveva il viso coperto di sangue e udiva flebili urla di soffe-
renza. Ben presto le grida erano terminate e dal camino di pietra dell'alber-
go si era alzato il fumo. Lui si era messo a correre e aveva continuato in
mezzo ai boschi; poi aveva trovato una grotta abbastanza grande da offrir-
gli rifugio durante la lunga e gelida notte. Il giorno dopo si era imbattuto in
Dio, che l'aveva ospitato finch i motociclisti non avevano smesso di cer-
carlo e non se n'erano andati.
Allora, cosa ci dici di lei? lo incit Robin, spazientito. Stava bene?
Chi?
Swan. Stava bene?
Oh, s. Sembrava in buone condizioni. Un po' smagrita, forse. Per il re-
sto, A-OK. Sorseggi l'acqua, la tenne sulla lingua. Un'espressione che
mi ha insegnato Dio.
Sentimi bene, vecchio pazzo! Robin lo agguant per il colletto del
cappotto sudicio. In quale parte del campo l'hai vista?
So dove la tengono. Nella roulotte di Sheila Fontana, nel settore DDC.
DDC? Cosa sarebbe? domand Josh.
Il settore a luce rossa, lo chiamerei. Dove stanno le puttane.
Josh scacci il primo pensiero che gli venne in mente: no, no, a Swan
non avrebbero fatto fare la prostituta. Macklin voleva sfruttare in favore
dell'esercito il suo talento, non avrebbe rischiato che la ferissero o le attac-
cassero qualche malattia. Josh compiangeva il pazzo che avesse provato ad
approfittare di Swan.
Non... penserai... La voce di Robin si affievol. Il giovane si sent
mancare il fiato e girare la testa, come se avesse ricevuto un calcio allo
stomaco. E se un segno sul viso di Josh avesse confermato il suo timore,
sarebbe impazzito all'istante.
No rispose Josh. Non  l per quello.
Robin gli credette. O volle credere, con tutte le sue forze. Lasci Fratello
Timothy e and a sedersi contro la fiancata, ginocchia strette al petto.
Chi  Sheila Fontana? domand Josh. Una prostituta?
Fratello Timothy annu e torn a sorseggiare lentamente l'acqua. Le
sorveglia per conto del colonnello Macklin.
Josh guard la prigione di fortuna e sent le pareti premergli addosso.
Aveva nausea del metallo freddo, nausea della puzza, nausea di quei tenta-
sette fori nel portello. Maledizione! Non c' proprio nessuna via d'usci-
ta?
S rispose Fratello Timothy.
La risposta risvegli di colpo l'attenzione di Robin.
Fratello Timothy alz il gavettino di stagno. Pass il dito sopra lo spun-
tone affilato rimasto al posto del manico. Ecco la via d'uscita disse pia-
no. Puoi usarlo per tagliarti la gola, se ne hai voglia. Bevve l'acqua re-
stante e offr a Josh il gavettino.
No, grazie. Ma tu fai pure.
Fratello Timothy sorrise appena. Mise da parte il gavettino. Lo farei, se
avessi perso la speranza. Ma spero ancora.
Che ne dite di far ridere anche me? sbott Robin.
Li guido da Dio.
Robin si accigli. Scusami se non mi metto a fare salti di gioia.
Siamo tutt'orecchi disse Josh.
Fratello Timothy rimase in silenzio. Josh pens che non avrebbe detto
pi niente. Ma l'uomo si appoggi contro la fiancata e disse piano: Dio mi
ha rivelato che la preghiera per l'ora finale porter gli artigli dei cieli sulla
testa dei malvagi. Nell'ultima ora, tutto il male sar spazzato via e il mon-
do sar ripulito a nuovo. Dio mi ha detto... che avrebbe aspettato su monte
Warwick.
Aspettato cosa? domand Robin.
Di vedere chi avrebbe vinto spieg Fratello Timothy. Il Bene, o il
Male. E quando guider l'Esercito d'Eccellenza del colonnelo Macklin su
per monte Warwick, Dio vedr da s chi sono i vincitori. Non permetter
al Male di vincere, oh, no. Scosse la testa, con occhi sognanti e beati.
Vedr che  giunta l'ora finale e pregher la macchina che chiama gli ar-
tigli dei cieli. Guard Josh. Capisci?
No. Quale macchina?
Quella che parla e che pensa, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Non
hai mai visto una macchina simile. L'ha costruita l'esercito di Dio, molto
tempo fa. E Dio sa come usarla. Aspetta e vedrai.
Dio non vive in cima a una montagna! disse Robin. Se lass c'
qualcuno, sar solo un pazzo che crede d'essere Dio.
Fratello Timothy gir lentamente la testa verso Robin. Il viso era teso;
gli occhi, fermi. Vedrai. Nell'ora finale, vedrai. Perch il mondo sar di
nuovo ripulito e tutto ci che esiste non ci sar pi. L'ultimo Bene deve
morire con il Male. Deve morire, perch il mondo rinasca. Tu devi morire.
E anche tu. Guard Josh. E io. E perfino Swan.
Ma certo! lo derise Robin. Per la sincerit dell'uomo gli diede i bri-
vidi. Non mi piacerebbe essere al tuo posto, quando il vecchio colonnello
Mack scoprir che l'hai preso in giro.
Presto, giovanotto disse Fratello Timothy. Molto presto. In questo
momento siamo sulla Statale 60 e ieri abbiamo attraversato Charleston.
Non era rimasto molto, a Charleston: solo edifici bruciati e deserti, un
fiume salmastro e contaminato, forse duecento persone che vivevano in
tuguri di legno e di fango. L'Esercito d'Eccellenza si era affrettato a depre-
dare armi da fuoco, munizioni, indumenti e le misere provviste di cibo.
L'EDE aveva gi razziato cinque villaggi, da quando aveva lasciato Mary's
Rest; nessuno aveva opposto la minima resistenza.
Seguiremo la Statale 60 fino all'incrocio con la 219 continu Fratello
Timothy e poi gireremo a nord. Ci sar una citt fantasma chiamata Sla-
tyfork, entro sessanta o settanta chilometri. Per un poco sono rimasto na-
scosto l, quando ho lasciato Dio. Speravo che mi richiamasse, ma non l'ha
fatto. Da questa citt, una strada va a est, su per monte Warwick. E l tro-
veremo Dio in attesa. Gli brillarono gli occhi. Oh, s! Lo so bene, perch
ho sempre sperato di tornare da lui. Vi suggerisco di prepararvi all'ora fi-
nale... e di pregare per la vostra anima.
Strisci nel suo angolo. Per un bel pezzo Josh e Robin lo udirono bor-
bottare e pregare, con voce acuta e monotona.
Robin scosse la testa e si distese sul fianco a pensare.
Fratello Timothy aveva lasciato per terra il gavettino di stagno. Josh lo
raccolse, lo fiss pensierosamente per qualche secondo. Pass il dito sul
bordo tagliente del manico.
Sul dito comparve una sottile riga di sangue.
89
Ti prego disse Sheila Fontana, toccando la spalla di Sister. Posso...
tenerlo di nuovo?
Sister, seduta per terra sul materasso, beveva l'orribile minestra che le
guardie avevano appena portato. Lanci un'occhiata a Swan, seduta l vici-
no, con in mano la ciotola di brodaglia della prima colazione; poi alz la
coperta sottile stesa sulla met inferiore del materasso, infil la mano nello
squarcio dal quale era stata tolta un po' d'imbottitura e frug dentro.
Ne trasse la logora borsa di cuoio e la tese a Sheila.
Con gli occhi accesi, Sheila si sedette per terra, come avevano fatto un
tempo i bambini, la mattina di Natale.
Apr frettolosamente la cerniera, infil la mano, prese il cerchio di vetro.
Fuochi blu scuro ne incresparono la superficie, risplendettero per qual-
che secondo, si affievolirono. Il blu scuro si adegu alle pulsazioni rapide
di Sheila. Oggi  pi luminoso! esclam lei, accarezzando il cerchio di
vetro, nel quale ormai rimaneva solo una punta. Non ti pare pi luminoso,
oggi?
Certo convenne Swan. Risplende pi di ieri.
Oh...  bello. Bellissimo. Lo tese a Sister. Fallo risplendere.
Quando Sister strinse le mani sulla fredda superficie del cerchio, le pie-
tre preziose si accesero e il fuoco divamp lungo i filamenti imprigionati
nel vetro.
Sheila lo fiss, estasiata; nella luce meravigliosa, la sua faccia perdette la
durezza e le rughe; i segni si ammorbidirono, il peso degli anni cadde via.
Quella notte di parecchi giorni prima, Sheila aveva seguito alla lettera le i-
struzioni di Sister. Era andata nel campo, aveva cercato la lapide con la
scritta RUSTY WEATHERS. Nel campo passavano camion e auto coraz-
zate, i soldati le avevano rivolto offerte per prenderla in giro, ma nessuno
l'aveva infastidita. In principio non era riuscita a trovare la lapide e aveva
girato avanti e indietro per il campo. Alla fine l'aveva trovata, ancora infis-
sa nel terreno, ma piegata bizzarramente su un lato e quasi divelta. Si era
messa in ginocchio e con le dita aveva scavato la terra sconvolta. Final-
mente aveva visto sporgere un angolo della borsa di cuoio e l'aveva dissot-
terrata. Senza aprirla, l'aveva nascosta sotto il cappotto, perch nessuno
gliela portasse via. E aveva seguito l'ultima istruzione di Sister: aveva
strappato la lapide, l'aveva portata lontano dalla tomba e l'aveva lasciata l
nel fango.
Reggendo la borsa fra le pieghe del cappotto e tenendo nascoste le mani
sporche di fango, era tornata alla roulotte. Una delle due guardie l'aveva
presa in giro: Ehi, Sheila, t'hanno pagato o l'hai fatto di nuovo gratis?
L'altro soldato, con un sorriso lascivo, aveva tentato di palparle i seni, ma
Sheila gli aveva sbattuto la porta in faccia.
Bellissimo mormor Sheila, guardando risplendere le gemme. Bel-
lissimo.
Sheila era incantata dal cerchio e aveva mantenuto il segreto. Nel pe-
riodo trascorso insieme, aveva raccontato a Sister e a Swan che vita faceva
prima del 17 luglio e dopo che lei e Rudy erano stati assaliti dal colonnello
Macklin e da Roland Croninger nella terra delle larve, al limitare del
Grande Lago Salato. Ormai udiva di rado il bimbo piangere e Rudy non
strisciava pi verso di lei, negli incubi; appena il bimbo si metteva a pian-
gere, Swan era sempre l a farlo smettere.
Bellissimo mormor.
Sister la fiss per un momento... poi spezz l'ultima punta di vetro. Ec-
co disse, mentre la scheggia s'increspava di luci color smeraldo e zaffiro;
la tese a Sheila, che guardava ammutolita. Prendila.  tua.
Mia?
Certo. Non so dove saremo domani, o fra una settimana. Ma voglio che
tu la conservi. Prendila.
Lentamente Sheila alz la mano. Esit. Forza disse Sister. Allora
Sheila prese la scheggia e subito i colori divennero pi cupi, si mutarono in
un blu intenso. Ma nel profondo del vetro c'era una piccola scintilla color
rosso rubino, simile alla fiammella d'una candela. Grazie... grazie disse
Sheila, quasi sopraffatta dall'emozione. Non pens che avrebbe avuto un
valore di parecchie centinaia di migliaia di dollari, nel mondo d'una volta.
Accarezz amorevolmente la minuscola scintilla rossa. Diventer pi vi-
vida, vero? domand, piena di speranza.
S rispose Sister. Ne sono sicura.
Poi rivolse l'attenzione a Swan e cap che l'ora era giunta.
Ricord la frase del Rigattiere, quando voleva guardare che cosa c'era
nella borsa: Non si possono tenere per sempre le cose. Bisogna farle gira-
re.
Sapeva che cos'era il cerchio di vetro. Lo sapeva da molto tempo. Ora,
spezzata l'ultima punta, la risposta era ancora pi chiara. Beth Phelps l'a-
veva intuito, molto tempo prima, fra le macerie della chiesa, quando aveva
detto che le ricordava la Statua della Libert. Potrebbe essere una corona,
no? aveva detto Beth.
Anche l'uomo con l'occhio scarlatto l'aveva intuito, quando le aveva do-
mandato dov'era: Il cerchio. La corona aveva detto.
La corona.
E Sister sapeva a chi quella corona apparteneva. L'aveva saputo appena
aveva incontrato Swan a Mary's Rest e aveva visto crescere il nuovo gran-
turco.
Non si possono tenere per sempre le cose, pens. Ma desiderava tenerla,
davvero. Era diventata la sua vita. La corona di vetro l'aveva tirata su, l'a-
veva spinta avanti, un passo alla volta, in quella terra d'incubo. Lei si era
aggrappata alla corona, con il fervore e la gelosia di un'accattona di New
York: aveva versato il sangue, suo e di altri, per tenerla.
E adesso era il momento. S. Adesso era il momento.
Il sentiero nel sogno era giunto al termine. Quando guardava nel vetro,
vedeva splendide gemme e fili d'oro e d'argento, nient'altro.
Toccava a Swan compiere il passo successivo.
Si alz dal materasso e si accost a Swan, reggendo davanti a s lo scin-
tillante cerchio di vetro. Swan cap che era quella, la figura scorta nello
specchio magico di Rusty. Alzati disse Sister, con voce tremante.
Swan si alz.
Questa appartiene a te disse Sister.  sempre stata tua. Io l'ho soltan-
to custodita. Con il dito segu un filamento di platino, che sfrigol dentro
il vetro. Ma voglio che tu tenga a mente una cosa, e che non la scordi
mai: se un miracolo pu trasformare la sabbia in un oggetto come questo...
allora immagina... sogna... cosa pu diventare la gente. E pos la corona
sulla testa di Swan.
Il cerchio si adattava alla perfezione.
All'improvviso una luce dorata brill in tutta la corona, si attenu, torn
a brillare. La luminosit costrinse Sister e Sheila a socchiudere gli occhi; e
all'interno dell'oro, altri colori sbocciarono come giardino ai raggi di sole.
Sheila si port la mano alla bocca; gli occhi le si riempirono di lacrime,
cominci a ridere e a piangere nello stesso tempo, mentre i colori le inon-
davano il viso.
Sister sent il calore che irradiava dal vetro, sorprendente e forte, come
se imprigionasse una vampata di sole. La corona era cos fulgida che lei fu
costretta a ritrarsi d'un passo, ad alzare la mano a protezione degli occhi.
Cosa succede? disse Swan, accorgendosi della luminosit e di un cal-
do formicolio al cuoio capelluto. Preoccupata, alz la mano per togliersi la
corona. Ma Sister disse: No! Non toccarla!
La luce dorata, infuocata, ruscellava nei capelli di Swan. La ragazza si
teneva eretta come se avesse un libro in equilibrio sulla testa, spaventata
ma anche eccitata.
Le luce d'oro divamp di nuovo. I capelli di Swan parvero in fiamme. La
luce si diffondeva in filamenti sulla fronte e lungo le guance; il viso di
Swan divenne allora una maschera di luce... uno spettacolo meraviglioso e
terrificante, che quasi fece cadere in ginocchio Sister. L'intenso splendore
si diffuse sulla gola e sul collo di Swan, serpeggi come fumo dorato lun-
go le spalle e le braccia, s'incresp sulle mani e intorno alle dita.
Sister allung la mano verso Swan, penetr nell'alone luminoso, sfior la
guancia... ma ebbe l'impressione d'incontrare una corazza, anche se scor-
geva debolmente gli occhi e i tratti del viso. Non riusc a toccare la pelle...
n le guance, n il mento, n la fronte... niente.
Oh, Dio, pens Sister. La corona intesseva un'armatura di luce intorno al
corpo di Swan.
L'aveva ricoperta fin quasi alla cintola. Swan si sentiva come nel cuore
d'una torcia, ma il calore non era spiacevole e l'infuocato riflesso sulle pa-
reti e sul viso di Sister e di Sheila le parve solo lievemente sfumato d'oro.
Si guard le braccia, le vide in fiamme; arricci le dita e le parve che fun-
zionassero... non sentiva dolore, n rigidit, n altro. La luce si mosse con
lei, ader alla carne come una seconda pelle. Il fuoco cominci a strisciarle
lungo le gambe.
Swan si mosse, nel bozzolo di luce, verso lo specchio. Lo spettacolo fu
eccessivo anche per lei. Afferr la corona e se la tolse.
Il bagliore dorato impallid quasi all'istante. Puls... puls... e l'armatura
di luce evapor come nebbia.
Swan torn quella che era prima, una semplice ragazza che reggeva un
cerchio di vetro scintillante.
Per un minuto non riusc a trovare la voce. Poi tese la corona a Sister e
le disse:  meglio... che sia tu a tenerla per me.
Lentamente Sister accett la corona. La rimise nella borsa e chiuse la
cerniera. Poi, muovendosi come sonnambula, scost la coperta e rimise la
borsa dentro il materasso. Ma negli occhi aveva ancora i riflessi di quel
fuoco dorato e non avrebbe mai pi dimenticato, fino alla morte, lo spetta-
colo appena visto.
Si domand che cosa sarebbe successo se, per prova, avesse tentato di
colpire con un pugno Swan. Ma non aveva alcuna voglia di ritrovarsi con
le nocche rotte, solo per il gusto di scoprirlo. L'armatura avrebbe respinto
anche la lama d'un coltello? Un proiettile? Le schegge di granata?
Di tutti i poteri che il cerchio di vetro conteneva, questo era uno dei
massimi... ed era riservato alla sola Swan.
Sheila alz davanti agli occhi il suo frammento di corona. La scintilla
rossa era pi intensa, ne era certa. And a nascondere nel materasso anche
il frammento.
E forse trenta secondi dopo, bussarono con forza alla porta. Sheila!
chiam una guardia. Stiamo per metterci in marcia!
Va bene rispose lei. Va bene. Siamo pronte.
Tutto a posto, l dentro?
S, tutto a posto.
Oggi guido io la motrice. Partiamo fra quindici minuti. Una catena
sferragli, quando l'agganciarono alla maniglia per bloccare la porta. Segu
lo scatto secco del lucchetto. Adesso sei a posto.
Grazie, Danny! disse Sheila. Quando la guardia se ne fu andata, Sister
s'inginocchi accanto a Swan e si premette sulla guancia la mano della ra-
gazza.
Ma Swan era persa nei suoi pensieri. Rivedeva campi verdeggianti e
frutteti. Erano immagini di cose che si sarebbero verificate, oppure che a-
vrebbero potuto verificarsi? Erano visioni della fattoria-prigione, con i
campi curati da schiavi e da macchinari sferraglianti, oppure di luoghi pri-
vi di filo spinato e di brutalit?
Non lo sapeva, ma cap che ogni chilometro percorso la portava pi vi-
cino alla risposta, dovunque si trovasse.
Nel centro di comando di Macklin, ci si preparava a partire. Sul tavolo
c'erano il prospetto delle assegnazioni di carburante della Brigata Mecca-
nici. Roland era in piedi accanto a Friend, davanti alla carta della Virginia
occidentale. Una linea rossa segnava il progresso compiuto lungo la Stata-
le 60. Roland si accost a Friend pi che poteva: torturato dalla febbre,
traeva conforto dal freddo che l'altro emanava. La notte prima, il dolore al
viso l'aveva fatto impazzire: avrebbe giurato d'avere sentito le ossa spo-
starsi, sotto le bende.
Abbiamo solo nove bidoni disse Macklin. Se non troviamo altra
benzina, dovremo abbandonare dei veicoli. Alz gli occhi dal prospetto.
Quella maledetta strada di montagna costringer i motori a consumare pi
benzina. Sono sempre del parere di rinunciare e di andare alla ricerca di
carburante.
Gli altri due non risposero.
Non avete sentito? Dobbiamo avere pi benzina, prima di cominciare
quella...
Cosa gli prende oggi al colonnello Macreen? Friend si gir verso di
lui e Macklin vide con un sobbalzo d'orrore che la faccia dell'uomo era
cambiata di nuovo: gli occhi erano obliqui; i capelli neri, incollati al cra-
nio. La carne era d'un giallo pallido... Macklin vedeva una maschera che lo
riport al Vietnam e al pozzo dove le guardie Cong gli avevano tirato ad-
dosso i loro rifiuti. Colonnello Macreen ha problemi?
La lingua di Macklin era diventata di piombo.
Friend gli si accost, con un sogghigno sulla faccia da vietnamita. Co-
lonnello Macreen ha solo un problema: portare noi dove vogliamo anda-
re. La voce torn alla cadenza americana. Perci lascia indietro dei ca-
mion e basta stronzate. E allora?
Allora... non possiamo portare molti soldati e provviste, se lascio indie-
tro dei camion. Cio, diventiamo meno forti, di giorno in giorno.
Bene, che cosa proponi di fare? Friend tir verso di s una sedia, la gi-
r, si sedette, incroci le braccia sulla spalliera. Dove andiamo a fare
benzina?
Non... non so. Cercheremo...
Non sai. E finora i villaggi che hai razziato non avevano una goccia di
benzina, giusto? Allora vuoi tornare indietro e piantare casino finch ogni
camion e ogni macchina non avr il serbatoio vuoto? Pieg la testa di la-
to. Tu che ne dici, Roland?
Il cuore di Roland sobbalzava ogni volta che Friend si rivolgeva a lui. La
febbre gli aveva rallentato i riflessi, si sentiva pigro e pesante. Era sempre
il Cavaliere del Re, ma in una cosa si era sbagliato: il colonnello Macklin
non era il Re, e neppure lui, Roland. Oh, no... l'uomo seduto davanti al ta-
volo di Macklin era il Re. L'indiscusso, il vero e unico Re, che non beveva
e non mangiava, che lui non aveva mai visto pisciare n andare di corpo,
quasi non avesse tempo per cose cos terrene.
Dico di andare avanti. Roland sapeva che gi parecchie auto corazzate
e parecchi camion erano rimasti indietro. Il carro armato si era guastato
due giorni dopo la partenza da Mary's Rest: un macchinario dello Zio Sam,
del valore di alcuni milioni di dollari, era stato abbandonato lungo la strada
del Missouri. Andiamo avanti. Dobbiamo scoprire cosa c' su quella
montagna.
Perch? domand Macklin. Cosa ce ne viene? Io dico che...
Silenzio ordin Friend. Gli occhi a mandorla lo trapassarono. Ne ab-
biamo gi discusso abbastanza, colonnello. Roland ha la sensazione che
Fratello Timothy abbia visto su monte Warwick un complesso sotterraneo
completo di generatori elettrici funzionanti e di computer. Ora, perch las-
s c' ancora energia elettrica? A cosa serve il complesso? Concordo con
Roland sulla necessit di scoprirlo.
Forse c' anche un deposito di benzina aggiunse Roland.
Giusto. Perci andare a monte Warwick potrebbe risolvere il tuo pro-
blema. S?
Macklin continu a guardare da un'altra parte. Nella mente rivide la fac-
cia della ragazza, di una bellezza straordinaria; la vedeva di notte, quando
chiudeva gli occhi, come visione d'un altro mondo. Al risveglio, non sop-
portava il proprio odore. S rispose, a voce bassa, sottomessa.
Sapevo che avresti visto la luce, fratello! disse Friend, con la voce
squillante d'un predicatore revivalista degli stati meridionali.
Un rumore di strappo lo spinse a girare di scatto la testa.
Roland cadeva; aveva teso la mano per sostenersi e portava mezza carta
topografica con s. Colp terra.
Friend ridacchi: Chi cade fa bum.
In quell'istante Macklin quasi scatt in avanti a sbattere il palmo chioda-
to sul cranio del mostro, quasi conficc i chiodi nella testa della belva che
gli aveva strappato l'esercito e che l'aveva ridotto a un vigliacco piagnuco-
lante... Ma mentre il pensiero gli nasceva e lui si tendeva per l'azione, una
piccola fessura si apr nella testa di Friend, poco pi su della nuca.
Dalla fessura, un occhio scarlatto dalla pupilla d'argento lo fiss.
Macklin rimase immobile, le labbra stirate in una smorfia che snudava i
denti.
L'occhio scarlatto si raggrinz e scomparve. Friend si gir verso Mac-
klin. Sorrideva cordialmente. Non prendermi per stupido, per favore dis-
se.
Qualcosa colp il tetto della roulotte: bump! Poi ancora: bump bump!
Segu una serie di tonfi che parvero spazzare il veicolo e scuoterlo gentil-
mente a destra e a sinistra.
Macklin si alz, con gambe di gomma; gir intorno al tavolo, and alla
porta. Rimase sulla soglia a guardare i chicchi di grandine grossi come pal-
line da golf turbinare dal cielo plumbeo e rimbalzare con rumore sordo sui
parabrezza, sui cofani, sui tettucci degli altri veicoli parcheggiati intorno. Il
tuono echeggi fra le nuvole come un tamburo in un barile; una lancia blu
elettrico si scaric chiss dove fra le montagne lontane. L'attimo dopo, la
grandine cess e cortine di pioggia nera e fredda scrosciarono sull'accam-
pamento.
Uno stivale colp Macklin nel fondo schiena. Il colonnello perdette l'e-
quilibrio e ruzzol sui gradini, dove le guardie armate lo fissarono, immo-
bili per lo stupore.
Macklin si alz in ginocchio; la pioggia lo colp in viso, gli col fra i ca-
pelli.
Friend era fermo sulla soglia. Viaggerai sulla motrice, con l'autista
annunci. La roulotte ora  mia!
Sparategli! latr Macklin. Sparate a quel bastardo!
Le guardie esitarono; una alz l'M-16, punt.
Morirai in tre secondi promise il mostro.
La guardia, incerta, guard Macklin, poi di nuovo Friend. Bruscamente
abbass il fucile, indietreggi d'un passo, si asciug dagli occhi la pioggia.
Aiutate il colonnello a tornare all'asciutto ordin Friend. Poi passate
parola: partiamo fra dieci minuti. Chi non  pronto, sar lasciato indietro.
Chiuse la porta.
Macklin scost le guardie e si rialz da solo.  mia! grid. Non me
la toglierai!
La porta rimase chiusa.
Non... me la... toglierai disse Macklin, ma pi nessuno ascoltava.
I motori cominciarono a borbottare e brontolare come belve ridestate.
Nell'aria si diffuse l'odore di benzina e di gas di scarico; la pioggia puzza-
va di zolfo.
Non me la toglierai mormor Macklin. Si avvi verso il camion che
trainava il centro di comando. La pioggia gli martell le spalle.
90
L'Esercito d'Eccellenza si lasci una scia di veicoli fuori uso, mentre
svoltava nella Statale 219 e iniziava l'ascesa delle ripide propaggini oc-
cidentali degli Allegheny.
Foreste morte coprivano il terreno; di tanto in tanto una citt fantasma si
sbriciolava lungo il nastro d'asfalto. Non c'erano esseri umani, ma una
squadra di ricognizione a bordo d'una jeep insegu e uccise due cervi, nei
pressi delle macerie di Friars Hill... e s'imbatt in una cosa che valeva la
pena riferire: un lago ghiacciato, color dell'ebano. Al centro sporgeva la
sezione di coda d'un grosso velivolo . sprofondato nel lago.
Due esploratori avanzarono sul ghiaccio a investigare, ma sotto il peso la
lastra si spezz e i due annegarono gridando aiuto.
La pioggia si altern alla neve, mentre l'Esercito d'Eccellenza proseguiva
la salita oltrepassando le citt morte di Hillsboro, Mill Point, Seebert, Bu-
ckeye e Marlington. Un camion della sussistenza termin la benzina a
quattro metri dal cartello arrugginito che segnalava l'ingresso nella contea
di Pocahontas; fu spinto in un burrone, per consentire agli altri il passag-
gio.
Cinque chilometri dopo il confine di contea, una tempesta di pioggia ne-
rastra e di grandine rese impossibile la guida e blocc la colonna. Un altro
camion fu spinto in un burrone; un autotreno soffoc con l'ultima boccata
di benzina.
Mentre pioggia e grandine battevano il tetto dell'Airstream, Roland Cro-
ninger si svegli. Era stato sbattuto in un angolo, come un sacco di bian-
cheria sporca; per prima cosa s'accorse d'essersela fatta addosso.
Poi not che per terra c'erano bende sporche e lacere; e grumi che sem-
bravano di creta.
Aveva ancora gli occhialoni, ma gli sembrava che stringessero. La faccia
e la testa gli pulsavano, gonfi di sangue... e la bocca gli parve diversa dal
solito, come se fosse storta.
Il mio viso, pens; il mio viso...  cambiato.
Si alz a sedere. Sul tavolo ardeva un lume. La roulotte trem sotto la
forza della tempesta.
A un tratto Friend s'inginocchi davanti a lui: una maschera pallida e
graziosa, dai corti capelli biondi e dagli occhi d'ebano, che lo scrutava cu-
riosamente.
Ehil disse Friend, con un sorriso gentile. Hai fatto un buon sonno?
Ho... ho male rispose Roland. La sua stessa voce gli diede i brividi:
era un rantolo malato.
Oh, mi spiace. Hai dormito per un bel pezzo. Ormai manca solo qual-
che chilometro per arrivare alla citt di cui Fratello Timothy ci ha parlato.
S, il sonno ti ha proprio rimesso a posto.
Roland alz la mano per toccarsi la nuova faccia. Era assordato dal batti-
to del cuore.
Aspetta, ci penso io disse Friend. Tese la mano. Reggeva un pezzo di
specchio.
Roland vide il suo viso e scost di scatto la testa. Rapidissima, l'altra
mano di Friend gli strinse la nuca. Su, non essere ritroso gli sussurr il
mostro. Prova a darti una buona, lunga occhiata.
Roland url.
La pressione interna aveva deformato le ossa in una serie di orribili cre-
ste e incavature. La carne aveva un nauseante colore giallastro, screpolata
e traforata come un campo di battaglia atomico. Crateri dai bordi rossastri,
spalancati sulla fronte e sulla guancia destra, mettevano in mostra ossa co-
lor gesso. I capelli, ritirati verso la nuca, erano ispidi e canuti; la mascella
inferiore sporgeva come se l'avessero brutalmente strappata dagli alveoli.
Ma la cosa pi orribile, la cosa che spinse Roland a gemere e a farfugliare,
era un'altra: la faccia era stiracchiata, tanto da trovarsi quasi sul lato della
testa, come se i lineamenti si fossero liquefatti e poi rassodati orribilmente
di sghembo. In bocca, i denti erano ridotti a mozziconi.
Roland colp con violenza la mano di Friend, sbatt via lo specchio e si
rifugi in un angolo. Friend si sedette sui talloni e scoppi a ridere, mentre
Roland cercava di strapparsi gli occhialoni. Lungo i bordi, la carne si lace-
r e il sangue col sul mento. Il dolore era troppo forte: gli occhialoni era-
no saldati alla faccia.
Roland strill e Friend strill con lui, in un orrendo duetto. Friend infine
sbuff e si alz... ma Roland gli afferr le gambe e si strinse a lui, sin-
ghiozzando.
Sono un Cavaliere del Re farfugli. Cavaliere del Re. Ser Roland.
Cavaliere del Re... Cavaliere del Re...
Friend torn a chinarsi. Il giovanotto era ridotto male, ma aveva ancora
talento. Aveva utilizzato abilmente le ultime scorte di benzina e di cibo.
Aveva fatto cantare Fratello Timothy come un evirato cantore. Friend pas-
s la mano fra i capelli canuti di Roland.
Cavaliere del Re mormor Roland, nascondendo la faccia contro la
spalla di Friend. Nella mente gli passarono alla rinfusa scene di Casa Ter-
ra, l'amputazione della mano di Macklin, il tempo passato a strisciare nel
condtto verso la libert, la terra delle larve, l'assassinio di Freddie Kem-
pka e via di questo passo, in un panorama di perversit. Ti servir guai.
Servir il Re. Chiamami ser Roland. Sissignore! Gli ho fatto vedere, gli
ho fatto vedere come un cavaliere del Re rende la pariglia, sissignore, sis-
signore!
Sst disse Friend, quasi canticchiando. Stai zitto, ora. Stai zitto.
Alla fine Roland smise di singhiozzare. Disse con voce sonnolenta:
Mi... mi vuoi bene?
Come uno specchio rispose Friend. E Roland non aggiunse altro.
Nel giro di un'ora, la tempesta diminu. L'Esercito d'Eccellenza riprese
faticosamente la marcia, nel crepuscolo sempre pi scuro.
Presto la jeep di ricognizione torn gi dalla strada di montagna. I solda-
ti riferirono al generale Friend che a meno di due chilometri c'erano edifici
di legno. Un'insegna sbiadita diceva: Slatyfork General Store.
91
Arrivarono alle prime luci. Josh fu svegliato dai colpi contro il portello a
saracinesca; si alz, con le ossa doloranti, per andare in fondo al camion,
con Robin e con Fratello Timothy.
Il lucchetto scatt e la saracinesca risal sulle guide.
Un biondo dagli occhi color ebano li guardava, affiancato da due soldati
armati di fucile. Indossava l'uniforme dell'Esercito d'Eccellenza, con le
spalline dorate e sul petto nastrini e medaglie che sembravano appartenere
a un ufficiale nazista. Buon giorno a tutti! disse allegramente. Appena
apr bocca, Josh e Robin capirono chi era. Abbiamo dormito bene stanot-
te?
Freddo rispose concisamente Josh.
Metteremo una stufa per te nella piantagione, Sambo. Spost lo
sguardo. Fratello Timothy? Vieni fuori, prego. Mosse il dito piegato a
gancio.
Fratello Timothy si ritrasse; i due soldati salirono nel camioncino per
farlo scendere. Josh si mosse per saltare addosso al primo, ma si ritrov
contro il petto la canna di un fucile e il momento pass. Nei pressi erano
parcheggiate due jeep, con il motore che borbottava. In una c'erano tre per-
sone: l'autista, il colonnello Macklin e un soldato armato di mitra; nell'al-
tra, l'autista, un altro soldato armato, una figura rannicchiata dentro un pe-
sante cappotto con cappuccio... e Swan e Sister, magre e pallide.
Swan! grid Robin, avanzando verso l'apertura.
Anche Swan lo vide e grid: Robin!, alzandosi. Il soldato l'afferr per
il braccio e la tir gi a sedere.
Una guardia spinse indietro Robin. Lui s'avvent, stravolto dall'ira;
l'uomo sollev il calcio del fucile per sbatterglielo in testa. Josh scatt ad
afferrare Robin e a tenerlo fermo anche se si dibatteva. Il soldato sput per
terra e scese dal camion. La saracinesca fu calata, il lucchetto scatt di
nuovo.
Ehi, bastardo! grid Josh, scrutando da uno dei trentasette fori. Ehi,
dico a te, verme! Si rese conto di gridare con la sua vecchia voce da wre-
stler.
Friend spinse Fratello Timothy sulla prima jeep, poi si volt con aria re-
gale.
A cosa ti servono Swan e Sister? Dove le porti? continu Josh.
Andiamo tutti sul monte Warwick a incontrare Dio rispose Friend.
La strada non  adatta a veicoli pi pesanti di una jeep. Questo soddisfa la
tua curiosit neroide?
Non ti servono! Perch non le lasci qui?
Friend sorrise con aria assente a venne pi vicino. Oh, sono troppo pre-
ziose, per lasciarle qui. Pensa se un'astuta vecchia volpe decidesse di vole-
re maggior potere e le rapisse mentre non ci siamo? Non starebbe bene.
Si avvi alla jeep.
Ehi, un momento! grid Josh; ma l'uomo con l'occhio scarlatto gi sa-
liva sulle jeep, accanto a Fratello Timothy. I due veicoli partirono e scom-
parvero alla vista.
E adesso? disse Robin, ancora rabbioso. Ce ne restiamo qui con le
mani in mano?
Josh non rispose. Pensava a una frase di Fratello Timothy: L'ultimo Be-
ne deve morire con il Male. Deve morire, perch il mondo rinasca. Tu devi
morire. E anche tu. E io. E perfino Swan.
Swan non torner disse Robin, con voce smorta. E Sister neppure.
Lo sai, vero?
No, non lo so. Ricord che Fratello Timothy aveva detto: Pregher
la macchina che chiama gli artigli dei cieli. Preparatevi all'ora finale.
Josh, io amo Swan disse Robin. Gli strinse con forza il braccio.
Dobbiamo uscire di qui! Dobbiamo fermare... quel che sta per accadere,
qualunque cosa sia!
Josh si liber il braccio. And nell'angolo opposto del furgone e guard
per terra.
Accanto al secchio di Fratello Timothy c'era il gavettino di stagno, con
lo spuntone acuminato.
Josh lo prese, sfior il bordo tagliente.
Troppo piccolo per servire da arma. Josh aveva gi scartato l'idea. Ma
ora pensava a un vecchio trucco del wrestling, che si faceva con una lamet-
ta nascosta, quando l'impresario voleva pi "sangue". Era pratica comune,
per rendere pi reale la violenza.
Forse ora avrebbe dato un'altra illusione.
Si mise al lavoro.
Robin sbarr gli occhi. Che diavolo combini?
Sta' zitto lo ammon Josh. Ma tieniti pronto a urlare, quando te lo di-
co io.
Le due jeep, gi lontane quattrocento metri, risalivano lentamente la tor-
tuosa strada di montagna, viscida per la pioggia mista a neve. Un tempo la
strada era asfaltata, ma il manto si era screpolato ed era scivolato via, la-
sciando uno strato di fango. Le gomme delle jeep slittavano e i veicoli
sbandavano, mentre il motore accelerava per fare presa. Nella seconda je-
ep, Sister strinse la mano di Swan. La figura incappucciata, seduta davanti,
all'improvviso gir la testa verso di loro. Le due donne ebbero una rapida
visione della faccia giallastra e butterata. Da dietro le lenti, gli occhi si sof-
fermarono su Swan.
Gli autisti lottavano a ogni metro. A destra c'era un basso guard-rail me-
tallico; subito oltre, un precipizio roccioso che sprofondava per una venti-
na di metri in una gola alberata. La strada continuava a salire, mentre i
pezzi d'asfalto cedevano sotto le ruote.
Dopo una curva a sinistra, la strada era bloccata da un recinto di rete me-
tallica alto due metri e mezzo; sul cancello c'era un cartello metallico sor-
prendentemente privo di ruggine: COMPAGNIA MINERARIA MONTE
WARWICK. GLI INTRUSI SARANNO PERSEGUITI. Tre metri pi a-
vanti c'era un recinto di mattoni che forse un tempo ospitava un uomo di
guardia. Il cancello era bloccato da una robusta catena munita di lucchetto.
Aprila disse Friend al soldato con il mitra. L'uomo scese, si accost al
cancello, allung la mano per saggiare la resistenza del lucchetto prima di
farlo saltare.
Si ud uno sfrigolio come di grasso in padella. Il soldato agit le gambe,
con la mano incollata alla catena, la faccia sbiancata e stravolta. Il mitra
tartagli spontaneamente, schizzando proiettili nel terreno. Abiti e capelli
mandarono fumo, il viso divenne livido; poi la tensione stessa dei muscoli
stacc il soldato dalla catena. L'uomo cadde a terra, continu a contorcersi
e a sobbalzare.
L'odore di carne bruciata da corrente elettrica si diffuse nell'aria. Friend
si gir di scatto, afferr per la gola Fratello Timothy. Perch non hai detto
che c'era un recinto elettrificato? tuon.
Non... non lo sapevo! C'era un varco, l'altra volta. Forse Dio l'ha ripara-
to!
Friend quasi lo bruci, ma era chiaro che Fratello Timothy diceva la ve-
rit. Il recinto elettrificato rivelava pure che la fonte d'energia, qualunque
fosse, funzionava ancora. Friend lasci Fratello Timothy, scese dalla jeep e
si avvicin al cancello.
Infil la mano nella rete metallica e afferr il lucchetto. Con le dita cerc
di spezzarlo. Swan e Sister videro la manica fumare, la carne della mano
rammollirsi come chewing-gum usata. Il lucchetto resistette. Friend senti-
va la piccola puttana fissarlo e risucchiargli ogni energia. In un impeto di
rabbia, afferr con tutte le dita la rete metallica e diede uno strattone al
cancello, come un bambino che voglia aprirsi un varco in un campo da
gioco cintato. Volarono scintille. Per un istante Friend fu avvolto da un a-
lone blu elettrico, mentre l'uniforme dell'Esercito d'Eccellenza fumava e si
anneriva, le spalline dorate s'incendiavano. I cardini del cancello cedettero.
Friend gett da parte il pezzo di rete metallica.
Non credevi che ci riuscissi, eh? grid a Swan. La faccia gli si era
rammollita, gran parte delle sopracciglia e dei capelli era bruciata, ma l'e-
spressione rimaneva placida. Era un bene, pens Friend, che la ragazza fi-
nisse nel campo di prigionia, perch la puttana sarebbe morta sotto la fru-
sta, piuttosto che imparare il rispetto.
Fu costretto a concentrarsi pi del solito per far tornare solide le mani.
Le spalline bruciavano ancora. Le butt via, prima di recuperare il mitra
del soldato e tornare alla jeep. Muoviamoci ordin. Due dita della destra
erano rimaste bruciate e deformi: non riusciva a farle tornare come prima.
Le due jeep attraversarono l'apertura e continuarono su per la strada di
montagna che si snodava tra fitti boschi di pini e di latifoglie, privi di vita.
Giunsero a una seconda garitta di mattoni, nella quale un cartello ar-
rugginito ordinava d'identificarsi. In cima alla garitta c'era una specie di
piccola telecamera.
Ci tenevano molto, alla sicurezza, per una semplice miniera di carbo-
ne osserv Sister. Roland Croninger borbott: Silenzio!
Dalla foresta la strada sbuc in una radura. C'era un parcheggio la-
stricato, automobili vuote e, pi avanti, un complesso di edifici di mattoni,
a un solo piano, e una costruzione pi grande, dal tetto di lamiera, addossa-
ta alla parete della montagna. Monte Warwick s'innalzava per altri sessanta
metri, coperto d'alberi morti e di massi; sulla cima, tre torri arrugginite -
antenne, cap Sister - sparivano nel turbine di nubi grigie.
Alt disse Friend. L'autista ubbid; un attimo dopo, anche la seconda
jeep si arrest. Per un istante Friend rimase a guardare il complesso, con
occhi socchiusi e tutti i sensi all'erta. Non c'era il minimo movimento, la
minima traccia di vita. Il vento gelido spazzava il parcheggio, il tuono
brontolava fra le nubi. La pioggerellina nerastra riprese a cadere. Scendi
disse Friend a Fratello Timothy.
Eh?
Scendi ripet Friend. Cammina davanti a noi e comincia a chiamarlo.
Muoviti!
Fratello Timothy scese dalla jeep e si avvi nel parcheggio, sotto la
pioggia nerastra. Dio! grid; la voce rimbalz contro i muri del grande
edificio dal tetto di lamiera. Sono Timothy. Sono tornato da te!
Friend lo segu a qualche metro di distanza, mitra al fianco.
Dio! Dove sei? Sono tornato!
Continua a camminare disse Friend; Fratello Timothy avanz, con la
pioggia che gli batteva sul viso.
Sister era rimasta in attesa del momento buono. L'attenzione di tutti era
concentrata sui due uomini. I boschi distavano una trentina di metri. Se
fosse riuscita a tenere occupati gli altri, Swan avrebbe potuto farcela: non
le avrebbero sparato. Se raggiungeva i boschi, poteva fuggire. Strinse la
mano di Swan, mormor: Tieniti pronta e si tese per dare un pugno in
viso alla guardia accanto a lei.
Fratello Timothy grid gioiosamente: Eccolo qui!.
Sister alz gli occhi. Pi in alto, una figura era in piedi sul tetto in pen-
denza.
Fratello Timothy cadde sulle ginocchia e alz le mani al cielo, con il
volto diviso fra l'estasi e l'orrore. Dio! grid.  l'ora finale. Il Male ha
vinto! Ripulisci il mondo, Dio! Chiama gli artigli dei cie...
Proiettili di mitra gli squarciarono la schiena. Fratello Timothy cadde in
avanti, sempre in ginocchio, in atteggiamento di preghiera.
Friend gir verso il tetto la canna fumante del mitra. Scendi! ordin.
La figura rimase immobile, a parte l'agitarsi del lungo cappotto sbrindel-
lato attorno al corpo magro.
Te lo ripeto per l'ultima volta lo ammon Friend. Poi vedremo di che
colore  il sangue di Dio.
La figura esit ancora. Swan pens che l'uomo con l'occhio scarlatto a-
vrebbe sparato... ma in quel momento la figura sul tetto si avvicin al bor-
do, sollev un portello e cominci a scendere la scaletta dai pioli corrosi
infissa nella parete esterna dell'edificio.
Giunse a terra, si avvicin a Fratello Timothy, si chin a esaminare i li-
neamenti del morto. Borbott qualcosa, poi scosse la testa grigia, di-
sgustato. Si rialz, si accost a Friend, fermandosi a mezzo metro. Sopra il
groviglio sporco e arruffato della barba grigia, gli occhi erano incassati in
crateri violacei, la pelle color avorio era un intrico di rughe. Una cicatrice
dai bordi scuri attraversava la guancia destra, sfiorava l'occhio e attraver-
sava il sopracciglio, fino all'attaccatura dei capelli, dove si divideva in un
reticolato di cicatrici pi piccole. La mano sinistra, che penzolava dalle
pieghe del cappotto, era scura e raggrinzita, non pi grossa della mano d'un
bambino.
Brutto bastardo disse; con la destra schiaffeggi Friend.
Aiuto! gridava Robin Oakes. Aiuto! Si ammazza!
Lo Smerdato sbuc da una vicina roulotte, arm la .45 e corse sotto la
pioggia fino al camion. Da una direzione diversa giunse un altro soldato
armato di fucile e un terzo lo segu.
Presto! grid freneticamente Robin, guardando da un foro. Aiu-
tatelo!
Lo Smerdato spinse sotto il naso di Robin la canna della pistola. Cosa
succede?
Josh! Vuole uccidersi! Aprite la porta!
Gi. Vaffanculo!
Si  tagliato i polsi, stronzo!  in un lago di sangue!
Il trucco era gi vecchio ai tempi del cinema muto, coglioncino!
Robin infil in un foro tre dita e mostr le macchie di sangue vivo.
Si  tagliato i polsi usando il manico del gavettino! Se non lo aiutate,
morir dissanguato!
Uno sporco nero in meno! disse la guardia con il fucile.
Silenzio! Lo Smerdato non sapeva come comportarsi. Ma sapeva qua-
li sarebbero state le conseguenze, se fosse successo un incidente ai prigio-
nieri. Il colonnello Macklin e il capitano Croninger erano tosti, ma il nuo-
vo generale gli avrebbe tagliato le palle e le avrebbe usate come nappine.
Aiutatelo! grid Robin. Non statevene l fermi!
Tirati via dalla porta! ordin il sergente. Muoviti! Vai in fondo. Al
primo gesto che non mi piace ti giuro che t'ammazzo!
Robin si ritir. Il lucchetto scatt e la saracinesca fu alzata di trenta cen-
timetri.
Buttalo fuori! Il gavettino! Buttalo fuori!
Il gavettino di stagno, tutto insanguinato, rotol fuori. Il sergente tast il
bordo affilato e assaggi il sangue per controllare che fosse vero. Era pro-
prio sangue. Maledizione! imprec. Spinse in alto la saracinesca.
Robin rimase in fondo al camioncino, lontano dal portello. Rannicchiato
a terra, ai suoi piedi, c'era il corpo di Josh Hutchins, disteso sul fianco de-
stro, la faccia girata da una parte. Lo Smerdato sal sul camion, pistola
puntata alla testa di Robin. Sal anche la guardia armata di fucile; il terzo
soldato rimase a terra, con la pistola pronta. Fatti indietro, con le mani in
alto! ordin il sergente, avvicinandosi a Josh.
Vide le macchie scure sui vestiti del nero e allung la mano a toccare il
polso proteso. Ritrasse le dita coperte di sangue. Cristo! imprec, ren-
dendosi conto di trovarsi nei guai fino al collo. Rimise nella fondina la .45
e cerc di girare Josh, ma il nero era troppo pesante per lui. Aiutami a
muoverlo! disse a Robin. Il giovane si chin a prendere Josh per l'altro
braccio.
Josh emise un gemito profondo e gutturale.
E nello stesso istante accaddero due cose: Robin afferr il secchio dei ri-
fiuti posto accanto al braccio di Josh e ne scagli il contenuto in faccia al-
l'uomo armato di fucile; Josh torn in vita di colpo e con un destro centr
il sergente alla mascella, spezzandogliela. Lo Smerdato si piant i denti
nella lingua e url, ma intanto Josh gli aveva strappato dalla fondina la .45.
La guardia accecata lasci partire un colpo; il proiettile sibil sopra la
testa di Robin, che salt addosso all'uomo, gli afferr il fucile e gli tir un
calcio all'inguine. Il terzo soldato spar contro Josh, ma il proiettile colp
alla schiena lo Smerdato e lo sbatt contro Josh come uno scudo. Josh si
pul il sangue dagli occhi e spar a sua volta, ma il soldato gi correva sot-
to la pioggia gridando aiuto.
Robin diede un altro calcio al suo avversario e lo mand a rotolare per
terra gi dal camion. Josh sapeva che avevano un minuto al massimo, pri-
ma che il posto brulicasse di soldati; frug nelle tasche del sergente cer-
cando le chiavi del camion. Il sangue gli colava sul viso da tre tagli in
fronte; Josh si era sporcato di sangue i polsi e i vestiti, per far credere d'es-
sersi tagliato le vene. Negli incontri di wrestling, spesso una lametta na-
scosta nelle fasce veniva usata per procurare ferite superficiali ma appari-
scenti; Josh aveva usato lo stesso trucco.
Due soldati correvano verso il camion. Robin prese la mira e ne abbatt
uno, ma l'altro si gett a terra e strisci sotto una roulotte. Josh non trovava
le chiavi. Guarda nel cruscotto! grid; spar alcuni colpi a caso, mentre
Robin saltava a terra e correva alla cabina.
Apr la portiera, tast il cruscotto. Non c'erano chiavi.
Il soldato sotto la roulotte spar due colpi che sibilarono vicino, co-
stringendolo a gettarsi lungo e disteso. Dalla sinistra, un altro soldato apr
il fuoco, con un fucile automatico. Sopra la testa di Josh, i proiettili si con-
ficcarono nelle pareti interne del camion, con il rumore di martelli contro il
coperchio di bidoni della spazzatura.
Robin frug sotto il sedile e trov solo cartucce vuote. Apr il vano por-
taoggetti. Eccola l! Nell'interno del vano c'era una chiave opaca e una .38
a canna corta. Infil la chiave nel nottolino dell'accensione, la gir, schiac-
ci il piede sull'acceleratore. Il motore tossicchi con rumore di ferraglia,
poi rugg e scosse tutto il camion. Robin fiss a bocca aperta la leva del
cambio. Merda! Quando avevano elaborato il piano di fuga, non aveva det-
to a Josh di avere un'esperienza di guida davvero limitata. Ma sapeva che
bisognava premere la frizione per far entrare la marcia. Riusc a mettere la
prima, nonostante le proteste del meccanismo di trasmissione. Schiacci
l'acceleratore e moll di colpo la frizione.
Il camion balz in avanti come spinto da razzi. Josh, sbattuto contro il
bordo del cassone, evit per un pelo d'essere scagliato fuori aggrappandosi
al montante di scorrimento della saracinesca.
Robin mise la seconda. Il camion s'impenn come un cavallo e si lanci
nell'accampamento, strisci un'auto parcheggiata e disperse alcuni soldati
allarmati dal fracasso. Un proiettile colp il parabrezza e mand schegge di
vetro a ronzare attorno alla testa di Robin, che si ripar gli occhi e and
avanti.
Inser una marcia pi alta, mentre il camion acquistava velocit. Nei ca-
pelli arruffati, i frammenti di vetro luccicavano come brillanti. Prese la .38,
apr il cilindro e vide che conteneva quattro proiettili. Scans un altro vei-
colo parcheggiato, rischi di urtare in pieno una roulotte, poi si ritrov sul-
la strada sgombra e si allontan a tutta velocit dal campo. Poco pi avanti
c'era la svolta a destra che portava su per monte Warwick; nel fango Robin
vide i segni delle due jeep, mentre rallentava per abbordare la curva. Nel
cassone, Josh perdette la presa e fu sbattuto violentemente contro la parete
opposta; pens che quello sarebbe stato certo un giorno da ricordare.
Ma dovevano trovare Sister e Swan prima dell'ora finale... qualsiasi cosa
fosse. Robin guid alla disperata su per la strada di montagna. Le gomme
slittavano da tutte le parti. Josh si resse meglio che poteva e vide le scintil-
le che il camion provoc strisciando contro il guard-rail di destra. Una la-
stra d'asfalto scivol all'improvviso da sotto le gomme posteriori. Robin si
lasci sfuggire il volante. Il camion punt dritto contro l'orlo del burrone.
Robin si butt con tutto il suo peso contro il volante per girarlo, mentre
premeva il pedale del freno. Le gomme sollevarono pennacchi di fango e il
paraurti anteriore pieg di quindici centimetri il guard-rail, prima che il
camion si fermasse.
Le ruote cominciarono a scivolare sui pezzi d'asfalto e sulla poltiglia di
fango e neve. Robin tir il freno a mano, ma non c'era trazione per blocca-
re le gomme. Il camion slitt all'indietro acquistando velocit. Robin cerc
di rimettere la prima, ma cap che non c'era pi niente da fare. Apr la por-
tiera, grid: Salta gi! e si butt.
Josh non aspett che glielo ripetesse. Salt di lato nel fango e rotol su
se stesso, mentre il camion gli passava davanti.
L'automezzo continu la corsa: la parte anteriore si mise di traverso co-
me se volesse girare in tondo. Una jeep con cinque soldati sbuc dalla cur-
va e imbocc la salita a velocit troppo alta per fermarsi.
Josh vide l'espressione d'orrore sul viso dell'autista. Il soldato d'istinto
alz le mani come se volesse respingere il metallo. Camion e jeep si scon-
trarono: il camion spinse il veicolo pi piccolo al di l del guardrail e lo
segu nel burrone. Josh si sporse in tempo per vedere dei corpi umani rote-
are nel vuoto; ud il coro di urla acute, mentre sparivano nel burrone; la je-
ep, o il camion, esplose in una colonna di fiamme e di fumo nero.
Josh e Robin non avevano tempo di riflettere su quanto fossero andati
vicino a fare un viaggio di sola andata. Josh impugnava ancora la .45 e
Robin aveva la .38 con quattro proiettili. Dovevano proseguire a piedi e
sbrigarsi. Josh pass all'avanguardia e Robin lo segu nella salita verso il
regno di Dio.
92
Colpito dello schiaffo, Friend afferr per il colletto l'uomo e lo tir a s.
Sotto il cappotto, "Dio" portava gli stracci luridi di una camicia celeste a
quadretti e un paio di calzoni marrone chiaro. Ai piedi aveva mocassini di
pelle e calzini verde smeraldo. Quell'uomo malmesso dagli occhi spiritati,
si disse Sister, sarebbe stato nel suo ambiente fra la gente bene di Manhat-
tan, prima del 17 luglio.
Potrei farti male mormor Friend. Non immagini nemmeno quanto
potrei farti male...
L'uomo gli sput in faccia.
Friend lo gett a terra e lo prese a calci nelle costole. L'uomo si ran-
nicchi nel tentativo di proteggersi, ma Friend continu a colpirlo, come
impazzito. Afferr "Dio" per i capelli e gli diede un pugno in pieno viso,
rompendogli il naso e spaccandogli il labbro inferiore. Poi sollev di nuo-
vo "Dio" e lo tenne in modo da mostrarlo agli altri.
Guardatelo! gracchi. Ecco il vostro Dio! Un vecchio pazzo che ha
solo merda nel cervello! Forza, guardatelo! Lo afferr per la barba e gli
pieg la testa insanguinata verso Swan e Sister.  una nullit! Per sotto-
linearlo, gli diede un pugno nello stomaco, ma lo tenne dritto anche se al-
l'uomo cedettero le ginocchia. Si mosse per colpirlo di nuovo... e una voce
calma e chiara disse: Lascialo stare.
Friend esit. Swan era in piedi sulla seconda jeep, con la pioggia che le
colava fra i capelli e sul viso. Non sopportava veder picchiare il vecchio,
non poteva restarsene seduta in silenzio. Lascialo andare disse, mentre
l'uomo con l'occhio scarlatto sogghignava, incredulo. Hai capito? Levagli
le mani di dosso.
Faccio come voglio! rugg lui; pos le dita sulla guancia dell'uomo.
Con le unghie cominci a lacerargli la pelle. Lo ammazzo, se voglio!
No! protest Roland. Non ammazzarlo! Cio, dobbiamo prima trova-
re la scatola nera e la chiave d'argento! Siamo venuti per questo. Dopo,
ammazzalo pure!
Non dirmi cosa devo fare! url Friend. La festa  mia! Lanci u-
n'occhiata di sfida al colonnello Macklin, che si limit a starsene seduto
con lo sguardo perso davanti a s. Poi Friend incroci lo sguardo di Swan
e i loro occhi rimasero avvinti.
Per un secondo pens di vedere se stesso attraverso gli occhi di lei: una
cosa brutta e orribile, una piccola faccia nascosta dietro una maschera di
Halloween troppo grande, simile a un cancro sotto una garza. Lei mi cono-
sce, pens. Ed ebbe paura, la stessa paura provata quando il cerchio di ve-
tro si era annerito nella sua stretta.
E fu colpito anche dal ricordo della mela offerta e dal desiderio di pren-
derla. Troppo tardi! Troppo tardi! Vide, solo per un istante, chi e che cosa
era lui stesso... e in quel breve attimo si conobbe, anche, in un modo che
aveva messo da parte molto, molto tempo prima. Prov una crescente sen-
sazione di ribrezzo di s; all'improvviso, ebbe paura di vedere troppo: allo-
ra si sarebbe lacerato lungo le cuciture, sarebbe caduto a pezzi come un a-
bito vecchio, si sarebbe perso nel vento.
Smettila di fissarmi! url, con voce acuta; alz la mano per proteg-
gersi dallo sguardo di Swan. I suoi lineamenti si confusero come acqua
torbida agitata da un sasso.
Sentiva ancora la presenza di Swan, che lo prosciugava di energia come
il sole toglie l'umidit dal legno marcio. Scagli "Dio" per terra, in-
dietreggi e tenne discosto il viso. Vedeva di nuovo la verit: non doveva
avere ribrezzo di s, ma di lei! Era lei, la rovina e la nemica di tutto il crea-
to, perch lei...
Troppo tardi! Troppo tardi!, pens, continuando a indietreggiare.
...perch lei voleva prolungare la sofferenza e la miseria della razza u-
mana. Lei voleva dare all'uomo false speranze e guardarlo mentre si dibat-
teva quando gliele avessero strappate. Lei era...
Troppo tardi! Troppo tardi!
...il peggior tipo di Male, perch mascherava la crudelt con la genti-
lezza, l'odio con l'amore,  troppo tardi! troppo tardi! troppo...
Tardi mormor; e abbass la mano. Aveva smesso d'indietreggiare e
si accorse che Swan era scesa dalla jeep ed era ferma davanti al vecchio
dalla barba grigia. Gli altri osservavano la scena e c'era un lieve sorriso
beffardo sul viso da teschio di Macklin.
Alzati disse Swan al vecchio. Mantenne un portamento orgoglioso,
ma dentro di lei i nervi erano nodi di tensione.
"Dio" batt le palpebre, la guard, si pul il sangue dalle narici, fiss con
terrore l'uomo che l'aveva colpito.
Va tutto bene disse Swan; gli tese la mano.
 solo una bambina, si disse Friend; non vale nemmeno uno stupro. E le
piacerebbe che la stuprassi, anche, le piacerebbe che glielo sbattessi dentro
su fino in gola!
"Dio" esit, incerto... poi mise la mano in quella di Swan.
La stuprer, decise Friend. Le mostrer che  sempre la mia festa. Ora,
in questo preciso, maledetto momento!
Avanz verso di lei come una potenza mostruosa e malefica; a ogni pas-
so rese pi evidente il rigonfio dei calzoni. Ridacchi lascivamente. Swan
cap che cosa c'era dietro quel ghigno lascivo. Lo aspett, immobile.
Il cupo rimbombo di un'esplosione lontana giunse fino a loro. Friend si
blocc di colpo. Cos'era? grid, a tutti e a nessuno. Cos' stato?
Proveniva dalla strada disse un soldato.
Allora non state l seduti! Muovete il culo e andate a vedere cos' stato!
Tutti quanti! Via!
I tre soldati attraversarono di corsa il parcheggio. Sparirono, armi in pu-
gno, dietro la curva fittamente alberata.
Ma Friend sent che la sua arma si rattrappiva. Non poteva guardare la
puttana senza pensare alla mela: quella aveva piantato anche dentro di lui
una sorta di seme malefico che l'avrebbe abbrutito. Ma era sempre la sua
festa, era troppo tardi per girare la schiena, l'avrebbe stuprata e poi le a-
vrebbe schiacciato il cranio, quando avesse avuto ottant'anni e si fosse
consumata le dita fino all'osso.
Ma non oggi. Non oggi.
Punt il mitra contro Sister. Scendi. Mettiti l, con la piccola puttana.
Swan lasci uscire il fiato: ora Friend rivolgeva l'attenzione ad altre co-
se, ma era sempre pericoloso come un cane impazzito in una macelleria.
Aiut il vecchio ad alzarsi. L'uomo barcoll, ancora dolorante per il colpo
che gli aveva rotto il naso; guard la faccia deforme di Macklin e di Ro-
land.  davvero l'ora finale, no? domand a Swan. Il male ha vinto. 
l'ora della preghiera finale, no?
Swan non rispose. L'uomo le tocc la guancia, con dita affette da pe-
riostite. Bambina? Come ti chiami?
Swan.
Lui ripet il nome. Sei troppo giovane aggiunse tristemente. Troppo
giovane, per morire.
Roland scese dalla jeep. Macklin rimase seduto, a spalle basse, adesso
che Friend era di nuovo al comando. Chi sei? domand Roland al vec-
chio. Cosa fai quass?
Sono Dio. Sono caduto dal cielo in terra. Siamo atterrati nell'acqua.
L'altro  vissuto per un poco, ma non ho potuto guarirlo. Poi ho trovato la
strada fin qui, perch conosco questo luogo.
Che cos' la tua fonte d'energia?
"Dio" tese il dito e lo punt contro la terra ai suoi piedi.
Il sottosuolo? domand Roland. Dove? Nella miniera di carbone?
"Dio" non rispose; sollev invece il viso al cielo e lasci che la pioggia
gli battesse sulla faccia.
Roland trasse dalla fondina la pistola, arm il cane e punt la canna con-
tro la testa dell'uomo. Rispondi, quando ti faccio una domanda, vecchio
bastardo! Da dove proviene l'energia?
Gli occhi folli del vecchio incontrarono quelli di Roland. D'accordo
disse; e annu. A-OK. Ti mostrer, se ci tieni a vedere.
Ci teniamo.
Mi spiace, bambina disse il vecchio a Swan. Il male ha vinto ed  l'o-
ra della preghiera finale. Tu capisci, vero?
Il male non ha vinto! Non tutti sono cos!
 l'ora finale, bambina. Sono caduto dal cielo in un turbine di fuoco.
Sapevo cosa bisognava fare, ma ho aspettato. Non riuscivo a recitare l'ul-
tima preghiera. Ma ora posso farlo, perch vedo che il mondo dev'essere
purificato. Si rivolse agli altri. Seguitemi disse; e si avvi verso il
grande edificio dal tetto di lamiera.
Colonnello? disse Friend. Aspettiamo te.
Io resto qui.
Tu vieni con noi. Friend gli punt contro il mitra. Roland, togli al co-
lonnello la pistola, per favore.
Signors rispose subito Roland; si accost a Macklin. Tese la mano.
Il colonnello Macklin non si mosse. Ora la pioggia cadeva a scrosci,
martellava la jeep, ruscellava sul viso di Macklin.
Roland disse il colonnello, con voce priva di forza. Abbiamo creato
l'Esercito d'Eccellenza. Noi due insieme. Siamo stati noi a fare progetti per
una nuova America, non... non quel mostro laggi. Lui vuole soltanto di-
struggere tutto. Se ne frega dell'Esercito d'Eccellenza, della nuova Ameri-
ca, del cibo per i soldati. Se ne frega della ragazza; vuole soltanto metterla
nella fattoria-prigione per togliersela dai piedi. E se ne frega anche di te!
Roland... ti prego... non seguirlo. Non fare quel che dice lui. Allung la
mano per toccarlo, ma Roland arretr. Roland... ho paura! mormor
Macklin.
Dammi la pistola. In quel momento Roland disprezz quel cane ac-
cucciato davanti a lui. Aveva gi visto i segni della debolezza, quando Ma-
cklin delirava in seguito all'amputazione della mano. Ma ora capiva che
quella debolezza arrivava fino nell'intimo: Macklin non era mai stato un
Re, solo un vigliacco che si nascondeva dietro una maschera di guerriero.
Premette la canna della pistola contro la testa del colonnello. Dammi la
pistola ripet.
Ti prego... pensa a tutto quel che abbiamo passato... tu e io, insieme...
Ho un nuovo Re, ora disse Roland, secco. Guard Friend. Lo am-
mazzo?
Come vuoi.
Roland tese il dito sul grilletto.
Macklin cap che la morte era vicinissima. Il suo odore untuoso gli diede
una scossa d'energia. Irrigid la schiena, si raddrizz sul sedile. Chi ti cre-
di di essere? disse con veemenza. Sei una nullit! Io lottavo per la vita
in un campo di prigionia vietcong quando tu smerdavi ancora i pannolini!
Sono il colonnello James B. Macklin dell'Aviazione degli Stati Uniti! Ho
combattuto per la mia vita e per il mio paese, bambino! Metti via quel caz-
zo di pistola!
Roland esit.
Non ci senti? Se vuoi la mia arma, chiedila con il rispetto che merito!
Ogni muscolo del corpo si tese, mentre aspettava che la pistola sparasse.
Ma Roland non si mosse. Friend rise piano. "Dio" li aspettava una deci-
na di metri pi in l di Swan e di Sister.
Lentamente Roland spost la pistola dalla tempia di Macklin. Mi dia...
la pistola... signore disse.
Macklin la tolse dalla fondina e la gett a terra; poi si alz e scese dalla
jeep... ma senza fretta, con calma.
Andiamo, bambini disse Friend. Mosse il mitra in direzione di Swan e
di Sister; tutti insieme seguirono "Dio" dentro l'edificio dal tetto di lamie-
ra.
Appena entrati, fu chiaro che l'edificio era solo un enorme capannone
che proteggeva l'ingresso della miniera. Il pavimento era di terra battuta,
alcune lampadine pendevano dal soffitto e davano una luce fioca e gialla-
stra. Fasci di cavi e rotoli di fil di ferro erano disseminati in giro, 1tre a
tratti di rotaia, mucchi di traversine marce e altri rifiuti che indicavano co-
me un tempo monte Warwick vantasse una fiorente miniera di carbone.
Una scaletta di ferro portava a una serie di passerelle in alto; in fondo al-
l'edificio, dove la costruzione si univa alla parete della montagna, c'era il
rettangolo buio dell'ingresso della miniera.
"Dio" li guid su per la scaletta e lungo una passerella, fino al pozzo del-
la miniera. Il tunnel, illuminato dalla fioca luce giallastra di alcune lampa-
dine elettriche, scendeva con una pendenza assai accentuata. Sui binari c'e-
ra un'ampia gabbia di rete metallica, alta circa due metri e larga uno e mez-
zo, con ruote simili a quelle dei carrelli ferroviari. All'interno c'erano pan-
che imbottite e cinture di sicurezza per bloccare i viaggiatori. Fratello Ti-
mothy apr il retro della gabbia e aspett che gli altri entrassero.
In quella trappola non ci entro! protest Sister. Dove ci porti?
Laggi. "Dio" indic il tunnel. La luce gialla si riflett su un pezzetto
di metallo nella manica della camicia celeste a quadretti. Il vecchio portava
i gemelli. L'uomo guard Friend. Non  l che vuoi andare?
Cosa c' l dentro? domand Roland. Aveva perso i modi bruschi e
minacciosi.
La fonte d'energia che cercavi. E altre cose che forse t'interesser vede-
re. Vuoi andarci o no?
Entra prima tu disse Friend.
A-OK. "Dio" si gir verso la parete di roccia, dove c'era un pannello
con due pulsanti, uno rosso e uno verde. Premette il pulsante rosso e nel
tunnel si alz un ronzio di macchinari. Poi entr nella gabbia, si sedette su
una panca e si allacci la cintura di sicurezza. Tutti a bordo! disse alle-
gramente. Ci muoviamo fra dieci secondi.
Friend fu l'ultimo a entrare. Si sistem in fondo alla gabbia, senza guar-
dare Swan. Il rumore di macchinari aument d'intensit, fu seguito da
quattro scatti che sbloccavano i freni delle ruote. La gabbia cominci a
scendere, trattenuta da un cavo d'acciaio che si srotolava lentamente dietro
di loro.
Scenderemo per pi di novanta metri spieg "Dio". Trent'anni fa,
questa era una miniera attiva. Poi il governo degli Stati Uniti l'ha compra-
ta. Naturalmente la roccia  rinforzata da cemento armato. Mosse il brac-
cio per indicare le pareti e il tetto. Sister vide di nuovo lo scintillio di un
gemello. Ma stavolta era vicina: le parve d'avere gi visto un gemello simi-
le, con l'iscrizione incisa.  stupefacente quel che sono in grado di fare
gli ingegneri continu il vecchio. Hanno aggiunto condotti di aerazione
e pompe d'aria; perfino le lampadine hanno una durata di sette, otto anni.
Ma ormai cominciano a bruciarsi. Alcuni progettisti di questo impianto
hanno realizzato Disney World.
Sister gli prese la manica e guard da vicino il gemello.
Vi era impresso un emblema azzurro, bianco e oro, assai riconoscibile;
l'iscrizione lucidissima diceva: SIGILLO DEL PRESIDENTE DEGLI
STATI UNITI D'AMERICA.
Le dita di Sister s'intorpidirono e lasciarono la manica. Il vecchio, im-
passibile, la guard. Cosa c'... l sotto? domand Sister.
Artigli rispose lui. Gli artigli dei cieli. Attraversarono un lungo trat-
to dove le lampadine erano fulminate; quando si avvicinarono alla succes-
siva zona illuminata, gli occhi del Presidente bruciavano di febbre interiore
e fissavano Friend, in fondo alla gabbia. Vuoi vedere la fonte d'energia?
disse, con il fiato che si condensava nell'aria fredda La vedrai. Oh, s: ti
prometto che la vedrai.
Dopo un minuto, i freni stridettero bloccando le ruote, mentre la gabbia
vibrava. L'insolito mezzo di trasporto urt contro una robusta barriera
ammortizzante e si ferm.
Il Presidente si sganci la cintura di sicurezza, apr la sezione anteriore
della gabbia e usc. Da questa parte disse con un gesto, come un folle ci-
cerone.
Roland spinse Swan davanti a s; imboccarono un corridoio a destra del-
le rotaie. Le lampadine brillavano a intervalli irregolari. Il corridoio termi-
n all'improvviso contro una parete di roccia scabra.
 bloccato! disse Roland. Un vicolo cieco!
Ma Friend scosse la testa: aveva gi notato la piccola scatola nera in-
cassata nella parete di roccia, a un metro e mezzo d'altezza. La parte supe-
riore sembrava una sorta di schermo, mentre quella inferiore era una tastie-
ra.
Il Presidente si port alla gola la mano buona e dalla camicia tir fuori la
cordicella di pelle intrecciata che gli pendeva sul petto. Vi erano appese
diverse chiavi... e il Presidente ne scelse una, piccola e argentata. La baci,
poi la inser nella serratura della scatola nera.
Un momento! disse Friend. Cosa fa quell'affare?
Apre la porta rispose l'uomo; gir la chiave verso sinistra. Subito sullo
schermo comparvero alcune lettere verde chiaro: SALVE! BATTI IL CO-
DICE ENTRO CINQUE SECONDI. Swan e Sister guardarono il Presi-
dente battere sulla tastiera tre lettere: AOK.
CODICE ACCETTATO, rispose lo schermo. BUONA GIORNATA!
Con un ronzio di meccanismi e lo scatto attutito di serrature che si apri-
vano in rapida successione, la falsa parete di roccia si socchiuse come il
portone di una solida cripta, sibilando su cardini idraulici. Il Presidente l'a-
pr quanto bastava per farli entrare. Dalla sala provenne un bagliore bianco
e pulito. Roland allung la mano per prendere la chiave d'argento, ma il
vecchio esclam: No! Lasciala stare. Se la tocchi quando la porta  aper-
ta, il pavimento si elettrifica.
Le dita di Roland si bloccarono a un centimetro dalla chiave.
Prima tu! Friend spinse il vecchio nella sala. Poi vi spinse anche Swan
e Sister. Seguirono Macklin e Roland. Per ultimo entr l'uomo con l'occhio
scarlatto.
Tutti strinsero gli occhi alla vivida luce, nella sala dalle pareti bianche e
dall'aria asettica, dove sei computer mainframe conversavano in silenzio,
mentre i nastri dati giravano lentamente dietro vetrine azzurrate. Il pavi-
mento era rivestito di gomma nera; si udiva il ronzio discreto del sistema
di purificazione che immetteva aria pulita da piccole griglie metalliche nel-
le pareti. Al centro della sala, sopra un tavolo rivestite di gomma, c'era u-
n'altra scatola nera grossa quanto un apparecchio telefonico, collegata ai
computer mediante un grosso fascio di cavetti.
Roland era estasiato: da un mucchio di tempo non vedeva un computer,
aveva quasi scordato quanto fossero belli; per lui, i mainframe erano le
Ferrari dei computer, materia cerebrale pulsante spremuta dentro conteni-
tori di lucida plastica e di metallo. Quasi li sentiva respirare.
Benvenuti a casa mia disse il Presidente. Si accost a un pannello me-
tallico incassato nella parete, munito di un piccolo interruttore e di una tar-
ghetta di plastica con la scritta PERICOLO. Inser il dito nell'apposita sca-
nalatura e spinse la levetta verso l'alto.
La porta si chiuse e i catenacci elettronici scattarono. Dall'interno, la fal-
sa parete di roccia era una lastra d'acciaio.
Swan e Sister si erano girate a guardarlo. Friend aveva il dito sul gril-
letto del mitra e Macklin fissava con aria intontita il vecchio.
Ecco disse il Presidente. Ecco. Si scost dal pannello, annuendo
con soddisfazione.
Apri la porta! esclam Macklin. Aveva la pelle d'oca. Le pareti gli
premevano addosso. Quella sala gli ricordava troppo Casa Terra. Non mi
piace stare chiuso! Apri la maledetta porta!
 bloccata rispose il vecchio.
Aprila! grid Macklin.
Per favore, apri disse Swan.
Il Presidente scosse la testa grigia. Mi spiace, bambina. Se si chiude la
porta dall'interno, la si chiude per sempre. Ho mentito, a proposito della
chiave. Non volevo che lui la togliesse dalla serratura. Vedi, si pu aprire
la porta anche dall'interno, se si ha la chiave d'argento. Ma ora il computer
l'ha bloccata... e non c' modo d'uscire.
Perch? disse Sister, con occhi sbarrati. Perch ci hai chiusi dentro?
Perch resteremo qui fino alla morte. Gli artigli dei cieli distruggeranno
tutto il male... fino all'ultima briciola. Il mondo sar purificato e potr ri-
cominciare... pulito e nuovo. Capisci?
Il colonnello Macklin assal la porta d'acciaio inossidabile, martellandola
con la mano buona. Il sistema isolante della sala assorb come una spugna
il rumore e Macklin non riusc nemmeno a scalfire la lastra d'acciaio. La
porta non aveva maniglie, nessun appiglio. Macklin si gir e si lanci con-
tro il vecchio, sollevando la destra micidiale.
Ma Friend lo ferm, con una manata di taglio alla gola. Macklin soffoc,
cadde sulle ginocchia, gli occhi lucidi di terrore.
No disse Friend, come un adulto che punisse un bambino cattivo.
Guard il vecchio. Cos' questo posto? A cosa servono queste macchine?
Da dove viene l'energia?
Raccolgono dati trasmessi dai satelliti spieg il Presidente, indicando i
mainframe. Io so com' lo spazio. Ho guardato la Terra dall'alto. Una vol-
ta credevo... che fosse un buon posto. Batt lentamente le palpebre, men-
tre il ricordo della caduta in un turbine di fuoco si agitava di nuovo come
un incubo ricorrente. Sono caduto dal Cielo sulla terra. S. Sono caduto. E
sono venuto qui, perch sapevo d'essere vicino a questo posto. C'erano due
uomini, qui; ma non ci sono pi. Avevano cibo e acqua sufficienti per anni
interi. Credo che... che uno sia morto. Non so cosa sia accaduto all'altro. 
andato via, semplicemente. S'interruppe per un momento, riacquist luci-
dit. Fiss la scatola nera sul tavolo rivestito di gomma e vi si avvicin con
reverenza. Questo disse far scendere gli artigli dei cieli.
Gli artigli dei Cieli? Cosa significa?
ARTIGLI disse il Presidente, come se l'altro dovesse saperlo. Azione
di Risanamento della Terra mediante Intervento Globale di Livello Irrepa-
rabile. Guarda... e ascolta. Batt sulla tastiera il codice: AOK.
I nastri dei mainframe iniziarono a girare pi rapidamente. Roland li os-
serv, affascinato.
Una voce femminile, dolce e seducente, fresca come unguento sulla,
carne viva, filtr dagli altoparlanti: Buon giorno, signor Presidente. Sono
in attesa di sue istruzioni.
La voce ricord a Sister un'assistente sociale di New York che, in una
gelida notte di gennaio, le aveva cortesemente spiegato che non c'era pi
posto nel dormitorio pubblico.
Il Presidente batt: E qui  la Belladonna, la Dama delle Rocce, la Da-
ma delle situazioni.
Ecco qui l'uomo con le tre aste, ecco la Ruota rispose la voce in-
corporea del computer.
Favoloso! mormor Roland.
E qui  il mercante con un occhio solo, e questa carta
Che non ha figura,  qualcosa che porta sul dorso
Il Presidente batt: E che a me non  dato vedere.
Cosa combini? grid Sister, vicinissima al panico. Swan le strinse la
mano.
Non trovo l'Impiccato, batt il Presidente.
Temete la morte per acqua rispose la voce femminile. Ci fu una pausa,
poi: ARTIGLI armati, signore. Dieci secondi per annullare.
Il presidente batt sulla tastiera due lettere: No.
Sequenza iniziale d'annullamento negata. Attivata procedura di lancio
ARTIGLI, signore. La voce era fresca come il ricordo di una limonata in
un torrido pomeriggio d'agosto. ARTIGLI a bersaglio fra tredici minuti e
quarantotto secondi. La voce del computer tacque.
Cos' successo? Friend era acutamente interessato. Cos'hai fatto?
Fra tredici minuti e quarantotto secondi disse il Presidente due satel-
liti entreranno nell'atmosfera, sopra i poli. Quei satelliti sono piattaforme
di missili nucleari che colpiranno le calotte glaciali, ciascuno con trenta te-
state atomiche da venticinque megaton. Lanci un'occhiata a Swan, di-
stolse rapidamente lo sguardo, perch la bellezza della ragazza lo inteneri-
va. Le esplosioni sposteranno l'asse terrestre e scioglieranno i ghiacciai. Il
mondo sar purificato, capite? Tutto il male sar lavato via dagli artigli dei
cieli... e un giorno tutto ricomincer da capo, e tutto sar buono, com'era
una volta. Represse una smorfia di dolore. Abbiamo perso la guerra
disse. Abbiamo perso... e adesso dobbiamo cominciare tutto da capo.
Una... macchina dell'Apocalisse mormor Friend. Un sogghigno gli
scivol sulle labbra. Il ghigno si allarg in una risata e gli occhi brillarono
di gioia maligna. Una macchina dell'Apocalisse! grid. Oh, s! Il mon-
do dev'essere ripulito! E tutto il Male va lavato via! Come lei! Punt il di-
to contro Swan.
L'ultimo Bene deve morire con il Male replic il Presidente. Deve
morire, affinch il mondo rinasca.
No... no... gracchi Macklin, stringendosi la gola contusa.
Friend rise e guard Sister, anche se in realt parlava a Swan. Te l'ave-
vo detto! canticchi. Te l'avevo detto che avrei fatto fare il lavoro da una
mano d'uomo!
La fredda voce femminile disse: Tredici minuti all'esplosione.
93
Josh e Robin s'imbatterono nel soldato morto davanti al cancello aperto.
Josh si chin sul cadavere. Robin ud uno sfrigolio, ma non riusc a capire
da dove provenisse. Allung la mano per toccare la rete metallica.
No! disse Josh bruscamente; le dita di Robin si bloccarono a qualche
centimetro dalla rete. Guarda qui. Josh apr la destra del morto e gli mo-
str il segno della catena, impresso a fuoco nella carne.
Varcarono l'apertura dove c'era stato il cancello, mentre i cavi strappati
del recinto sibilavano come un nido di vipere. Pioveva a dirotto. Grigie
cortine d'acqua frustavano gli alberi secchi ai lati della strada. Josh e Robin
erano inzuppati e tremanti; la superficie sconvolta della strada alternativa-
mente bloccava i loro stivali nel fango e poi li faceva scivolare su chiazze
di ghiaccio. Si muovevano pi in fretta che potevano, perch sapevano en-
trambi che Swan e Sister erano chiss dove pi avanti, alle merc dell'uo-
mo con l'occhio scarlatto, e sentivano che il tempo correva in fretta verso
l'ora finale.
Ultimando una curva, Josh si ferm di colpo e Robin lo ud dire: Male-
dizione!
Tre soldati, quasi invisibili sotto la pioggia, scendevano la strada e pun-
tavano dritti verso di loro. Due videro Josh e Robin e si fermarono a meno
di dieci metri; l'altro continu per qualche passo, prima di fermarsi anche
lui e fissare stupidamente a bocca aperta le due figure che aveva di fronte.
Passarono forse quattro secondi. Josh pens che lui e gli altri si erano
tramutati in statue dalle ossa di piombo. Non sapeva che cosa fare... e al-
l'improvviso la scelta fu fatta per lui.
Simili a due bande di pistoleri rivali che si incontrino sulla via a mez-
zogiorno, si misero a sparare senza mirare; nei secondi successivi ci fu una
confusione di movimento, di panico, di lampi di colpi di fucile, mentre i
proiettili sibilavano verso il bersaglio.
Dieci minuti all'esplosione annunci la voce.
Fermali disse Swan all'uomo coperto di cicatrici che un tempo era sta-
to il presidente degli Stati Uniti. Per favore. Il viso era calmo, a parte il
rapido pulsare di una vena alla tempia. Ti sbagli. Il Male non ha vinto.
Il Presidente sedeva per terra, a gambe incrociate, occhi chiusi. Il co-
lonnello Macklin si era alzato e batteva senza forza sulla porta d'acciaio,
mentre Roland Croninger andava avanti e indietro fra i computer farneti-
cando d'essere un Cavaliere del Re e passando amorevolmente le dita sui
mainframe.
Il Male non vince, se non gli permetti di vincere disse piano Swan.
C' ancora una possibilit. La gente torner come prima. Imparer a vive-
re con quel che ha. Se non intervieni... il Male avr vinto davvero.
Il Presidente rimase in silenzio, come un idolo pensoso. Poi, senza aprire
gli occhi, disse: Era un mondo bellissimo. Lo so. L'ho visto dall'immenso
spazio buio, ed era buono. So com'era. So com' ora. Il Male perir nell'ora
finale, bambina. Il mondo sar ripulito dagli artigli dei cieli.
Uccidere tutti non render pulito il mondo. Render anche te parte del
Male.
Il Presidente non si mosse, non rispose. Dopo un poco apr bocca per
parlare, ma la richiuse, come se i pensieri l'avessero sopraffatto.
Nove minuti all'esplosione disse la voce registrata di una donna ormai
morta da tempo.
Per favore, fermalo. Swan s'inginocchi accanto al vecchio. Fuori c'
gente che vuole vivere. Ti prego... Tocc la spalla magra del braccio av-
vizzito. Ti prego, concedile una possibilit.
Il Presidente apr gli occhi.
La gente conosce la differenza fra il Bene e il Male continu Swan.
Le macchine, no. Non lasciare che siano queste macchine a prendere la
decisione, perch sar quella sbagliata. Se puoi... ti prego, fermale.
Il Presidente la fiss con occhi morti e disperati.
Puoi fermarle? gli domand Swan.
Lui chiuse gli occhi. Li riapr, guard nei suoi. Annu.
Come?
Parola in codice rispose. Una parola in codice... mette fine alla pre-
ghiera. Ma il Male dev'essere distrutto. Il mondo dev'essere ripulito. La pa-
rola in codice impedirebbe l'esplosione, ma non la dir, perch gli artigli
dei cieli devono essere scatenati. Non la dir. Non posso.
Puoi, invece. Se non vuoi far parte anche tu del Male, devi dirla.
Il viso dell'uomo parve sconvolto dalle pressioni interiori. Per un istante
Swan vide un guizzo di luce nei crateri tenebrosi dei suoi occhi; credette
che si sarebbe alzato, che sarebbe andato alla tastiera a battere la parola in
codice. Ma la luce mor e lo sguardo torn quello d'un pazzo. Non posso
disse il vecchio. Neppure per una creatura bella come te.
Otto minuti all'esplosione.
Dall'altra parte della sala, Friend aspett che Swan crollasse.
La fonte d'energia disse Roland, che con una parte della mente capiva
che cosa sarebbe accaduto fra poco, ma lo accantonava, mentre con un'al-
tra parte si ripeteva d'essere un cavaliere del Re, giunto, finalmente, al
termine di un viaggio pieno di pericoli. Ma era al fianco del vero Re ed era
felice. Dov' la fonte d'energia?
Il Presidente si alz. Te la mostro. Si mosse verso una porta in fondo
alla sala. Non era chiusa a chiave. Quando la porta si apr, Swan ud un
ruggito d'acqua; segu il vecchio e Roland, per vedere che cosa c'era oltre
la soglia.
Una passerella portava a una piattaforma di cemento con una ringhiera
metallica alta un metro; sei metri pi in basso scorreva un fiume sotterra-
neo. L'acqua usciva da un tunnel, passava in un canale di cemento, supera-
va un piano inclinato e metteva in movimento una grossa turbina, prima di
riversarsi in un altro tunnel scavato nella viva roccia. Una rete di cavi col-
legava la turbina a due generatori elettrici. L'aria odorava d'ozono.
Sette minuti all'esplosione annunci il computer, nell'altra sala. Ro-
land si sporse dalla ringhiera a guardare il movimento della turbina. Udiva
il crepitio della corrente nei cavi. Il fiume sotterraneo forniva una fonte i-
nesauribile d'energia elettrica, pi che sufficiente a far funzionare i compu-
ter, le luci, il recinto elettrificato.
I minatori l'hanno scoperto molto tempo fa disse il Presidente. Per
questo il complesso  stato costruito qui. Pieg la testa, ascoltando il ru-
more del fiume. Ha un suono cos pulito, vero? Sapevo che c'era. Me ne
sono ricordato, dopo la caduta dal Ciclo. Temete la morte per acqua. An-
nu, perso nei ricordi. S. Temete la morte per acqua. Con la coda del-
l'occhio Swan colse un movimento: il mostro ghignante in maschera uma-
na varc la porta e venne sulla piattaforma.
Dio? disse Friend. Il Presidente si gir, spalle alla ringhiera. Non c'
altro sistema per fermare i satelliti, vero? Sei l'unico che potrebbe fermarli,
se lo volesse. Dico bene?
S.
Magnifico. Friend alz il mitra e spar una raffica, assordante nella
caverna. Una fila di proiettili risal dallo stomaco al petto del Presidente, lo
sbatt contro la ringhiera; il vecchio artigli l'aria e ball al ritmo letale del
mitra. Swan si tur le orecchie. I proiettili colpirono il vecchio alla testa e
lo sbalzarono in aria. Il Presidente cadde oltre la ringhiera, mentre Roland
Croninger sbottava in una risata isterica. Il mitra tacque, esaurito il carica-
tore; il Presidente fu ghermito dall'acqua e trascinato nel tunnel, fuori vi-
sta.
Bum bum! grid allegramente Roland, sporgendosi dalla ringhiera
schizzata di sangue. Bum bum!
Gli occhi di Swan bruciarono di lacrime. Il vecchio era morto e con lui
era morta l'ultima speranza d'interrompere la preghiera per l'ora finale.
L'uomo con l'occhio scarlatto gett nell'acqua il mitra ormai mutile e la-
sci la piattaforma.
Sei minuti all'esplosione.
Tieni gi la testa! grid Josh. Un proiettile rimbalz contro l'albero
dietro al quale Robin si era rannicchiato, Josh spar ai due soldati dall'altra
parte della strada, ma il colpo and a vuoto. Il terzo soldato, in mezzo alla
strada, si torceva di dolore, le mani strette attorno alla ferita allo stomaco.
Josh non vedeva quasi niente, sotto la pioggia. Mentre si tuffava al ripa-
ro, un proiettile gli aveva lacerato la manica. Forse se l'era fatta addosso,
ma non ne era sicuro, tanto era bagnato. Non sapeva neppure se era stato
lui a colpire il soldato ferito. Per un paio di secondi i proiettili erano sibila-
ti da tutte le parti, fitti come mosche a un ritrovo di spazzini. Ma lui era
balzato fra gli alberi e Robin l'aveva imitato, mentre un proiettile di rim-
balzo gli graffiava la sinistra.
I due soldati spararono ripetutamente. Josh e Robin si tennero al coperto.
Alla fine Robin si azzard a sollevare la testa. Un soldato correva a pren-
dere posizione pi in alto. Robin si asciug la pioggia dagli occhi e spar
gli ultimi due colpi. Il soldato si port le mani al torace, gir su se stesso
come una trottola e cadde.
Josh spar all'ultimo soldato, che rispose al fuoco, schizz in piedi, corse
all'impazzata lungo il ciglio della strada verso il recinto elettrificato. Non
sparate! grid. Non sparate! Josh punt la pistola, ma non premette il
grilletto. Non aveva mai sparato alla schiena, neppure a un soldato dell'E-
sercito d'Eccellenza, e non intendeva cominciare adesso. Lasci che l'uo-
mo fuggisse, poi si alz e indic a Robin di andare avanti. Ripresero la
strada.
Sister chiuse gli occhi, mentre la voce annunciava che mancavano cin-
que minuti all'esplosione. Aveva le vertigini; allung la mano per sorreg-
gersi alla parete, ma Swan le prese il braccio e la sostenne.
 finita disse Sister, con voce rauca. Oh, mio Dio... moriranno tutti.
 finita. Si sent mancare le ginocchia, avrebbe voluto lasciarsi scivolare
a terra, ma Swan glielo impediva.
Stai su, maledizione! disse Swan, con rabbia, tirandola in piedi. Sister
la fiss con occhi spenti: le parve che la nebbia crepuscolare in cui era vis-
suta come Sister Creep gi s'addensasse attorno a lei.
Oh, lasciala cadere disse l'uomo con l'occhio scarlatto, in piedi dall'al-
tra parte della sala. Morirete tutti ugualmente, in ginocchio o in piedi.
Non sei curiosa di sapere in che modo?
Swan non gli diede la soddisfazione di rispondergli.
Io s continu lui. Forse il mondo si spaccher con un botto e i suoi
pezzi continueranno a girare. Forse la fine sar silenziosa come un ansito.
Forse l'atmosfera si strapper come un lenzuolo vecchio e tutto... monta-
gne, foreste, fiumi, macerie di citt... sar spazzato via come polvere. O
forse la gravita schiaccer ogni cosa. Incroci le braccia e si appoggi
con noncuranza alla parete. Forse il mondo si accartoccer e brucer, la-
scer solo un tizzone. Be', nessuno vive in eterno!
E tu? fu obbligata a domandare lei. Tu puoi vivere in eterno?
Lui rise. Piano, stavolta. Io sono eterno!
Quattro minuti all'esplosione promise la voce.
Macklin, rannicchiato per terra, respirava come un animale. Al segnale
dei quattro minuti, la sua gola contusa emise un gemito terribile, luttuoso.
Ecco il tuo rintocco funebre, Swan disse l'uomo con l'occhio scarlatto.
Mi perdoni ancora?
Perch hai cos paura di me? Non posso fare niente per ferirti.
Per qualche secondo lui non rispose. Quando parl, i suoi occhi erano
abissi insondabili. La speranza mi ferisce disse.  una malattia. E tu sei
il germe che la diffonde. Non possono esserci malattie, alla mia festa. No,
non sono permesse. Fiss in silenzio il pavimento. Un sorriso gli incresp
le labbra, quando la voce del computer disse: Tre minuti all'esplosione.
La pioggia batteva con violenza sul tetto di lamiera, quando Josh e Ro-
bin arrivarono al lungo edificio simile a un capannone. Erano passati da-
vanti alle due jeep e al cadavere di Fratello Timothy; ora vedevano l'in-
gresso del pozzo minerario, nella luce fioca e giallastra. Robin sal in fretta
i gradini e percorse la passerella. Josh lo segu; prima di arrivare all'im-
boccatura del tunnel, ud un rombo: pareva che chicchi di grandine grossi
come palline da golf martellassero il tetto. Josh pens che quel posto ma-
ledetto fosse sul punto di crollare.
Ma il frastuono cess all'improvviso, come se avessero spento una mac-
china. Nel silenzio Josh ud il gemiti del vento contro le pareti dell'edificio.
Robin guard il tunnel e le rotaie; in fondo scorse una specie di veicolo.
Dopo una breve ricerca, trov il pannello con i pulsanti rosso e verde;
premette il rosso, ma non accadde niente. Premette il verde e subito ud la
vibrazione di macchinari in movimento.
Il lungo cavo metallico cominci a riavvolgersi.
Due minuti all'esplosione.
Il colonnello James B. Macklin ud il suo stesso gemito. Le pareti del
pozzo si chiudevano'intorno a lui; molto lontano credette di udire la risata
del Soldato Ombra; ma no, no... lui stesso aveva ora la faccia del Soldato
Ombra: lui e il Soldato Ombra erano un tutt'uno. La risata, se c'era, era di
Roland Croninger, oppure del mostro che si faceva chiamare Friend.
Macklin strinse il pugno sinistro e colp la porta bloccata. Dalla su-
perficie d'acciaio inossidabile, il teschio gli restitu lo sguardo.
In quell'istante Macklin vide con chiarezza la faccia della sua anima e
barcoll sull'orlo della follia. Prese a pugni quella faccia, cerc di schiac-
ciarla, di farla scomparire, ma invano. I campi gelidi dove soldati privi di
vita giacevano a mucchi gli attraversarono la mente in una macabra sfilata.
Macerie fumanti di citt, veicoli in fiamme, corpi carbonizzati, gli si di-
sposero davanti come un'offerta sull'altare di Ade; in quel momento cap
quale sarebbe stata l'eredit della sua vita e dove l'aveva condotto. Era
fuggito dal pozzo nel Vietnam, aveva lasciato una mano nel pozzo di Casa
Terra, aveva perduto l'anima nel pozzo scavato nella terra delle larve... e
ora avrebbe perso la vita in questo pozzo di quattro pareti. E dopo il 17 lu-
glio, invece di strisciare via dal fango e mettersi in piedi, aveva preferito
guazzare nella sporcizia, passare da pozzo a pozzo, mentre quello pi pro-
fondo e pi orribile di tutti si spalancava nel suo intimo e lo consumava.
Cap con chi era in lega. Lo riconobbe. E cap anche d'essere dannato: il
pozzo finale stava per chiudersi sulla sua testa.
Oh, lo spreco, lo spreco mormor, mentre le lacrime gli colavano da-
gli occhi fissi. Dio, perdonami... oh, Dio, perdonami singhiozz. L'uomo
che si faceva chiamare Friend rise e batt le mani.
Macklin si sent toccare la spalla. Alz la testa. Swan si costrinse a non
ritrarsi da lui, perch c'era un debole barlume di luce in fondo ai suoi oc-
chi, proprio come c'era stata una fiammella nel pezzetto di vetro di Sheila
Fontana.
Per un istante che gli allarg lo spirito, Macklin credette di vedere il sole
nella faccia di Swan, credette di vedere il mondo come avrebbe potuto es-
sere. Ormai era tutto perduto... tutto perduto...
No mormor. Il pozzo non si era rinchiuso su di lui... non ancora. E il
colonnello Macklin si alz come un re e si gir verso i computer che sta-
vano per distruggere il mondo ferito.
Assal il pi vicino, lo colp freneticamente con il palmo chiodato, cerc
d'infrangere il vetro azzurrato e di arrivare alle bobine in movimento. Il ve-
tro s'incrin, ma era rinforzato da fili di metallo e non cedette. Macklin
cadde sulle ginocchia, cerc di strappare un cavo.
Roland! disse Friend, brusco. Fermalo... subito!
Roland Croninger avanz alle spalle di Macklin. Disse solo: Smettila!
L'altro lo ignor.
Uccidilo! grid Friend, avanzando come una tromba d'aria, prima che
i chiodi lacerassero il rivestimento e strappassero i fili interni.
Il vero Re aveva parlato. Roland era un Cavaliere del Re, doveva ubbidi-
re alla parola del Re. Alz la .45. Gli tremava la mano.
Spar a bruciapelo due proiettili nella schiena del colonnello Macklin.
Macklin cadde bocconi. Sussult, giacque immobile.
Bum bum! gemette Roland. Cerc di ridere, ma dalla gola usc solo
un suono soffocato.
Un minuto all'esplosione.
94
Friend sorrise.
Tutto era sotto controllo. La festa era riuscita magnificamente: ora sa-
rebbe terminata con uno spettacolo pirotecnico. Ma i fuochi artificiali non
si ammirano dallo scantinato. Sister e la piccola puttana erano in ginoc-
chio, abbracciate, perch sapevano che era quasi la fine. Anche loro due
erano uno spettacolo piacevole, ma lui l aveva terminato il suo compito.
Cinquanta secondi continu il conteggio alla rovescia.
Lascio vagare lo sguardo sul viso di Swan. Troppo tardi, pens; ma
spazz via la debolezza. Fuori di l c'erano ancora gruppi di persone, altri
villaggi da visitare; forse lo spettacolo pirotecnico avrebbe distrutto il
mondo in un batter di ciglio, o forse si sarebbe risolto in lento sfacelo. Non
capiva bene tutte quelle stronzate nucleari, ma era sempre pronto a festeg-
giare.
In tutti i casi, lei sarebbe rimasta l, fuori dei piedi. Il cerchio di vetro, o
la corona, o qualunque cosa fosse, era perduto. Sister l'aveva fatto penare,
ma anche lei ormai era in ginocchio, domata. Swan? disse. Mi perdo-
ni?
Swan non sapeva nemmeno lei che cosa avrebbe detto; apr la bocca, ma
lui si port il dito alle labbra e sussurr: Troppo tardi.
La sua divisa, gi bruciacchiata, mandava fumo. La faccia cominciava a
liquefarsi.
Quaranta secondi disse la voce del computer. La fiamma che consu-
mava l'uomo con l'occhio scarlatto bruciava senza calore. Sister e Swan si
ritrassero, ma Roland rimase a guardare, pieno di timore reverenziale.
La falsa carne sfrigol e mise allo scoperto quel che c'era sotto la ma-
schera... ma Swan distolse lo sguardo all'ultimo istante. Sister mand un
grido e si copr il viso.
Roland guard. Vide una faccia che mai un essere umano era vissuto
tanto da raccontare d'avere visto.
Era una piaga infetta con occhi da rettile, una massa ribollente e malata
che pulsava e s'increspava di furia vulcanica. Era un'occhiata folle alla fine
del tempo, a mondi in fiamme e all'universo nel caos, buchi neri spalancati
nel tessuto del tempo e civilt ridotte in cenere.
Roland cadde in ginocchio ai piedi del vero Re. Sollev le mani verso la
fiamma gelida e supplic: Portami con te!
Nell'apocalittica faccia da incubo si apr qualcosa che poteva essere una
bocca e una voce antica rispose: Sono sempre andato avanti da solo.
Un fuoco gelido guizz dall'uniforme; come una scarica elettrica, sfrigo-
l sulla testa di Roland. S'innalz verso un piccolo condotto d'aerazione e
lasci un foro nella griglia metallica, che rimase nello stesso tempo fusa e
orlata di ghiaccio sporco.
La vuota uniforme dell'Esercito d'Eccellenza, ancora modellata in forma
umana, croll a terra, con uno scricchiolio di ghiaccio nelle pieghe.
Trenta secondi inton la voce seducente.
Sister vide l'occasione e cap che cosa doveva fare. Si lanci contro Ro-
land Croninger.
Gli afferr il polso destro. Roland alz gli occhi verso di lei, ormai im-
pazzito del tutto. Sister grid: Swan! Ferma la macchina! e cerc di
strappargli la pistola, ma lui le diede un pugno in faccia. Con tutte le sue
forze Sister gli rimase aggrappata al polso; il giovane cavaliere d'un re in-
fernale lott con furia selvaggia, le pass il braccio intorno alla gola, strin-
se.
Swan si mosse per aiutare Sister, ma la donna cercava di guadagnare se-
condi preziosi e lei doveva fare del suo meglio per fermare il conto alla ro-
vescia. Si chin, cerc di strappare i cavi elettrici.
Roland lasci la gola di Sister e le tir un pugno sulla bocca. Tent di
morderla al viso, ma lei lo tenne a bada con un gomito e non moll la pre-
sa. La pistola spar, il proiettile rimbalz contro la parete opposta. Lotta-
rono per l'arma; Sister gli vibr una gomitata al petto, si chin, conficc i
denti nel polso magro. Roland url di dolore, apr le dita; la pistola cadde a
terra. Sister allung la mano, ma Roland le artigli il viso e cerc di strap-
parle gli occhi.
Swan non riusc a staccare i cavi, saldati al pavimento. E non poteva
strappare il rivestimento di gomma, perch era troppo spesso. Guard la
tastiera nera sul tavolo nel centro della sala, ricord che il vecchio aveva
parlato di una parola in codice. Ma non aveva detto quale fosse e ormai era
morto. Tuttavia lei dove tentare! Scavalc le due figure avvinghiate e fu
davanti alla tastiera.
Venti secondi.
Roland artigli il viso di Sister, ma lei scost la testa e strinse le dita sul
calcio della pistola. Mentre l'alzava, fu colpita da un pugno alla nuca e
perdette la presa.
Swan cerc di schiarirsi il cervello. Premette sulla tastiera le lettere: Alt.
Roland si liber di Sister e strisci verso la pistola. La prese e si gir per
sparare, ma Sister lo assal con la furia di un gatto selvatico, gli afferr di
nuovo il polso, prese a pugni la faccia deforme e insanguinata.
Quindici secondi continu il conteggio alla rovescia.
Fine, batt Swan, concentrata solo sui tasti.
Sister sollev il braccio e lo cal con violenza sulla faccia di Roland.
Una lente degli occhialoni and in pezzi e Roland ulul di dolore. Ma poi
la colp di striscio alla tempia, stordendola, e la scagli via come un sacco
di paglia.
Dieci secondi.
Oh, Dio, aiutami, pens Swan, mentre il panico minacciava di tra-
volgerla. Serr i denti per trattenere un grido.
Batt: Termine.
Nove...
Aveva un'ultima possibilit. Non doveva sprecarla.
Le preghiera per l'ora finale, pens. La preghiera.
Otto...
La preghiera.
Sister afferr di nuovo il braccio di Roland, lott per il possesso della pi-
stola. Lui si liber, con un ghigno orribile sulla faccia terrificante. Premet-
te il grilletto, una volta... due...
I proiettili penetrarono nelle costole, le spezzarono la clavicola. Sister fu
sbattuta a terra, come se avesse ricevuto un calcio. Aveva la bocca insan-
guinata.
Sette...
Swan aveva udito gli spari, ma la risposta era vicina e non osava disto-
gliere l'attenzione dalla tastiera. Che cosa mette fine a una preghiera? Che
cosa mette fine...
Togliti di l! rugg Roland Croninger, alzandosi da terra, con il sangue
che gli colava dalla bocca e dalle narici.
Sei...
Punt la pistola su Swan, inizi a premere il grilletto.
Un colpo fortissimo scosse la porta d'acciaio e distrasse Roland per una
vitale frazione di secondo.
All'improvviso, il colonnello Macklin si alz. Nell'ultimo guizzo di vita
e di forze, piant la mano chiodata sul cuore di Roland Croninger. Roland
spar, ma il proiettile sibil sulla testa di Swan.
Cinque...
I chiodi si erano conficcati in profondit. Roland cadde sulle ginocchia.
Il sangue scarlatto sgorg intorno alle dita rigide e guantate di nero del co-
lonnello Macklin. Roland cerc di alzare di nuovo la pistola, scosse la te-
sta, ma il peso di Macklin lo spinse a terra e lui rimase disteso a sussultare.
Parve quasi che Macklin lo stringesse in un abbraccio amorevole.
Quattro...
Swan fiss la tastiera. Che cosa mette fine a una preghiera?
Trov la risposta.
Mosse le dita sui tasti.
Amen.
Tre...
Swan chiuse gli occhi e attese la scansione del secondo successivo.
Attese.
E attese.
Sobbalz, quando ud di nuovo la voce vellutata: Esplosione ARTIGLI
bloccata a meno due secondi. Istruzioni, prego.
Aveva le gambe molli. Arretr dalla tastiera e quasi cadde sopra i corpi
del colonnello Macklin e di Roland Croninger.
Roland si alz a sedere.
Il sangue gli gorgogliava nei polmoni e gli colava dalla bocca. La mano
scatt ad afferrare la caviglia di Swan.
Lei si liber con uno strattone e Roland ricadde scompostamente lungo e
disteso. Il gorgoglio cess.
Swan guard Sister.
La donna era appoggiata alla parete; aveva gli occhi offuscati, un sottile
filo di sangue sul mento. Si premette la mano sulla ferita all'addome e riu-
sc a trovare un sorriso incerto, stanco. Qualche culo l'abbiamo rotto,
eh?
Swan cacci indietro le lacrime e s'inginocchi accanto a Sister. Un altro
colpo scosse la porta. Meglio vedere chi  disse Sister. Tanto non han-
no intenzione d'andarsene.
Swan and alla porta, premette l'orecchio lungo la linea di congiunzione
fra il metallo e la roccia. Per qualche istante non ud nulla, poi le giunse
una voce, soffocata e lontana: Swan! Sister! Siete l dentro?
Era la voce di Josh, che certamente gridava con quanto fiato aveva in
gola. Ma Swan lo udiva appena. S! grid. Siamo qui!
Sst! disse Josh a Robin. M' sembrato di udire qualcosa! Grid:
Puoi farci entrare? Tutt'e due avevano visto la scatola nera con la chiave
d'argento infilata nella serratura; ma quando l'aveva girata, Robin si era
trovato di fronte alla richiesta del codice entro cinque secondi.
Occorse un minuto di scambi a gran voce perch Josh capisse quel che
Swan cercava di dirgli. Poi gir la chiave verso sinistra e, alla richiesta del
codice, batt sulla tastiera le lettere AOK.
La porta si sblocc e si apr. Robin fu il primo a varcarla.
Swan era davanti a lui, come in sogno; Robin l'abbracci, la tenne stret-
ta, si disse che finch viveva non l'avrebbe pi lasciata. Swan si aggrapp
a lui e per un istante due cuori batterono come uno solo.
Josh li oltrepass. Aveva visto Macklin e l'altro, stesi per terra; e poi vi-
de Sister. Oh, no, pens. C'era troppo sangue.
Si accost, si chin su di lei.
Non chiedermi dove ho male disse Sister. Sono tutta intorpidita.
Cos' successo?
Il mondo... ha avuto una seconda possibilit.
Istruzioni, prego disse la voce del computer.
Ce la fai a stare in piedi?
Non so. Non ho provato. Oh... che casino ho piantato, vero?
Forza, ti aiuto io. Josh la mise in piedi. Sister si sent la testa leggera.
Macchi di sangue le mani di Josh.
Te la caverai? domand Robin, sorreggendole con la spalla l'altro
braccio.
 la domanda pi stupida... che abbia mai udito. Cominciava a essere
a corto di fiato e ora il dolore le pugnalava le costole . Ma non andava poi
male. Non andava male, pens, per una vecchia prossima a morire. Star
meglio. Fatemi solo uscire da questo buco maledetto.
Swan si sofferm davanti al corpo di Macklin. Il nastro adesivo si era
scollato dal polso e la mano chiodata era quasi staccata dal braccio. Swan
tolse gli ultimi pezzi di nastro, si costrinse a svellere i lunghi chiodi insan-
guinati dal petto di Roland Croninger. Si alz, stringendo fra le dita l'or-
renda mano.
Lasciarono la sala di morte e di macchine. La voce flautata disse: Istru-
zioni, prego.
Swan gir verso destra la chiave d'argento. La porta si chiuse, i lucchetti
scattarono. Swan si mise in tasca la chiave.
Aiutarono Sister a prendere posto nella gabbia di trasporto. Prima di en-
trare, Robin premette il pulsante verde, sul pannello vicino alle rotaie. I
meccanismi si misero in moto e riportarono il veicolo all'imboccatura del
pozzo.
Mentre percorrevano la passerella fino alla scaletta, Sister perdette la
sensibilit alle gambe. Si aggrapp a Josh, che ne sorresse quasi tutto il pe-
so. Lasciava una scia di sangue e respirava a fatica, con ansiti irregolari.
Swan cap che Sister era in punto di morte. Si sent soffocare, ma disse:
Ti rimetteremo in sesto!
Non sono malata. Sono impiombata disse Sister. Un passo alla vol-
ta aggiunse, mentre Josh e Robin la calavano dalla scaletta. Oh, mio
Dio... mi sento svenire.
Resisti disse Josh, severo. Puoi farcela.
Ma in fondo alle scale le gambe di Sister si piegarono. Le palpebre tre-
molarono, mentre lei lottava per non perdere conoscenza.
Lasciarono l'edificio dal tetto di lamiera e si avviarono verso le jeep,
mentre il vento gelido sibilava intorno a loro e le nubi premevano sulle
montagne.
Sister non riusciva pi a tenere dritta la testa. Il collo era debole e il cra-
nio sembrava pesare cento chili. Un passo, si disse; un passo, e quello se-
guente ti porta dove volevi andare. Ma in bocca aveva un forte sapore di
sangue e cap dove i passi strascicati l'avrebbero portata.
Le gambe si bloccarono.
Aveva visto una cosa, l, fra l'asfalto pieno di crepe, davanti a lei. Ma era
scomparsa. Cos'era?
Vieni disse Josh; ma Sister si rifiut di muoversi.
La vide di nuovo: una fuggevole apparizione, subito svanita. Oh, Dio!
disse.
Cosa c'? Hai male?
No! No! Aspetta! Un momento solo!
Aspettarono. E il sangue di Sister gocciolava sull'asfalto. Eccola di nuo-
vo, per la terza volta. Una cosa che Sister non aveva pi visto da moltissi-
mo tempo.
La sua ombra.
Era gi sparita. L'avete vista? L'avete vista?
Che cosa? Robin guard per terra, non vide niente.
Ma, l'attimo dopo, tutti se ne accorsero.
Calore: come il raggio d'un faro dietro le nuvole, che spazzasse len-
tamente il parcheggio.
Sister guard il terreno... e mentre sentiva il calore diffondersi lungo la
schiena e le spalle come un balsamo salutare, vide le ombre di Josh, di
Swan e di Robin, raccolte intorno alla sua.
Con uno sforzo possente, sollev la testa verso il cielo, mentre le lacrime
le scorrevano sulle guance.
Il sole mormor. Oh, Dio mio... esce il sole.
Guardarono in alto. Il cielo plumbeo si muoveva, le nubi si scontravano
e si squarciavano. L! grid Robin, segnando a dito. Fu il primo a scor-
gere una chiazza d'azzurro, mentre le nubi si richiudevano.
Josh! Voglio andare... lass! Sister indic la cima di monte Warwick.
Per favore! Voglio vedere il sole!
Prima dobbiamo trovare aiuto...
Sister gli strnse la mano. Voglio salire lass ripet. Voglio vedere il
sole. Hai capito?
Josh esit, ma solo qualche secondo, perch sapeva che non c'era molto
tempo. Prese Sister in braccio e inizi a salire monte Warwick.
Swan e Robin lo seguirono, mentre si arrampicava fra i sassi e gli alberi
secchi e nodosi, portando Sister su verso il cielo turbolento.
Swan sent sulla schiena la carezza del sole, vide comparire l'ombra del-
le rocce e degli alberi; lontano, verso sinistra, scorse una traccia d'azzurro
luminoso, ma le nubi si chiusero subito. Robin le strinse la mano e si aiuta-
rono nella salita.
Presto! disse Sister a Josh. Ti prego... fa' presto!
Le ombre s'inseguivano lungo la montagna. Il vento, ancora gelido, sof-
fiava con violenza, ma le nubi cominciavano ad aprirsi. Josh si domand
se quell'ultima tempesta non fosse stata l'ansito finale di un inverno durato
sette anni.
Presto! supplic Sister.
Dal bosco sbucarono in una piccola radura nei pressi della vetta. Massi
scabri erano disseminati da tutte le parti; da quell'altezza si vedeva in ogni
direzione il panorama che svaniva nella nebbia.
Qui disse Sister, con voce sempre pi debole. Stendimi qui... cos
posso vederlo.
Josh la depose delicatamente sul terreno brullo, con la schiena contro la
cavit liscia di un masso e il viso rivolto a ovest.
Il vento, ancora pungente, turbin intorno a loro e spezz rametti secchi.
Swan trattenne il fiato, quando da occidente raggi di luce dorata fo-
rarono le nubi e per un attimo ammorbidirono l'aspro panorama, mutando
in marrone chiaro e oro rossastro le spente sfumature di nero e di grigio.
Rapida com'era comparsa, la luce svan.
Aspettate disse Sister, guardando l'avanzata delle nubi. Turbini e cor-
renti vi si muovevano come gorghi e mulinelli in coda alla tempesta. Sister
sent che la vita rifluiva rapidamente e l'abbandonava, che il suo spirito vo-
leva schizzare via dal corpo stanco; ma vi rimase attaccata con la stessa
caparbia ostinazione che l'aveva aiutata a portare la corona di vetro fra mil-
le asperit, chilometro dopo chilometro.
Aspettarono. Sopra monte Warwick, le nubi si staccavano lentamente le
une dalle altre; e dietro di loro c'erano frammenti d'azzurro, che si univano
come le tessere d'un mosaico gigantesco finalmente rivelato.
L. Sister annu, socchiuse gli occhi, mentre la luce si diffondeva so-
pra la terra e sul fianco della montagna, sopra gli alberi secchi, sui massi e
sul suo viso. L!
Josh mand un grido di gioia. Squarci enormi si aprivano nelle nubi e da
essi sgorgava una luce dorata, bella come una promessa.
Gi nelle lontane vallate e nelle conche di monte Warwick, altre grida di
gioia echeggiarono dai punti dove piccoli villaggi di baracche erano final-
mente toccati dal sole. Un clacson suon, mentre le grida si fondevano in
una voce possente.
Swan alz il viso e lasci che il magnifico, sorprendente tepore le im-
bevesse la pelle. Trasse un lungo respiro e sent il profumo d'aria fresca,
incontaminata.
Il lungo crepuscolo stava per finire.
Swan disse Sister, con voce rauca.
Il suo volto risplendeva di sole e di sorriso. Sister alz la mano e Swan
la strinse, inginocchiandosi accanto a lei.
Si fissarono a lungo. Swan accost alla sua guancia bagnata la mano di
Sister.
Sono orgogliosa di te disse Sister. Oh, sono davvero orgogliosa di
te.
Andr tutto bene, vedrai disse Swan; ma la gola le si chiudeva e ne
usc un singhiozzo. Ti riprenderai appena ti porteremo da...
Sst. Sister pass il dito sui lunghi capelli color fiamma di Swan. Nel
tramonto brillavano con l'intensit di un fal. Ora voglio che mi ascolti.
Ascoltami bene. E guardami.
Swan la guard, ma la vedeva confusamente, fra le lacrime. Si pul gli
occhi.
L'estate... finalmente  venuta. Non so quando l'inverno torner. Dovrai
lavorare, finch  possibile. Lavorare duramente, e in fretta... pi che puoi,
finch il sole splende ancora. Hai capito?
Swan annu.
Mi piacerebbe venire con te. Ma... non  possibile. Noi due... ora an-
diamo in direzioni diverse. Va bene lo stesso. Gli occhi di Sister brillaro-
no, spostandosi su Robin. Ehi disse. La ami?
S.
Sister guard Swan. E tu? Lo ami?
S.
Allora... mezza battaglia  vinta. Non mollate, aiutatevi... non lasciatevi
separare da niente. Continuate per la vostra strada, un passo dopo l'altro...
e fate il lavoro che va fatto, finch c' l'estate. Gir la testa, socchiuse gli
occhi e guard il gigante nero. Josh? disse. Sai... dove devi andare, ve-
ro? Sai chi ti aspetta.
Josh annu. S riusc a dire infine. Lo so.
Il sole...  bellissimo disse Sister, alzando gli occhi al cielo. Ormai
aveva la vista annebbiata, non doveva pi socchiudere gli occhi. Bel-
lissimo. Ho fatto... tanta strada... e ora sono stanca. Trovatemi... un posto
dove riposare, quass... per stare vicino al sole.
Swan le strinse la mano, Josh disse: Te lo troveremo.
Sei buono. Non credo... che nemmeno tu... sappia quanto. Swan? Si-
ster strinse le mani intorno al viso di Swan. Ascoltami. Fa' il lavoro. Per
bene. Puoi riportare le cose... meglio di com'erano. Sei... una leader nata,
Swan... e quando cammini... va' dritta e orgogliosa... e ricorda... quanto
bene ti voglio...
Le mani di Sister scivolarono via dal viso di Swan, ma lei le prese e le
tenne contro le guance. La scintilla di vita era quasi scomparsa.
Sister sorrise. Negli occhi di Swan vedeva i colori della corona di vetro.
Le labbra le tremarono e si schiusero.
Un passo mormor Sister.
E poi mosse il passo seguente.
Rimasero intorno a lei, mentre il sole scaldava loro la schiena e toglieva
il gelo dai muscoli. Josh mosse la dita per chiudere gli occhi di Sister, ma
si blocc, perch sapeva quanto lei amava la luce.
Swan si alz. Si allontan di qualche passo, infil le mani in tasca.
Estrasse la chiave d'argento, si arrampic sopra un masso, si accost al-
l'orlo di monte Warwick.
Rimase a testa alta, guardando lontano. Ma vedeva altri eserciti di uomi-
ni atterriti, altri fucili e altre auto corazzate, altra morte e altra sofferenza
ancora in agguato nella mente degli uomini come un cancro in attesa di ri-
nascere.
Strinse la chiave d'argento.
Mai pi, pens... e lanci la chiave il pi lontano possibile.
Il sole scintill sull'argento. La chiave vol nell'aria, rimbalz contro il
ramo di una quercia, colp lo spigolo di un masso, cadde per altri quindici
metri, fin in un piccolo stagno verdastro seminascosto dagli arbusti. Men-
tre scivolava nell'acqua e nel fango del fondo, agit alcune minuscole uova
rimaste l nascoste per moltissimo tempo. Raggi di sole accarezzarono lo
stagno e scaldarono le uova: il cuore dei girini cominci a battere.
Josh, Swan e Robin trovarono un posto dove far riposare Sister; non era
riparato da alberi, n coperto d'ombra: era un posto dove il sole poteva
raggiungerla. Con le mani scavarono la fossa e calarono Sister nella terra.
Quando la fossa fu di nuovo riempita, ciascuno di loro disse quel che ave-
va in mente e terminarono tutti insieme con Amen.
Tre figure scesero la montagna.
95
La luce del sole aveva toccato anche l'accampamento dell'Esercito d'Ec-
cellenza; ogni uomo, donna, bambino, vide che cosa illuminava.
Facce celate nel crepuscolo emersero in tutta la loro mostruosit. La luce
colp i grotteschi demoni intagliati nella scaletta della roulotte di comando,
cadde sopra i camion con il loro carico d'indumenti insanguinati, illumin
la roulotte nera dove Roland Croninger aveva torturato alla ricerca della
verit; e uomini che avevano imparato a convivere con la vista del sangue
e il suono delle urla, si ritrassero dalla luce come dall'occhio di Dio.
Il panico pervase la gente. Ormai non c'erano pi capi, solo seguaci; e
alcuni caddero in ginocchio e farfugliarono chiedendo perdono, mentre al-
tri strisciavano nella familiare oscurit sotto le roulotte e si rannicchiarono
l, stringendo le loro armi da fuoco.
Tre persone avanzarono fra la massa d'umanit ululante e singhiozzante;
parecchi non sopportarono di guardare in faccia la ragazza con i capelli
come fiamma. Altri invocarono il colonnello Macklin e l'uomo conosciuto
con il nome di Friend, ma non ricevettero risposta.
Alt! Un giovane soldato dai lineamenti duri punt il fucile. Altri due
gli stavano alle spalle e un quarto usc da dietro un camion e punt la pi-
stola contro Josh.
Swan li guard uno alla volta, dritta e orgogliosa; e quando avanz d'un
passo, i soldati arretrarono, tranne quello che aveva parlato.
Levati di mezzo disse Swan, con tutta la calma che riusc a trovare;
ma cap che l'uomo era spaventato e voleva uccidere.
Vaffanculo! la schern il giovane soldato. Ti faccio saltare la testa!
Swan gett qualcosa ai suoi piedi, nel fango fumante.
Il giovane guard.
Era la destra guantata del colonnello Macklin, con i chiodi macchiati di
sangue secco.
Il giovane la raccolse. Ghign come un folle, mentre capiva.  mio!
mormor.  mio! La voce crebbe di tono, divenne frenetica. Macklin 
morto! grid; alz la mano, perch gli altri vedessero.  mio, adesso!
Ho io il comando. Ho io il pote...
Fu colpito in piena fronte dal soldato armato di pistola; mentre la mano
finta cadeva nel fango, gli altri si lanciarono a prenderla e lottarono per
quel simbolo di potere.
Ma un'altra figura balz in mezzo a loro, sbatt via prima un uomo poi
un altro, strapp la mano guantata e la tenne fra le sue. Si rialz. Quando la
faccia sporca di fango si gir, Swan vide la sorpresa e l'odio negli occhi
dell'uomo; era un tipo brutale dai capelli neri, nell'uniforme dell'Esercito
d'Eccellenza... ma c'erano fori di proiettile sul davanti della camicia e san-
gue secco attorno al cuore. La faccia parve incresparsi solo per una frazio-
ne di secondo; poi l'uomo alz la mano sporca, per proteggersi dalla luce
del sole, o dalla vista di Swan.
Forse era lui. Forse aveva gi indossato una nuova pelle e si era calato
nei panni d'un cadavere. Swan non poteva dirlo con certezza; ma se era lui,
doveva rispondere alla domanda che le aveva rivolto gi nel pozzo della
miniera. Disse: La macchina  ferma, i missili non esploderanno. Mai.
Lui emise un verso confuso e arretr, continuando a tenere nascosta la
faccia.
Non ci sar la fine riprese Swan. Perci, s, ti perdono: se non fosse
stato per te, non avremmo avuto una seconda possibilit.
Uccidetela! cerc di gridare l'uomo dai capelli neri, ma la voce usc
debole e malata. Sparatele!
Josh si mise davanti a Swan per proteggerla. I soldati esitarono.
Ho detto di ucciderla! L'uomo alz la mano di Macklin, ma sempre
senza guardare in viso Swan. Ora sono io, il vostro padrone! Non fatela
andare via di qui...
Un soldato spar a bruciapelo.
Il proiettile di fucile trafisse il petto dell'uomo dai capelli scuri; la forza
dell'impatto lo spinse indietro, barcollante. Un altro proiettile lo colp:
l'uomo inciamp nel morto e cadde nel fango; gi i soldati gli saltavano
addosso, azzuffandosi di nuovo per il possesso della mano chiodata. E altri
arrivavano, attirati dagli spari; videro anche loro la mano priva di corpo e
si tuffarono nella lotta. Uccidetela! grid l'uomo dai capelli scuri, ma era
premuto nel fango sotto i corpi che si agitavano e la voce fu solo un gemi-
to acuto. Uccidete la piccola putta...
Un soldato aveva un'ascia: cominci a usarla. L'uomo dai capelli scuri
era in fondo al mucchio; al di sopra dei grugniti e delle imprecazioni degli
uomini in lotta, Swan ud il suo farnetichio:  la mia festa!  la mia fe-
sta! Uno scarpone gli schiacci il viso nel fango.
Poi i soldati si chiusero su di lui e lo nascosero completamente.
Swan and avanti. Josh la segu, ma Robin esit. Per terra c'era un'altra
pistola. Si mosse per raccoglierla... ma si trattenne e non la tocc. Anzi,
passando, la spinse pi a fondo nel fango.
Entrarono nell'accampamento, dove soldati si strappavano le divise
sporche e macchiate di sangue e le gettavano in un enorme fal. Camion e
auto corazzate passarono rombando: uomini e donne fuggivano verso mete
sconosciute. Il grido: Il colonnello Macklin  morto! attravers l'accam-
pamento; risuonarono altri spari che appianarono le ultime liti o indicarono
la scelta del suicidio.
E, alla fine, arrivarono alla roulotte di Sheila Fontana.
Le guardie erano sparite. La porta non era chiusa a chiave. Swan apr.
Sheila, seduta alla toeletta, si guardava allo specchio. Reggeva in mano la
scheggia di vetro.
 finita disse Swan. Sheila si alz. La scheggia pulsava di luce.
Ti aspettavo disse. Sapevo che saresti tornata. Ho... ho pregato per
te.
Swan l'abbracci; Sheila disse in un sussurro: Ti prego... fammi venire
con te. Va bene?
S rispose Swan. Sheila gli strinse la mano e se la port alle labbra.
Swan and a frugare dentro il materasso, prese la malandata borsa di
cuoio. Sent all'interno la forma della corona e se la strinse al petto. L'a-
vrebbe protetta e l'avrebbe tenuta con s per tutta la vita, perch l'uomo
con l'occhio scarlatto sarebbe tornato. Forse non oggi n domani, forse non
quell'anno, n l'anno dopo... ma un giorno, da qualche parte, sarebbe emer-
so dall'ombra, con una faccia nuova e un nuovo nome; e quel giorno lei a-
vrebbe dovuto agire con molta cautela e con molta forza.
Non sapeva quali altri poteri la corona contenesse, non sapeva dove il
sentiero del sogno l'avrebbe portata, ma era pronta a compiere il primo
passo. E quel passo l'avrebbe condotta lungo un sentiero che mai avrebbe
immaginato, quando da bambina faceva crescere fiori e piante nella terra
battuta d'un parcheggio per roulotte, nel Kansas, un mondo e una vita fa.
Ma non era pi una bambina; e la terra desolata aspettava un tocco risana-
tore.
Si gir verso Josh e Robin. Sister aveva ragione: se trovi chi ami e sei
riamata, mezza battaglia  vinta. Ora sapeva pure che cosa doveva fare
perch si avverassero le cose fantastiche viste nella corona di vetro.
Credo... che altri vogliano venire con noi disse Sheila. Altre donne...
come me. E anche alcuni uomini. Non sono tutti cattivi... sono solo spa-
ventati e non sanno dove andare.
D'accordo disse Swan. Se mettono via le armi, saranno i benvenuti.
Sheila and a radunare gli altri e torn insieme con due DDC dall'aria
malandata - una ragazzina truccatissima, atterrita, e una nera dall'aria du-
ra, con capelli rossi tagliati alla mohicana - e con tre uomini nervosi, uno
dei quali indossava l'uniforme da sergente. Come prova di buona fede, i tre
avevano portato zaini pieni di scatolette di carne di maiale, di polpettone e
di spezzatino di manzo, nonch borracce dell'acqua pura presa dal pozzo di
Mary's Rest. La prostituta nera, che si chiamava Cleo - Diminuitivo di
Cleopatra, annunci facendo scena - port un assortimento di anelli,
collane e ciondoli vistosi, di cui Swan non sapeva che cosa fare; e la ra-
gazzina - Mi chiamano Joey disse, con i capelli che le nascondevano
quasi il viso - offr a Swan il suo tesoro, un unico fiore giallo in un vaso
di terracotta rossa che era riuscita chiss come a tenere in vita.
Mentre la luce del giorno si affievoliva, un camion con Josh al volante e
a bordo Robin, Swan, Sheila Fontana, le due DDC e i tre uomini, lasci il
campo dell'Esercito d'Eccellenza, dove un gruppo di pazzi scalmanati ave-
va appiccato fuoco alla roulotte del colonnello Macklin e dove le ultime
munizioni esplodevano.
Molto tempo dopo la partenza del camion, i lupi iniziarono a scendere
dalle montagne e circondarono silenziosamente i resti dell'Esercito d'Ec-
cellenza.
Scese la notte. Nel cielo comparvero chiazze di stelle. Il camion, con un
solo faro funzionante e poca benzina, gir verso ovest.
Nel buio Swan pianse al ricordo di Sister, ma Robin la strinse a s e lei
gli appoggi la testa sulla spalla.
Josh pens a Mary's Rest e alla donna che sperava lo aspettasse ancora,
con il bambino a fianco. Sheila Fontana dorm il sonno dell'innocente e
sogn un viso bellissimo che la guardava dallo specchio.
A un certo punto della notte, Cleo e uno dei tre uomini saltarono gi dal
camion e si portarono via uno zaino di cibo e d'acqua. Josh augur loro
buona fortuna e li lasci andare.
Le stelle impallidirono. Una sottile linea rossa scivol sull'orizzonte o-
rientale e Josh quasi pianse, quando il sole fece capolino tra le nubi sempre
pi rade.
Un paio d'ore dopo il sorgere del sole, il camion tossicchi e termin la
benzina. Iniziarono a camminare, seguendo la strada che portava a ovest.
E nel pomeriggio di quel giorno, mentre la luce filtrava di sbieco fra gli
alberi e nubi bianche si muovevano lentamente nel cielo azzurro, si ferma-
rono a riposare. Ma Swan si accost al ciglio della strada e vide, nella val-
le, tre piccole baracche raccolte intorno ai resti scuri di un campo. Un uo-
mo con un cappello di paglia e una donna in tuta lavoravano nel campo,
con vanga e zappa; due bambini, in ginocchio, piantavano con cura semi e
granaglie prese da sacchetti di tela.
Non era un campo molto esteso. Era circondato da alberi rattrappiti, for-
se noci americani o noccioli. Ma uno scintillante ruscello correva nella val-
le; e Swan pens che forse aveva origine dal fiume sotterraneo che aveva
fornito energia alle macchine di monte Warwick.
Ora, pens, la stessa acqua pu essere usata per la vita, anzich per la
morte.
Scommetto che piantano fagioli disse Josh, accanto a lei. O anche
zucche e malvaccione. Che ne pensi?
Non so.
Lui sorrise lievemente. S, lo sai.
Swan lo guard. Eh?
Tu sai replic Josh. Sai che devi cominciare da qualche parte. Anche
da un campo piccolo come quello.
Torno con te a Mary's Rest. L inizier a...
No disse Josh, con sguardo gentile, ma addolorato. Non abbiamo ci-
bo e acqua sufficienti per tutti. Manca ancora un mucchio di strada, per ar-
rivare a Mary's Rest.
Non tanta.
Abbastanza disse Josh. Indic la valle. Vedi, laggi c' un mucchio
di spazio per altre coltivazioni. Immagino che ci siano parecchie baracche,
in queste montagne. E gente che da un mucchio di tempo non mangia una
minestra di malvaccione, fagioli, zucche. Si sent venire l'acquolina in
bocca. Cibo da negri disse, con un sorriso.
Swan guard l'uomo, la donna e i bambini al lavoro. Ma... la gente di
Mary's Rest? I miei amici?
Se la cavavano, prima che arrivassi tu. Se la caveranno, finch non tor-
nerai. Sister aveva ragione. Devi lavorare, finch dura l'estate... e non si sa
per quanto sar. Forse un mese, forse sei. Ma il freddo torner. E prego Id-
dio che il prossimo inverno non sia altrettanto lungo.
Ehi! Ehi, lass! Il contadino li aveva visti e agitava la mano. La donna
e i bambini interruppero il lavoro per guardare in alto verso la strada.
 ora di fare nuovi amici disse piano Josh.
Swan non rispose. Poi anche lei alz il braccio e lo agit. Il contadino
disse qualcosa alla moglie, imbocc il sentiero tortuoso che portava alla
strada.
Comincia da qui disse Josh a Swan. Comincia subito. Penso che la
ragazzina, Joey, possa aiutarti. Altrimenti come avrebbe fatto a mantenere
in vita quel fiore per tanto tempo? Gli piangeva il cuore, ma doveva dirlo.
Non hai pi bisogno di me, Swan.
Non  vero! Il labbro inferiore le tremava. Josh, avr sempre bisogno
di te!
L'uccellino deve volare disse lui. E anche un cigno prima o poi deve
spalancare le ali. Sai dove sar e sai come arrivarci.
Swan scosse la testa. Come? domand.
Un campo dopo l'altro disse Josh.
Swan gli tese le braccia e Josh la tenne stretta.
Ti voglio bene... tantissimo mormor Swan. Ti prego... non an-
dartene subito. Resta ancora un giorno.
Ne sarei felice. Ma se mi fermassi... non andrei pi via. Devo andare,
finch so ancora che voglio farlo.
Ma... La voce si ruppe. Ma, chi protegger te?
Lui allora rise, una risata mista a lacrime. Vide il contadino arrivare dal
sentiero e Robin andargli incontro. Gli altri si erano alzati.
Nessuno  mai stato orgoglioso della propria figlia quanto io di te le
mormor Josh all'orecchio. Farai cose meravigliose, Swan. Metterai di
nuovo tutto a posto. E molto prima che tu venga a Mary's Rest... sentir il
tuo nome dalla bocca dei viandanti. Diranno di conoscere una ragazza di
nome Swan che  diventata una donna bellissima. Diranno che ha capelli
come lingue di fiamma, che ha in s il potere della vita.  quello che devi
restituire alla terra, Swan. Quello che devi restituire alla terra.
Lei sollev lo sguardo sul gigante nero e gli occhi le brillarono di luce.
Salve disse l'uomo con il cappello di paglia. Era magro, ma gi aveva
le guance abbronzate. E le mani sporche di terra. Da dove venite?
Dalla fine del mondo disse Josh.
Gi. Be', non sembra che il mondo debba finire proprio oggi, no? No
davvero! Forse domani, ma oggi no. Si tolse il cappello, si asciug con la
manica la fronte, socchiuse gli occhi per guardare il sole. Mio Dio,  dav-
vero bello! Non credo di avere visto niente di pi bello... tranne forse mia
moglie e i miei figli. Tese la mano a Robin. Mi chiamo Matt Taylor.
Robin Oakes. Gli strinse la mano.
Avete l'aria di gente che accetterebbe volentieri un po' d'acqua e un
paio d'ore di riposo. Se venite gi, siete benvenuti. Non abbiamo molto,
ma ci lavoriamo. Piantavamo qualche fagiolo e del malvaccione, finch c'
il sole.
Swan guard pi avanti. Che alberi sono?
Eh? Quegli alberi secchi? Be', mi rattrista dirlo, ma erano noci ameri-
cani. A ottobre facevamo l'abbacchiatura. E da quella parte... indic un
altro boschetto c'erano pesche a primavera e in estate. Certo, prima che
tutto andasse a catafascio.
Oh disse Swan.
Signor Taylor, qual  la citt pi vicina? domand Josh. Be', Amber-
ville  giusto al di l della montagna, a meno di dieci chilometri. Non c'
molto, alcune baracche e una sessantina di persone. Hanno una chiesa, pe-
r. Lo so bene: sono il reverendo Taylor.
Capisco. Josh fiss la valle, le figure nel campo, il folto d'alberi che,
lo sapeva, non erano morti, ma solo in attesa d'un tocco risanatore.
Cosa c' la dentro? Il reverendo accenn alla borsa che Swan aveva
posato per terra.
Una cosa... meravigliosa rispose Josh. Reverendo Taylor, le chiedo
un favore. Vorrei che accogliesse queste persone in casa sua e che ascol-
tasse la storia che... che mia figlia le racconter. Vuole farlo?
Sua figlia? Il reverendo corrug la fronte, perplesso, guardando Swan.
Poi si mise a ridere e scroll le spalle. Be', il mondo  proprio impazzito.
Certo aggiunse. Tutti sono benvenuti, per un po' di riposo.
Sar davvero un riposo d'incanto rispose Josh. Attravers la strada e
prese uno zaino di cibo e una borraccia d'acqua.
Ehi! lo chiam Robin. Dove vai?
Josh gli si avvicin con un sorriso e gli strinse la spalla. A casa disse;
assunse un'espressione severa e minacciosa, una delle maschere torve che
portava sul ring. Attento a te, e prenditi cura di Swan. Mi  molto cara.
Capito?
Sissignore.
Spero bene. Non ho voglia di tornare da queste parti a prenderti a cal-
ci. Ma aveva gi notato gli sguardi che Robin e Swan si scambiavano,
come camminavano vicini e parlavano piano, quasi condividessero dei se-
greti; sapeva di non doversi preoccupare. Diede a Robin una pacca sulla
spalla. Sei un bravo ragazzo, amico mio disse... e all'improvviso Robin
lo abbracci. Abbi cura di te, Josh disse. E non stare in pensiero per
Swan. Anche a me  molto cara.
Signre? intervenne il reverendo Taylor. Non viene gi con noi?
No. Ho ancora della strada ed  meglio che m'incammini. Voglio fare
un paio di chilometri, prima di sera.
Il reverendo esit; era chiaro che non capiva. Ma si rese conto che il gi-
gante nero intendeva davvero continuare il viaggio. Solo un minuto, allo-
ra! Aspetti un momento! Mise la mano nella tasca della giacca di tela e ne
trasse un oggetto. Prenda disse. Lo porti con s.
Josh guard il piccolo crocifisso d'argento appeso a una catenina.
Lo prenda. Un viandante ha bisogno d'un amico.
Grazie. Josh si mise al collo la catenina. La ringrazio davvero.
Buona fortuna. Le auguro di trovare quel che cerca, quando arriver
dov' diretto.
Me lo auguro anch'io. Josh s'incammin verso ovest, lungo la strada
di montagna. Percorsi dieci metri, si gir: Robin e Swan, in piedi uno ac-
canto all'altra, lo guardavano allontanarsi. Robin la circondava con il brac-
cio e Swan teneva la testa sulla sua spalla.
Un campo dopo l'altro! le grid Josh.
E fu accecato dalle lacrime. Si gir con la bella immagina di Swan im-
pressa per sempre nella mente.
Swan rimase a guardarlo finch non fu fuori vista. Gli altri, tranne Ro-
bin, avevano gi seguito il reverendo Taylor. Swan strinse la mano di Ro-
bin e rivolse il viso al paesaggio di montagne e di vallate, dove alberi sec-
chi aspettavano d'essere risvegliati come dormienti inquieti. Credette di u-
dire, molto lontano, l'acuto e gioioso canto d'un uccello... che forse, come
lei, provava le ali.
Un campo dopo l'altro promise.
I giorni passarono.
E su in alto, dove la cima di monte Warwick toccava quasi il cielo az-
zurro, minuscoli semi sparpagliati dalle trombe d'aria e riportati alla vita
dalle dita di una ragazza con i capelli simili a lingue di fiamma iniziarono
a reagire alla luce del sole e a far germogliare fragili steli verdi.
Gli steli si allungarono, si aprirono un varco nel terriccio, sbucarono nel
tepore e l sbocciarono in fiori... rossi e viola, giallo vivo, bianco candido,
azzurro scuro, pallido lill.
Brillarono come pietre preziose alla luce del sole e segnarono il luogo
dove Sister giaceva nel sonno eterno.
Le settimane passarono. La strada l'azzopp.
La faccia era grigia di polvere, ma lo zaino era leggero, sulla schiena in-
curvata e debole. Lui continu a camminare, un passo dopo l'altro, seguen-
do la strada che si snodava verso oriente nella campagna.
Certi giorni il sole splendeva con piena forza. Certi altri, le nubi tor-
navano e cadeva la pioggia. Ma era pioggia dolce sulla lingua e i temporali
non duravano a lungo. Le nubi si sparpagliavano e il sole splendeva di
nuovo. A mezzogiorno la temperatura era estiva, perch quella era certo la
stagione, almeno in base al calendario del mondo d'una volta; ma le notti
erano fredde e per scaldarsi lui doveva rannicchiarsi in un fienile o in una
casa lungo la strada, se aveva la fortuna di trovare un riparo.
Ma proseguiva. E continuava a sperare.
Lungo la strada aveva barattato un po' di cibo in cambio di fiammiferi; e
quando di notte dormiva all'aperto, accendeva il fuoco per tenere lontano
le creature notturne. Una notte, nel Kentucky occidentale, si svegli sotto
il cielo sereno; sulle prime non cap che cosa l'avesse disturbato: tese l'o-
recchio e ud.
Un fischiettio, che s'alzava e scendeva, come se provenisse da molto
lontano.
Forse stava per impazzire, o per cadere in preda alla febbre... ma era si-
curo che il motivetto fosse: "Giro giro tondo, casca il mondo..."
Da allora in poi cerc sempre una casa o un fienile dove passare la notte.
Sulla strada vide segni di risveglio: piccole gemme verdi in un albero,
uno stormo d'uccelli, una chiazza d'erba verde smeraldo, una viola che
sbucava da un monticello di cenere.
Il mondo tornava alla vita. Molto lentamente. Ma tornava alla vita.
E non passava giorno, n pi d'un paio d'ore, che Josh non pensasse a
Swan. Pens alle mani della ragazza che impastavano la terra, che tocca-
vano semi e granaglie, che accarezzavano la scabra corteccia dei noci ame-
ricani e dei peschi, che riportavano alla vita tutte le cose.
Attravers il Mississippi, sopra una zattera traghetto guidata da un vec-
chio con la barba bianca e con la pelle del colore del fango del fiume; la
moglie del vecchio suon il violino per tutta la traversata e rise alle scarpe
consumate di Josh. Quella notte lui rimase con loro e consum una buona
cena a base di fagioli e di porco sotto sale; al mattino, quando ripart, trov
che lo zaino era pi pesante, a causa di un paio di scarpe da ginnastica un
po' troppo strette, ma comodissime, una volte tagliate in punta.
Entr nel Missouri e allung il passo.
Un violento temporale lo tenne bloccato per due giorni; trov riparo dal
diluvio in un piccolo villaggio battezzato, con un gioco di parole, All's
Well, tutt'e bene... ma c'era davvero un well, un pozzo, al centro del paese.
Nella scuola, gioc a poker, con due adolescenti e un anziano ex bibliote-
cario; fin per perdere 529 mila dollari in graffette.
Il sole torn a splendere e Josh si mise in cammino, grato che quel grup-
petto di bari non gli avesse preso anche le scarpe di gomma.
Vide rampicanti verdi rivestire gli alberi grigi ai lati della strada; al ter-
mine d'una curva si ferm di colpo.
In lontananza scorse uno scintillio: qualcosa rifletteva la luce del sole,
come una sorta di segnale.
Riprese a camminare e cerc d'immaginare da che cosa provenisse lo
scintillio. Ma era molto lontano e non poteva capirlo. La strada si snod
sotto i suoi piedi e ora Josh non badava pi alle vesciche.
Qualcosa scintillava... scintillava... scintillava...
Josh si ferm di nuovo e trattenne il fiato.
Lontano, sulla strada polverosa, scorgeva una figura. Due figure. Una al-
ta, una bassa. Due figure in attesa. Quella alta indossava un abito nero con
lustrini che riflettevano la luce del sole.
Glory! grid Josh.
E poi la ud gridare il suo nome e correre verso di lui, con indosso il ve-
stito che aveva portato ogni giorno, tutti i giorni, con la speranza che fosse
quello il giorno del suo ritorno a casa.
E quel giorno era arrivato.
Anche lui si mise a correre; dai suoi vestiti si alzarono nuvolette di pol-
vere, quando sollev Glory da terra e la strinse al petto, mentre Aaron sal-
tava e gridava di gioia e tirava per la manica il gigante nero. Josh alz da
terra anche Aaron e tenne tutt'e due stretti fra le braccia e si arresero alle
lacrime.
Andarono a casa... e l, nel campo dietro le case di Mary's Rest, c'erano
alberi di melo, carichi di frutti, il risultato di piantine che l'Esercito d'Ec-
cellenza aveva trascurato.
La gente di Mary's Rest si raccolse attorno a Josh Hutchins; alla luce dei
lumi nella nuova chiesa in costruzione, lui raccont quel che era successo;
e quando uno chiese se Swan sarebbe tornata, Josh rispose con convinzio-
ne: S. A tempo debito. Strinse Glory a s. A tempo debito.
Pass il tempo.
Le comunit si strapparono dal fango, costruirono sale di ritrovo e scuo-
le, chiese e baracche, prima con assi di legno, poi con mattoni. Le ultime
bande armate trovarono gente pronta a difendere fino alla morte la propria
casa e si squagliarono come neve al sole.
Fiorirono le attivit artigianali, le comunit iniziarono a fare scambi e i
viandanti erano bene accetti perch portavano notizie di luoghi lontani.
Quasi tutti i villaggi dessero sindaci, sceriffi, consigli cittadini: la legge
della pistola inarid sotto il potere della corte.
I racconti cominciarono a diffondersi.
Nessuno sapeva come fossero iniziati, n da dove. Ma il nome di lei si
diffondeva nella terra risvegliata e conteneva un potere che induceva la
gente ad ascoltare e a chiedere ai viandanti se avessero notizie di lei e se le
storie erano vere.
Perch, pi d'ogni cosa, volevano credere.
Parlavano di lei nelle case e nelle scuole, nei municipi e nelle botteghe.
Lei aveva in s il potere della vita, dicevano. In Georgia ha fatto rinascere
frutteti di peschi e di meli! Nello Iowa, chilometri e chilometri di campi di
granturco e di grano! Nella North Carolina ha toccato un campo e i fiori
sono sorti dalla terra e ora si dirige nel Kentucky! O nel Kansas! O nell'A-
labama! O nel Missouri!
Aspettatela, dicevano. Seguitela, se volete, come fanno centinaia d'altri,
perch la giovane donna di nome Swan ha in s il potere della vita e risve-
glia la terra!
E negli anni a venire avrebbero parlato della fioritura della terra de-
solata, dei progetti di coltivazioni e dei lavori per scavare canali per le zat-
tere. Avrebbero parlato del giorno in cui Swan aveva incontrato una nave
di superstiti provenienti da una terra distrutta un tempo conosciuta come
Russia, e nessuno capiva la lingua, ma lei aveva parlato con quella gente e
aveva capito, grazie al miracoloso cerchio di vetro tempestato di pietre
preziose che portava sempre con s. Avrebbero parlato della ricostruzione
di biblioteche e di musei, e di scuole che per prima cosa insegnavano la le-
zione appresa dallo spaventoso olocausto del 17 luglio: Mai pi.
Avrebbero parlato dei due figli di Swan e di Robin - due gemelli, ma-
schio e femmina - e della cerimonia per la quale migliaia di persone si
erano radunate nella citt di Mary's Rest a vedere quei bambini, chiamati
Joshua e Sister.
E per narrare ai propri figli la leggenda, a luce di candela nel tepore della
loro casa, nelle vie dove i lumi bruciavano sotto stelle che ancora suscita-
vano il sogno, avrebbero cominciato sempre con le magiche parole:
C'era una volta...
...
.
...
FINE.